Quando “sedicenti” vignaioli naturali sparano attacchi contro il mondo del vino naturale esplode in me un compulsivo bisogno di farmaci antinausea.
Per ovviare al problema un amico psicologo mi ha suggerito di risolvere il conflitto a monte: verifica perché il vignaiolo che proviene dal variegato mondo del vino naturale, spara ad alzo zero contro suoi colleghi vignaioli naturali.
Ho risolto i miei problemi di nausea analizzando il vino di alcuni sbraitanti “naturali” anti-naturale 😉
Oggi cominceremo a parlare della prima analisi, e del perché mi sono rasserenato riducendo il consumo di farmaci antinausea.
Premetto che questa analisi odierna viene pubblicata con il nome del vino, del produttore e del laboratorio censurati, e che la mia nausea cesserà del tutto solo quando potrò pubblicare nome e cognome dei finti naturali, che invece di limitarsi a produrre vino vogliono cavalcare l’onnipresente onda dell’antinaturalismo.
Il vino esaminato, i cui dati vengono pubblicati oggi, è un bianco con una macerazione di 24 ore. Suscita una sensazione di indisposizione il fatto che ci sia qualcuno che cerca di farsi pubblicità cercando una ribalta mediatica, che ovviamente non riesce a raggiungere mediante la “bontà” del proprio vino o il suo apprezzamento. Che preferisce invece far parlare di se concimando il mondo del vino naturale.
Le conclusioni odierne sono semplici: DIFFIDATE.
Quando leggete improbabili affermazioni di altrettanto improbabili vignaioli “naturali” che attaccano il mondo del vino naturale, diffidate. Perché questi loschi figuri cercano solo una immeritata pubblicità a discapito dei colleghi seri che ogni anno rischiano raccolto e vino nell’ostinato tentativo di voler fare vino veramente naturale.
Meditate gente, meditate.

Una volta bisognava proteggersi dai produttori industriali, ora anche dagli pseudo-naturali…
Era tutto più semplice prima, o tempora o mores
Ho l’impressione che la solforosa a livelli così alti riguardi solo pochi rozzi produttori. Nella nostra esperienza, fatta di centinaia di vini analizzati, abbiamo trovato solo un piemontese con 115 mg/l ed un pugliese con 155 mg/l di SO2 tot. Vi sono poi quelli che dicono di non averla mai usata, ma poi ritrovi 38 mg/l in un vino di una (famosa) az ienda laziale. Comunque la cosa più grave e più diffusa è un’altra: la sistematica acidificazione dei mosti/vini e l’uso diffusissimo di mannoproteine e/o scorze di lievito oppure in alternativa l’avvio delle fermentazioni spontanee e dopo qualche giorno l’aggiunta di lieviti selezionati. Vi è anche chi utilizza ancora gomma arabica, refrigegerazione mosti, filtrazioni sterili, bentonite. Indipendentemente dall’annata, dalla varietà, dal clima, dalla zona e dal ph, la gran parte dei vini ha una acidità totale compresa tra 6 e 7,5. Molti vini hanno una volatile di 0,20 ed una solf. totale di 20 valori difficilmente compatibili con una fermentazione spontanea, a meno che non vi sia ricorso ad importanti imput tecnologici (ma allora che naturale è?). Sembra che si sia affermato un protocollo del vino naturale (taroccato) ormai diffusissimo. Sarebbe utile avviare un confronto serio su cos’è oggi il vino naturale.
È possibile capire da dove vengono queste analisi chimiche? ci aiuterebbe a comprendere il contesto.
@marco, due bottiglie acquistate al commercio, analizzate entrambe da un laboratorio pubblico accreditato Accredia, con gli stessi risultati per entrambe. Sono state consegnate ovviamente chiuse e sigillate così come acquistate.
@marco, confermo due bottiglie comprate allo scaffale e portate integre al laboratorio che ha certificato l’integrità della chiusura.
Aprire in questo modo la caccia alle streghe porterà il mondo del vino naturale e morire.
Perché tantissimi produttori hanno vini con solforose alte, anche sopra i 120. Tantissimi 😉 😉
@EmilioFalcione lei chiede di portare alle fiere solo i vini con il limite della solforosa sotto i vostri parametri. E gli altri vini? Quelli che i suoi associati NON portano alle fiere non può mai averli analizzati. Quindi cosa facciamo figli e figliastri?
Non esiste nessun regolamento legale del vino naturale ufficiale al quale appellarvi. E tutti i regolamenti ufficiali obbligano solo a rispettarlo ai vini portati alle fiere. Anche Vinnatur è così. Abbondantemente sotto i limiti del biologico e sotto con la tolleranza anche del regolamento Demeter.
@Antonio, il problema non è la solforosa. Il problema è chi denigra i vignaioli naturali.
