Se continuerò a parlare di vini della Loira verrò sicuramente accusato di spudorata esterofilia, e magari francofilia. Però lo Chenin Blanc è un vitigno magico, di multiforme espressione, capace di dare grandi vini. E’ impossibile non rimanerne affascinati.
Questo Clos du Chene di Saumon è un’interpretazione diversa rispetto ad altri Chenin Blanc di cui abbiamo parlato in passato. Si caratterizza per un residuo zuccherino palpabile, in parte sotto forma di glucosio e in parte come fruttosio, ed aromi floreali sicuramente dominanti rispetto al frutto.
Di colore giallo paglierino tenue, limpido. Appena versato nel calice rivela aromi di apertura, ovvero quelli che si percepiscono prima della roteazione, chiaramente suggestivi di mela verde, gelsomino, glicine e tiglio. La roteazione lascia emergere sottili sentori di fiori d’arancio, seguiti da pompelmo, yoghurt e talco.
In bocca ha un’acidità sensibile ma non prorompente, una retrolfazione delicatamente agrumata con ritorni floreali di glicine e tiglio, e ancora il talco. Ha una persistenza gustolfattiva di media durata.
Frantz Saumon comincia a produrre vino nel 2002, subito dopo essersi diplomato in enologia. Per realizzare il suo sogno acquista un piccolo podere a Montluis, pochi chilometri a ovest di Nevers, in prossimità della Loira.
Converte la coltivazione in biologico, e comincia a fermentare spontaneamente con i soli lieviti indigeni.
Negli anni acquista ancora vigneti fino a raggiungere gli attuali 5,5 ettari. Alcune delle viti di Chenin Blanc di Frantz sono quasi centenarie, e da queste, ed altre provenienti da un unico vigneto, produce in poche bottiglie il suo Clos du Chene. Dai rimanenti vigneti fa un uvaggio che imbottiglia con il nome di Mineral+.
Domaine Frantz Saumon
15 Chemin des Cours
37270 Montluis Sur Loire
Tél: 02 47 35 83 65
Mobile: 06 16 83 47 90
Mail: f.saumon@sfr.fr
Distribuzione Les Caves de Pyrene
Christian Bucci
Via Gioberti 16 – 12051, Alba (CN)
info@lescaves.it
http://lescavesdepyrene.blogspot.it




Gelsomino, glicine e tiglio : l’insieme dei profumi di queste serate di primavera che si fa estate e che mi riporta alla fine della scuola e l’inizio delle vacanze. Il profumio della liberazione 🙂 Un vino così non l’ho mai trovato ma potrebbe aiutarmi a superare l’inverno del mio scontento.
Christian Bucci mi corregge in privato dicendomi che il residuo zuccherino del Clos du Chene è di 12 g/l. Evidentemente non del tutto percepibile, complice l’acidità e gli intensi aromi floreali.
Ma Les Caves non pubblica sul sito schede tecniche dei vini?
Che io sappia no.