Il miglior abbinamento del Saray 2009 è con la penombra e il divano

Da bambino in giardino avevo un alberello di arance amare, che mio padre chiamava arance cartasi.

“Non si mangiano!” – ricordo ancora gli ammonimenti di mio padre – “però possiamo fare un gioco: sbucciamone una e senti il profumo della buccia”.
Il profumo della scorza dell’arancia cartasi era buonissimo, intenso e inebriante: lo stesso profumo che ho sentito nel Saray 2009 di Marco Sferlazzo.

Un altro gioco che facevamo da bambini, monelli, di nascosto ai nostri genitori, era quello di piegare la buccia dell’arancia tra le dita e spruzzare qualche gocciolina di succo sulla fiamma di un accendino. Magicamente le goccioline prendevano fuoco.

L’alcolicità dell’estratto della scorza di arancia amara ed il suo profumo sono per me due ricordi indelebili.

Porta del vento, vigne

Porta del vento, vigne di Catarratto

Tornando al Saray, per poterne godere appieno i benefici effetti vale una regola d’oro: va bevuto caldo, a temperatura ambiente.

Più volte ho visto enotecai o ristoratori tirare fuori una bottiglia di Saray (ma anche di altri vini simili, come quelli di Gravner) dal frigorifero. Il risultato è un vino piatto e impresentabile.

Il miglior abbinamento del Saray 2009 è, invece, con la penombra e il divano.

In un ampio calice, scaldato dalle nostre mani come un cognac di lusso, è un ottimo fine pasto.

Di colore biondo aranciato cristallino. La scorza di arancia e l’albicocca sono le sue note di apertura, distintive come una firma. Alla roteazione emergono erbe aromatiche (timo), sottobosco, passiflora, melone giallo, pelle conciata. In retrolfazione prevale, intensamente, la scorza di arancia candita. Di buona acidità ha una lunga persistenza gustolfattiva.

Saray-2009,calice

Saray 2009, calice

Stranamente è uno dei pochi vini di Porta del Vento di cui è possibile trovare ancora bottiglie disponibili. Forse non tanto stranamente, perché la provenienza da uve bianche fa incorrere il consumatore medio nell’errore di trattarlo come un vino bianco, magari più strutturato però pur sempre vino bianco.

In questo errore siamo incorsi più o meno tutti coloro che per la prima volta abbiamo assaporato un bianco lungamente macerato sulle bucce.
Inoltre, proprio la varietà da cui proviene il Saray, il Catarratto, per le sue carateristiche fruttate e calde, lo rende un vino da meditazione più che un vino a tutto pasto, a differenza di altri bianchi a lunga macerazione che presentano caratteristiche di mineralità e secchezza più consone a una bevuta a tavola.

Per finire vi do la mia impressione su altri due validi abbinamenti, insieme a divano e penombra: cubetti di formaggio caprino semistagionato con la marmellata di arance prodotta dalla stessa azienda, musica Blues in sottofondo.

 

 

Azienda Agricola Porta del Vento
Contrada Valdibella – 90043 Camporeale
cell +39 335 6692875 – tel./fax +39 091 6116531
info@portadelvento.it
http://www.portadelvento.it

 

 

5 thoughts on “Il miglior abbinamento del Saray 2009 è con la penombra e il divano

  1. Mario Crosta

    Abbinamento davvero azzeccato. Anche con le seadas della Sardegna (formaggio fuso in sfoglia ricoperta poi a crudo di miele di corbezzolo) o con le ricottelle di Alghero (tiepide). ma credo che in ogni regione si possano trovare questi abbinamenti a base di formaggio e confetture o miele.

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    1. Massimiliano Montes Post author

      @Mario Crosta, le conosco le seadas… le adoro!
      Le mangiai durante il mio primo viaggio in Sardegna, appena adolescente, ad Alghero e Capo Caccia. Rimasi folgorato

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  2. Luciano Ferrari

    Non conosco il Saray, ma se è come i vini di Gravner (tipo la ribolla), cacio e miele è la morte sua 🙂

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  3. Giacomo Pittaluga

    Grande vino, grande azienda, grande persona. Un particolare interpretazione di questi vitigno ma con risultati che parlano da soli.

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