La stanza dei balocchi a Villa Favorita

Se a qualcuno piace l’erba di Villa Favorita, io preferisco di gran lunga la Tasting Room, utilissimo strumento per operatori e potenziale paese dei balocchi per enostrippati.

Una stanza con due lunghi tavoli sui quali i visitatori autorizzati hanno trovato, in ordinata fila, due vini per ogni produttore presente alla fiera, scopo degustazione self-service senza alcuna intermediazione. Accesso alla sala regolamentato (stampa e operatori, poche persone alla volta) al fine di garantire quella quiete diversamente impossibile da ottenere tra i banchetti nelle ore di punta della manifestazione e con l’obiettivo (centrato in pieno) di consentire  una rapida carrellata di assaggi propedeutici al conseguente incontro con i produttori comodamente identificati e selezionati.

In questo luogo di silenziosa pace con ritmi lontani anni luce dal sovraffollato formicaio della altre sale ho avuto modo di scovare qualche chicca d’oltreconfine che altrimenti mi sarei perso.

Eric Texier, Chateauneuf du Pape Vieilles Vignes Rouge 2011

Eric Texier, Chateauneuf du Pape Vieilles Vignes Rouge 2011

Su tutti un buonissimo Chateauneuf du Pape Vieilles Vignes Rouge 2011 di Eric Texier, ingegnere nucleare convertito senza eccessivi fanatismi alla biodinamica. Un vino a base Grenache (sempre lei, sospirone…) che mi ha conquistato per la sua morbidezza vellutata in perfetto equilibrio tra potenza ed eleganza.

Barranco Oscuro, El Pino Rojo

Barranco Oscuro, El Pino Rojo

Nella sua scia “El Pino Rojo” di Barranco Oscuro (Sierra Nevada, Spagna), proveniente dai vigneti più alti d’Europa coltivati in modo naturale (dicono loro). Stranamente in etichetta non trovo l’annata e neppure il vitigno per questo Pinot Nero di pregevole fattura. Da approfondire appena possibile.

Schatz, Acinipo H

Schatz, Acinipo H

Ancora Spagna dell’estremo sud con il succoso “Acinipo H” da una varietà antica simile al Lemberger (Franconia) della Bodega di Friedrich Schatz, altro pioniere del naturale, spostatosi nel 1982 dalla Germania a Ronda (Andalusia) con l’ambizioso obiettivo “di produrre il miglior vino del sud Europa”. Buona fortuna! Per il momento brindo alla sua salute.

Domaine Vinci, Côtes Catalanes Roc 2012

Domaine Vinci, Côtes Catalanes Roc 2012

Prima di passare la mano chiudo col frutto speziato del Côtes Catalanes Roc 2012 del Domaine Vinci, azienda ubicata tra la foresta e le colline rocciose della valle d’Angly (Roussillon). Un vino carnoso e solare a base Carignano da riprovare quanto prima.

Cornelissen

Cornelissen

Lascio il cielo in quella stanza per rimettermi in coda nella bolgia del mondo fuori che regala altrettante soddisfazioni come le anteprime 2013 di Frank Cornelissen. Mi spendo volentieri per la spremuta di Munjebel Bianco e mi sbilancio per il “CS – Chiusa Spagnolo” da una vigna ottuagenaria a piede franco che davvero promette mirabilie.

De Bartoli

De Bartoli

Mi lascio intrigare dalla complessità dei Soave di Filippo Filippi e dalla beva del suo sperimentale “Turbiana”, trebbiano da una vigna immersa nel bosco, e chiudo in bellezza con i Marsala di Marco De Bartoli:  il “Vecchio Samperi Ventennale” regala al mio commiato con Villa Favorita una struggente nota di malinconica dolcezza che di zucchero non è.

Me la sognerò per un bel po’ quella stanza dei balocchi, la mia favorita, e un altr’anno passerà.

la-stanza-dei-balocchi-villa-favorita

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3 thoughts on “La stanza dei balocchi a Villa Favorita

    1. Massimiliano Montes

      @A3C, mancavi tu.
      Se continuiamo a dire che a Villa Favorita c’é erba buona l’anno prossimo avranno visite…

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