In una sera autunnale, è già buio. Nero pesto che gronda di pioggia pesante, con intermezzi psichedelici di tuoni fulmini e saette, l’approdo in enoteca scalda il cuore e riconforta.
Il caldo abbraccio estetico di luci e bottiglie, la barba saggia e le chiacchiere rassicuranti del mio spacciatore di sogni mentre fuori crolla il cielo: rifugio sicuro nella tempesta.
Per un bevitore l’enoteca è un po’ bordello e un po’ confessionale, luogo di tentazione ma anche di pentimento. Ne sono uscito con una tentazione, che non s’è trasformata in pentimento.
Un vino di una landa lontana e fredda, la Borgogna, croce e delizia degli appassionati: patria dei vini più buoni al mondo ma anche di molta roba venduta a caro prezzo solo per il nome altisonante.
Cerco di capirne di più. Una rapida ricerca su Gugol-maps fa emergere il villaggio da cui proviene il vino, con un nome promettente “Saint Bris le Vineux”, (ovvero San Fabrizio del vino) ma clamorosamente lontano da tutte le zone anche vagamente rinomate in Bourgogne. Da qui un prezzo davvero conveniente a dispetto dei costi d’importazione.
Nel bicchiere ho trovato un pinot nero all’inizio un po’ scontroso, e complice anche una discreta emicrania, l’ho lasciato in frigo a boccia scolma, a prender aria. Che incontro l’indomani: il naso è composto, modesto, rende ben riconoscibile l’impronta varietale e poco più, ma al palato si svela un vino vibrante e sapido, dal frutto esile ma dal corpo pieno, animato da acidità calibrata e tannini eleganti. Un vero francese dallo stile limpido, preciso riconoscibile. Un piccolo gioiello, che illumina la tavola e resta ben impresso nella memoria.
La famiglia Goisot lo estrae da terre sassose che scendono in lieve pendio sino alle rive della Yonne, l’ampio fiume che mitiga il freddo inverno locale. La conduzione della vigna segue i principi della biodinamica, e riesce a trasmettere nel bicchiere l’energia scalpitante delle forze cosmiche, mentre i solfiti restano impercettibili.
Se m’è spuntato tra le braccia in una landa sperduta del Sud d’Italia, lo potete trovare anche voi nelle migliori enoteche della penisola, è importato da Cavalli Distribuzione e costa una ventina di euro.
Buone bevute.
Domaine Guilhem e Jean-Hugues Goisot
30, rue Bienvenu Martin
89530 SAINT-BRIS-LE-VINEUX
Côtes d’Auxerre Rouge – Pinot Noir

Che poi è proprio incollato alla aoc Chablis, dove le barriques sono bandite…
Buongiorno e Buon anno a tutti.
Sì, un po’ come succede con la ricerca di case nei quartieri limitrofi a quelli dove oramai i prezzi sono troppo cari, gli appassionati di Borgogna ampliano il proprio raggio d’azione, incoraggiati dall’innalzamento generale del livello dei vini e dall’accresciuta sensibilità nei confronti di una vinificazione che restituisca sopratutto il territorio.
Tu in questo caso hai trovato un ‘passaggio a Nordovest’, io invece sto orientando la mia attenzione sul Sud (Maconnais etc.), dove anche dei Gamay ben lavorati danno soddisfazione – l’anno scorso ho visitato Julien Guillot (Domaine des Vignes du Maynes) e quest’anno spero di ampliare la ricerca ad altri.