@Antonio, non sono d’accordo con te. Esistono due regolamenti ufficiali, quello di VAN (Vignaioli Artigiani Naturali) e quello di VinNatur, che ricalcano il vecchio disciplinare della AVN (Association des vins naturel) francese, nato alla fine degli anni ’70 su indicazioni di Jules Chauvet: fermentazioni spontanee, nessun additivo enologico eccetto anidride solforosa nella misura massima di 40 mg/l per tutti i vini (VAN) o 30 mg/l per i rossi e 50 mg/l per i bianchi, mossi o dolci (VinNatur, che mi sembra anche fin troppo di larga manica).
http://gustodivino.it/home-gusto-vino/ma-cose-il-vino-naturale-e-vino-biologico/massimiliano-montes/13375/
@Massimiliano Montes, ma lo sai Massimiliano che in tribunale valgono una cippa quei regolamenti. Vale solo quello del Bio e ci sono altre associazioni dove i valori sono anche più alti del bio come Renaissance e Vivit.
@Antonio, ma a noi non ce ne frega niente dei tribunali 🙂 I regolamenti (alias disciplinari privati) che tu citi non si riferiscono infatti al vino naturale. Nessuno di loro ha la sfacciataggine di scrivere le parole “vino naturale” in questi disciplinari, ma solo vino biodinamico / vino biologico.
VAN e VinNatur sono le uniche, insieme alla tradizionale vecchia AVN (Association des vins naturel) e alla neonata, in termini di ampi spazi temporali, SAINS, che usano la definizione di “vino naturale”. Che è una definizione storica, ormai universalmente riconosciuta in tutto il mondo indipendentemente dalle legislazioni locali.
@Antonio, sono i vini biodinamici o biologici a non essere naturali:
http://gustodivino.it/home-gusto-vino/i-vini-biodinamici-demeter-fermentazioni-quasi-spontanee-alti-livelli-di-solforosa-chiarificazioni-e-filtrazioni-molto-lontani-dal-vino-naturale/massimiliano-montes/13563/
@Massimiliano Montes, sono discorso che abbiamo già fatto un milione di volte.
Emilio non mi ha risposto e neanche tu: e tutti i vini che i vignaioli naturali non portano alla fiere perchè non rispettano i limiti di solforosa? Cosa crediamo che quei vini i vignaioli li bevono loro? No!!! Li vendono anche quelli come “naturali”.
Quindi?
Scusatemi…scrivo per la prima volta….ma che c..z vuol dire vino naturale. I vini bio o convenzionali non sono naturali????
@Domenico, ciao
Senza complicare troppo la faccenda, un vino naturale si riferisce alla sua lavorazione nella misura in cui viene rispettata il più possibile la sua composizione senza interventi che hanno il solo scopo di salvare la vendibilità del prodotto a discapito della qualità e della salute del consumatore. Non vi è un disciplinare ufficiale, poiché la maggior parte del vino è sempre fatto con i metodi classici, ma esistono i regolamenti citati sopra da altri utenti, oltre a un idea condivisa dove è il punto in comune è solo il rispetto della natura e dei consumatori. I solfiti oltre i 30mg/l sono sostanze tossiche e cancerogene senza se e senza ma, come i nitriti nelle carni. Secondo me anche al di sotto di quella soglia per un uso frequente. Tutti i giorni qualche mg di zolfo bene non fa.. da anni molti produttori litigano tra di loro per difendere in sostanza lo status Quo, come sempre. Ciò non cambia la realtà oggettiva, e il fatto che naturale non è un aggettivo che si attribuisce ad un prodotto per il semplice fatto che la Natura vi prende parte. Se no tutto è naturale. Spero di averti chiarito in cosa consista la differenza.
Perdonami Mattia. Sono un pò di anni che faccio vino, ho visto passare tante mode e tante strategie commerciali per imporsi, per entrare, per vendere qualche bottiglia in più o magari per vendere un prodotto misero e difettato ad un prezzo anche più alto del normale. Qualcuna di queste mode è passata, qualche strategia scoperta e a volte anche punita. Dal tuo dire sembra che i vini cosiddetti ” naturali” sia più salutari degli altri o meno dannosi…. bene. Facciamo un esempio: sai cosa sono le ocratossine? Mi fai sapere quanti produttori di vino “naturale” fanno analisi per controllare la loro presenza? Se si… fai pubblicare dal maggior numero di questi produttori il certificato di analisi che lo comprova ed il passaggio relativo nel manuale di HACCP. Riguardo alle solforose… il problema non sta sulla solforosa totale, ma sulla libera. Anche prendendo a riferimento un vino con solforosa ai limiti massimi, su un bicchiere non ci sono più di 30 mg. Il problema delle solforose semmai sta in altri prodotti ( pesce, soprattutto crostacei, insaccati, sottaceti ecc) dove la scritta contiene solfiti non è obbligatoria e si scrive, tra i conservanti, contiene E224, senza dire cosè e la quantità.
