Mosella e Reno sono le due aree geografiche più note per la produzione di Riesling in Germania. La meno conosciuta Nahe, un affluente del Reno a sud della Mosella, è un altro terroir pregiato, capace di dare vini profondi e complessi.
Piccolo fiume a decorso tortuoso ma ad andamento placido e lento, la Nahe nasce nel sud-ovest della Germania, vicino al confine con la Francia, e scorre verso nord-est, confluendo nel Reno in prossimità di Bingen, proprio di fronte la Rheingau.

Durante le nostre peregrinazioni enoiche non abbiamo potuto fare a meno di visitare una delle aziende storiche del panorama locale, Weingut Dönnhoff, situata ad Oberhäusen, nella Nahe centrale. Ha un microclima freddo eccetto che in prossimità del Reno, e ricorda paesaggisticamente la Mosella, con pendii scoscesi di scisto ed arenaria rossa che scivolano verso l’acqua. Le caratteristiche organolettiche dei vini prodotti in questa regione sembrano infatti avvicinarsi allo stile della Mosella piuttosto che a quello più rotondo Renano, con un’acidità elevata ed una mineralità che impronta il vino.
La famiglia Dönnhoff è proprietaria di 25 ettari di vigneti, 80% Riesling e 20% Pinot Blanc e Pinot Gris, che si estendono lungo i pendii che costeggiano il fiume, tra Niederhäusen e Schlossböckelheim. L’accoglienza, come al solito da queste parti, è stata cordiale e molto attenta. Il padrone di casa ci ha descritto la storia dell’azienda, piccola e a gestione familiare, e ci ha spiegato la filosofia produttiva, basata sul rispetto delle vigne e delle uve in cantina, così da preservare al massimo gli aromi varietali e l’essenza del terroir.

La degustazione inizia con il loro Riesling di base, prodotto con rese intorno a 60 quintali d’uva per ettaro, affinato esclusivamente in acciaio. L’impressione, comune a molte altre cantine, è che questi vini base siano talmente buoni da indurci a rivedere la nostra idea di “vino base” inteso come qualcosa a basso prezzo e perciò meno pregiato. Il vino a noi servito era di ottima qualità, elegante e pervasivo, con aromi agrumati, di fiori bianchi e pesca, di buona acidità e persistenza.
Proseguiamo con quello che non esito a definire un grande vino, il Tonschiefer Trocken 2011. Questo è il riesling. Profumi di scorza di cedro, ginestra, agrifoglio, fiori d’arancio. Al palato è deciso e ficcante, una lama che impronta profondamente la nostra immagine gustativa. La persistenza gustolfattiva è eccellente, e scema gradatamente verso un ricordo aromatico piacevolmente intenso.
Di seguito una gradita sorpresa. Ci vengono proposti in anteprima i tre vini di punta dell’azienda nell’annata 2011, che ufficialmente viene presentata al pubblico ed alla stampa a settembre 2012: il Felsenberg Felsentürmchen, il Delichen e l’Hermannshöle. Tutti e tre Riesling Trocken “Grosse Gewächs”, ovvero provenienti dai migliori appezzamenti aziendali.
Austero e severo il primo, con una sapidità ed una mineralità intense che prevaricano decisamente gli aromi di frutta e floreali. Guaiava, cedro, fiori d’arancio, fiori d’ulivo e ginepro, fanno capolino sovrastati da sensibili note idrocarburiche.
Poco presenti invece nel Delichen le note idrocarburiche. Ha una florealità più intensa che richiama il gelsomino con sentori di pesca bianca e dei fiori del frutto della passione.
La caratteristica del terzo Grosse Gewächs, l’Hermannshöle, è invece l’elevata concentrazione. Da rese bassissime, sembra cercare un bilanciamento tra la mineralità del Felsenberg e la florealità del Delichen.
La degustazione continua, snodandosi tra Riesling secchi, i Trocken, e quelli con un residuo zuccherino più elevato, i Kabinett e gli Spatlese (la cui traduzione letterale è “vendemmia tardiva”), tutti di qualità medio-alta. Il loro profilo aromatico varia sensibilmente in relazione alle microzone di provenienza ed all’età delle vigne.
Una spanna sopra gli altri si colloca un’altra piacevole sorpresa, l’Oberhäuser Brücke 2011. Perfettamente equilibrato tra dolcezza, acidità, frutto e florealità. Molto elegante ed intrigante, dalla bevibilità copiosa.
Per finire i vini con residuo zuccherino più elevato, gli Auslese e gli Eiswein.
Auslese si può tradurre come “vendemmia selezionata”, ed è un vino prodotto selezionando soltanto i migliori grappoli, alcuni dei quali possono essere affetti da “Botrytis Cinerea”, la muffa nobile. La traduzione di Eiswein è invece “vino di ghiaccio”, perché proviene da grappoli vinificati a temperature inferiori allo zero che fanno congelare la componente acquosa dell’acino consentendo una maggiore estrazione di zucchero.
Il Niederhäusen Hermannshöle 2011 è un Auslese Goldkapsel, ovvero con capsula di colore dorato, che identifica le produzioni migliori. Equilibrato, elegante, senza eccessi, è caratterizzato da intense sensazioni floreali. Non proviene da uve botritizzate.
L’Oberhäuser Brücke “Dezember” 2011 è prodotto con le stesse uve dello Spatlese, ma vendemmiate a dicembre. E’ un Eiswein di eccellenza, con una dolcezza che ricorda la marmellata di albicocche, stemperata da un’acidità intensa e piacevolissima, con ricordi agrumati e note di florealità di campo.
Weingut Dönnhoff
Bahnhofstraße 11
55585 Oberhausen an der Nahe
Germania
Tel. +49 6755/263 – Fax +49 6755 1067
weingut@doennhoff.com
http://www.doennhoff.com




