Scrivere di questo vino non è facile, perché oltre a essere il vino di Anna (Martens) è il vino di Eric Narioo (suo marito), fondatore e proprietario di Les Caves de Pyrène.
Cosa porti un ex giocatore di Rugby francese a diventare uno dei più famosi distributori di vino al mondo non lo so. Però, per fortuna che lo ha fatto.
Les Caves de Pyrène è a mio parere il distributore dei migliori vini che ci siano oggi in commercio. Vini che chiamare “naturali” sembra limitativo: i vini di Les Caves sono semplicemente buoni o eccellenti e, come si sa, il vino buono è ovviamente naturale, senza necessità di rimarcarlo.
I migliori vini naturali di Francia sono appannaggio di Les Caves de Pyrènes, ma non solo. Vini naturali, o di territorio come ama definirli Cristian Bucci, l’ala italiana della distribuzione, provenienti da tutto il mondo. Dall’Oregon e la California, passando per l’Europa, verso l’Africa.
Per fortuna, dicevamo, che un grande appassionato dotato di una brillante mente imprenditoriale abbia deciso di raccogliere questi vini e proporli al pubblico. Soltanto i vini che lui riteneva all’altezza, solo il vino buono.
Decidere di vendere solo i vini che ti piacciono è una scelta coraggiosa, avere successo commerciale è la conferma della bontà di queste scelte.
Il giovane Eric, che lavorava nell’enoteca londinese del suo attuale socio Adrian Scholes, e che si faceva chiamare ‘Old Treacle Tongue’ per il suo notevole successo con il pubblico femminile, ha avuto ragione, ha vinto la sua scommessa.
E ha trovato anche l’amore. Anna Martens, una giovane enologa australiana, studente universitaria di Adelaide. Cresciuta trascorrendo il tempo libero nelle cantine e facendo pic-nic in vigna. Transitata dalle produzioni di tenuta Ornellaia, poi con Andrea Franchetti a Passopisciaro.
Invaghita di quel bel giocatore di Rugby, ma anche da un altro modo di fare vino: le coltivazioni biologiche, le fermentazioni spontanee, l’assenza di filtrazioni, di additivi e coadiuvanti.
Un vino che ti parla, che ti fa percepire da dove viene e chi è. Un vino vero, naturale, di territorio.
Il vino di Anna 2008 è prodotto da Nerello Mascalese da coltivazione biologica. I due ettari di vigne di Anna ed Eric si trovano tra Rovitello e Randazzo, ad una quota che oscilla tra 760 e 900 metri di altitudine.
La vigna da cui provengono le uve per il Vino di Anna è un vecchio vigneto centenario, parzialmente franco di piede.
La vendemmia è manuale e i grappoli vengono lasciati a macerare interi, iniziando un processo fermentativo di tipo semi-carbonico. Successivamente vengono pressati e la fermentazione alcolica si avvia spontaneamente, senza inoculo di lieviti selezionati, svolgendosi in tini di legno aperti (almeno così si legge sul blog di Les Caves Italia).
Il vino nuovo matura per alcuni mesi in barriques usate e si affina in bottiglia prima della commercializzazione. La 2008 è la prima annata di Anna.
E’ possibile definire il risultato di questa vinificazione come “territorialmente diverso”.
Il Nerello Mascalese è tipicamente povero di componenti fruttate, più orientato verso aromi austeri e minerali.
La vinificazione semi-carbonica esalta il frutto, lo conserva. Senza svilire la mineralità e le sensazioni più terragne del vitigno.
L’impatto al naso è intensamente fruttato, con sensazioni aromatiche che spaziano dall’amarena alla ciliegia, fino alla prugna fresca, rabarbaro, zenzero e vaghi ricordi di spezie esotiche.
Al palato ha una meravigliosa venatura acida, che costituisce la nota portante di tutto il sorso. L’acidità accompagna e sostiene il frutto, aiuta ad ampliare l’immagine gustativa, facilità lo scorrimento del vino e la sua bevibilità.
La retrolfazione è dominata dalla complessità fruttata insieme a sottili note minerali e sulfuree. La persistenza gustolfattiva è lunga e mantiene fino in fondo le promesse degli aromi di apertura.


Caro Montes, spero che non ti prenda uno sturbo sapendo che Les Caves de Pyrene (UK) distribuisce ormai da oltre 10 anni anche i nostri vini, e con un certo successo. Tutto merito di Eric e della sua capacità di scegliesi i collaboratori (e la moglie, la dolcissima Anna) e della sua visione nitida, ma mai ideologica del vino.
@gianpaolo, e perché dovrebbe prendermi uno sturbo? Mica sei belzebù 🙂 Mi preoccuperei se vedessi altri vini… Nella distribuzione di Eric trovo tantissimi vini che mi piacciono molto, iniziando dalla Loira che adoro. È un imprenditore illuminato, e molto bravo nel suo lavoro. Riesce sempre a bilanciare le diverse esigenze.