Poi si va mangiare pesce, ci si abbuffa di scampi, gamberi, astici, ed altri crostacei, si beve un bicchiere di vino e poi la colpa del cerchio alla testa è del vino.
La definizione di vino naturale nasce in Francia negli anni ’70, ad opera di Jules Chauvet, viticoltore, enologo e sommelier, che opponendosi alla massiva introduzione di pesticidi e concimi chimici in agricoltura, e di tecniche di vinificazione manipolatorie basate su una pesante modificazione biologica, chimica e fisica del mosto-vino in cantina mediante procedimenti chiaramente industriali e seriali, creò di fatto il movimento del vino naturale nel mondo.
La prima associazione di vini naturali veniva fondata in quell’epoca in Francia, l’Association des Vins Naturel (AVN), e proponeva un protocollo agricolo e di vinificazione che definiva il vino naturale come vino da agricoltura biologica o biodinamica, da fermentazione spontanea, senza alcun additivo o coadiuvante enologico eccetto piccole quantità di anidride solforosa, in misura inferiore a 30 mg/l per i vini rossi e 40 mg/l per i vini bianchi o mossi.
In Italia esistono due disciplinari redatti da due associazioni private, VinNatur e VAN (Vignaioli artigiani e naturali), che ricalcano la definizione francese di vino naturale.
http://gustodivino.it/home-gusto-vino/ma-cose-il-vino-naturale-e-vino-biologico/massimiliano-montes/13375/
@Massimiliano Montes, tutte le associazioni chiedono di portare ai banchetti i vini che rispettano i regolamenti.
Anche V.A.N. fa questo, ecco una loro email:
V.A.N. Vignaioli Artigiani Naturali, ROMA Sabato 9 e Domenica 10
Novembre 2019 Città dell’Altra Economia – ex Mattatoio Testaccio.
Orari:
sabato 11.00 -20.00
domenica 11.00 – 19.00
Intendiamo così moltiplicare le occasioni di incontro, scambio,
promozione, vendita.
I vignaioli presenti a V.A.N. devono far assaggiare il loro vino, e venderlo al prezzo praticato in azienda.
***Come per le edizioni precedenti, chiediamo vini da fermentazione spontanea, con una
quantità di SO2 tot. inferiore 40 mg/l. Inoltre è indispensabile la pratica biologica o biodinamica, nel vigneto, anche autocertificata. ***
Capito? Sai perché? Perché la maggior parte dei produttoi ha qualche vino con so2 più alta, sopratutto quando il vino è dolce. La scelta è microliltrarlo o usare So2 per evitare rifermentazioni.
Anche in Vinnatur i produttori agli eventi portano i vini con le so2 basse. Tutti sanno che faranno il prelievo del campioni, quindi….
Poi continuo a dirti che stai facendo una lotta sulla So2 inutile. Il vino naturale non è il vino con i più bassi solfiti. Legalmente un vino naturale e quindi salubre è quello che risponde al vino biologico: 150mg/l per i bianchi e 100 mg/l per i rossi.
Questi valori sono usati anche da Renaissance des Appellations, sia Italia che Francia. Il disciplinare italia indica: “Utilizzo di SO2 durante la vinificazione: quantità massime nel rispetto del disciplinare ICEA” (che sono i limiti del biologico).
La naturalità di un’azienda va valutata sull’intera produzione e sull’integrità di tutte le pratiche. Cosa è meglio? Che un produttore usi gli alimenti dei lieviti e microlitri svilendo totalmente il vino oppure in un’annata sfigata o in una botte svigata usi l’so2 nei limiti del discliplinare del Bio, di Renaissance e di vivit?
Poi ritorno a dire, ed i vini che i vignaioli di VAN e VINNATUR non portano ai banchetti? hahahahahahahah
Si possono fare vini senza soforosi, e si chiamano naturali!
@Dante, quindi tutto ciò che contiene SO2 a tuo dire non è naturale? Cresci ragazzo… cresci
I valori riportati sono quelli di un vino bio . Allora tutta la bio è una farsa immensa !!!!!
Difendere il vino naturale significa, difendere i nostri Sacrifici. Ci spero
La solforosa si trova ad esempio anche negli spinaci…
Detto ciò,il buon josko gravner promotore del biodinamico italiano ha sempre sostenuto che una minima parte di aggiunta di so2 è necessaria.
Mi aspettavo una montagna di analisi e commenti sulle ocratossine…
@Domenico,
Anch’io mi aspettavo una maggior preparazione sulla tossicità dei solfiti da parte tua..! Io sono biologo, un bicchiere con 30 mg di solfiti non è una quantità tollerabile, e il cerchio alla testa che dici non è dovuto ai solfiti. Infine un vino sano, fatto con vitigni sani, senza iva danneggiata, non è mai contaminato da ocratossine. Una cosa sana è sana Domenico. Se poi per te la salute è una moda, spero che almeno vada molto di moda dalle tue parti.