La qualità dei vini proposti è stata mediamente elevata, ma due campioni si sono comportati da veri fuoriclasse: il Vignammare 2012 di Barraco, grillo in purezza, e il Nonna Concetta 2010 di Calabretta, Nerello Mascalese da vigne centenarie.
Il Vignammare è stato definito “stupefacente nella sua apparente semplicita”. Un grillo da vendemmia leggermente anticipata, con una bassa gradazione alcolica (11,5% di alcol in volume), di buona acidità, ha una freschezza e una leggerezza che inducono bevute a garganella. Dietro questa lievità però si nasconde una intensità aromatica che spazia dalla mela alla nespola ai frutti di mare, ed una palpabile mineralità, che lo trasformano in un serio compagno di bevute.
Coltivato su dune di sabbia a 200 metri dal mare, conserva tutta la sapidità e i profumi del mare.
Il Nonna Concetta 2010 di Calabretta è un vino che possiamo definire una vera e propria chicca per appassionati. Proviene da uve coltivate a Passopisciaro, sul versante nord dell’Etna, da un vigneto centenario prefillossera. Le piante sono allevate ad alberello, sparpagliate in un campo inerbito. Il tronco delle viti ha una circonferenza di parecchi centimetri e la produzione è di circa 2-3 grappoli per pianta (vedi foto sotto il titolo). Di Nonna Concetta vengono prodotte circa 800 bottiglie per anno.
Il naso è austero ma allo stesso tempo inebriante, con sentori di ribes e amarena seguiti da sottobosco e cuoio. Al palato è consistente e spesso, ma con un’eleganza e una compostezza degne dei migliori vini. Di una tannicità intensa ma non ruvida, ha una persistenza gustolfattiva ampia e duratura. Da provare.
La natura del vino: una serata all’insegna della qualità


Il Nonna Concetta 2010 di Calabretta da solo valeva la presenza a questa bella serata e i vini di livello erano davvero numerosi.
@luigi salvo, Se ti legge Massimiliano Calabretta stappa una buona bottiglia per la gioia 🙂