Il Vignammare di Nino Barraco

Come un Erma bifronte di pirandelliana memoria, Nino Barraco è capace di tutto e anche del contrario di tutto. Il suo nuovo vino, il Vignammare vendemmia 2012, Grillo in purezza, è l’esatto opposto del Grillo di Barraco come lo conoscevamo fin ora.

D’ora in avanti potremo parlare di un Grillo classico, vendemmiato in piena maturazione, con note dolciastre di frutta secca che vanno a braccetto con i tipici sentori varietali, di bassa acidità ed elevata alcolicità (15% del volume).
Ed il Vignammare, acuminato come una lama, di buona acidità, con una impronta varietale decisamente in primo piano, e con soli 11,5° di alcol.

Vignammare, bottiglie

Vignammare, bottiglie

L’assaggio di questo vino stupisce. Soprattutto chi aveva già etichettato un “Barraco Style” fatto di sovramaturazione ed ossidazioni.
Da una vigna a soli cinquanta metri dal mare impiantata cinque anni fa in contrada Corleo, a Petrosino, questa 2012 è la prima vendemmia imbottigliata.
Il colore è giallo paglierino scarico, con una fine velatura che non ne offusca la brillantezza. Si presenta con intensi aromi di passiflora, nespola (si, proprio nespola!), melone, seguiti da pesca e sottili sentori di orchidea. La roteazione lascia emergere strani ricordi di ostrica, sarà la mia mente che associa questo vino al mare e ai profumi dei suoi frutti.
In bocca stupisce con una salinità quasi marina, sostenuta da un’acidità intensa. Ha una lunga persistenza con ricordi iodati. Inutile dire che la bevibilità di questo vino, servito fresco, è decisamente fluida e godereccia.

Vignammare, calice

Vignammare, calice

L’azienda Barraco gestisce circa 8 ettari di vigne in provincia di Trapani e produce complessivamente circa 15.000 bottiglie. Nino comincia a produrre vino nel 2004, con l’idea di esprimere tutte le potenzialità di un territorio che percepiva compresso e omologato: la vinificazione quasi come strumento di liberazione sociale.
Barraco è un esempio di produzione naturale, dalla vigna alla cantina. Un approccio organico in coltivazione viene seguito da una mostificazione e una vinificazione assolutamente rispettosa delle uve. Alla pressatura con un torchio verticale segue un contatto di quattro giorni con le bucce a temperatura controllata. Controllare la temperatura in una terra dove a settembre rischi di avere 35°C è quasi un obbligo. Il controllo per Nino però si limita a mantenere le temperature tra i 20° e i 25°, mai più basse, per non svilire l’originalità del profilo aromatico.

Dopo la svinatura la fermentazione, avviata spontaneamente dai lieviti indigeni, avviene in contenitori di acciaio, dove questo vino sosta fino a maggio. Il vino non subisce filtrazione, ma viene chiarificato mediante decantazione per semplice gravità.
L’elevata acidità e il basso grado alcolico sono il frutto di una vendemmia precoce, che determina anche un contenuto in glucosio e fruttosio nel prodotto finito praticamente nullo. Questo favorisce una conservazione e un’esaltazione degli aromi varietali del Grillo.

Azienda Barraco, una vigna

Azienda Barraco, una vigna

Vitigno descritto nel Trapanese sin dal 1800, almeno con questo nome, ha avuto un’espansione negli anni ’30, quando, nel tentativo di risollevare le sorti di una viticoltura devastata dalla fillossera, fu incentivato il suo impianto. Nella provincia di Trapani in quel periodo fu assegnato circa il 60% dei terreni vitabili proprio a questa varietà, forse in virtù di una sua presunta resistenza alle malattie, in particolare proprio alla fillossera. Nel dopoguerra l’estensione dei terreni vitati a Grillo si ridusse a circa 17.400 ettari.
Principalmente utilizzato come base per il famoso vino liquoroso fortificato, il Marsala, è stato recentemente riscoperto per la vinificazione tradizionale, possiamo dire anche grazie a Nino Barraco.

Nino Barraco in vigna

Nino Barraco in vigna

Con questo prodotto Nino Barraco riesce ad ampliare la nostra comprensione del vino, e del Grillo in particolare, facendoci apprezzare due facce di una stessa medaglia. Il risultato è anche quello di espandere la fruibilità di un vitigno intenso e caratteriale verso consumatori con differenti preferenze.
Il Grillo classico è un vino corposo e quasi da meditazione, il Vignammare si presenta invece come la versione fresca e di immediata bevibilità, pur senza rinunziare alla complessità e alla personalità tipica di un Grillo vinificato naturalmente.

 

Vini Barraco
contrada Fontanelle 252
91025 Marsala (Tp)
Tel. (+39) 389 7955357
(+39) 329 2073935
info@vinibarraco.it
http://www.vinibarraco.it

 

7 thoughts on “Il Vignammare di Nino Barraco

  1. Mario Crosta

    A3C, anche fra i grillini ci sono quelli naturali e quelli commerciali, nelle stesse proporzioni e con la stessa percentuale di riconoscimenti mediatici. Io preferisco le cicale, comunque.

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  2. Patrizia

    Non so se rientrava nel suo obiettivo, ma con il Vignammare Nino Barraco, ha saputo racchiudere in bottiglia l’umore del suo mare.

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  3. Nic Marsél

    Questo qui è un furbacchione : ha semplicemente preso il suo grillo “classico” e l’ha diluito con l’acqua di mare. Tutto naturale 😉

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    1. Massimiliano Montes Post author

      @Nic Marsél, dalle analisi infatti risultano tracce di gasolio, benzina e mercurio. Un piccolo ed accettabile effetto collaterale 😉

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  4. Francesco Spadafora

    Che bello stupirsi per un vino ,figlio di un uva raccolta prima ,e poi stupirsi per un vino che una volta nel bicchiere ,cambia aromi e gusto , ma fare un corso accelerato in campagna ed incominciare ad assaggiare le uve ed incominciare a vedere luoghi ed esposizioni delle uve ,per capire ,o per cercare di capire , ancora prima che il vino vada nel bicchiere e ,quindi ,non stupirsi delle ovvietà ? 🙂 🙂 🙂

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    1. Massimiliano Montes

      Per chi non lo sapesse anche Francesco Spadafora fa un ottimo grillo.

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