Porta del Vento 2006. Ma la prima annata non era la 2007?

La prima annata ufficiale di Porta del Vento è la 2007. Nel 2006 però Marco Sferlazzo ha fatto una sorta di numero zero, una prova di vinificazione di poche bottiglie. Risultato: eccellente.

Bere un vino “di prova” fa intuire perché si decide di iniziare una produzione regolare. L’idea di un certo tipo di vino, un vino genuino e non manipolato, da viti coltivate in alta collina con esposizione settentrionale, può corrispondere a una buona idea teorica. Ma finché la teoria non si trasforma in pratica si rimane col dubbio: sarà veramente una buona idea?

Bevuto a otto anni di distanza questo vino è una sorpresa. Ha un perfetto equilibrio tra frutto, acidità e mineralità.

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Porta del vento 2006, calice

Il colore è giallo paglierino intenso. Il naso è garbatamente dominato da fluttuanti aromi di nespola e arancia bionda (sia la polpa che la scorza). Percepire chiaramente la nespola in un vino non è una cosa usuale.

La roteazione lascia emergere sottili note floreali di zagara e biancospino, albicocca, mango col suo retrogusto balsamico, per poi tornare sulla nespola e l’arancia.

Al palato ha un’acidità percepibile ma non eccessiva, che si stempera in una sottile mineralità. In retrolfazione sembra che la scorza dell’arancia sia candita, senza però alcuna ruffiana nota dolciastra. La persistenza è lunga e piacevole.

Se avessi fatto un primo vino del genere mi sarei lanciato anch’io con entusiasmo nell’impresa di creare dal nulla una nuova etichetta.

 

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