La rapida ascesa di Porta del Vento colloca questa azienda nell’empireo dei vini naturali. Grazie alla cortesia di Marco Sferlazzo abbiamo potuto assaggiare il suo Nero d’Avola in cinque declinazioni.
Ospiti del Ristorante La Scuderia di Palermo, degustare questi vini è stato più che altro un divertimento. La nostra serietà tecnica si è progressivamente sgretolata, complice la bontà del vino e l’ottima cena, e dopo i primi giri di degustazioni e appunti ci siamo scolati gran parte delle bottiglie.
C’è un “fil rouge” che lega tutte le annate, con una rassicurante ed ampia variabilità. Rassicurante perché avrei diffidato della naturalità di un vino sempre uguale a se stesso, ampia ma non tanto da stravolgere l’univocità della personalità dell’Ishac.
Il colore, pur con minime variazioni, è una costante. Rosso rubino cupo, con un unghia che indulge in dorate trasparenze, che tecnicamente definiremmo “tendenti al granato”.
Aromaticamente c’è una costante che lega tutte le annate: dei variabili ma sempre percepibili aromi di tabacco, ciliegia e foglia di pomodoro, che costituiscono la spina dorsale di questo Nero d’Avola.
Il 2007 è la prima annata di vinificazione ufficiale dell’Ishac. Marco rimedia delle vecchie botti usate e prova a dare la sua interpretazione di questo vitigno, da vigneti di alta collina, circa 600 metri sul livello del mare, esposti ai freddi venti di tramontana.
Ed il vino è li: c’è tutto il meglio del Nero d’Avola, senza tutto quel peggio che le vinificazioni artificiali introducono. E’ un grande vino, il 2007 si colloca sul podio in questa degustazione.
Il naso è austero, apre il tabacco subito seguito da ciliegia, prugna, foglia di pomodoro. La componente floreale è sicuramente in secondo piano, con accenni di rosa e viola. In retrolfazione occhieggiano sentori di macchia mediterranea ed erbe aromatiche. Al palato è finemente tannico e di buona acidità.
La prima annata convince Marco, tanto che acquista delle botti più nuove. E il 2008 è marcato da sentori di legno appena più percepibili, con un impronta olfattiva che suggerisce una variante di amarena ed eucalipto. Di acidità intensa e retrolfazione croccante di frutta, ha una buona persistenza, come gli altri.
Il 2009 è quello che stupisce di più. Insospettabile, si presenta con un naso non eccessivamente aperto che richiama l’immancabile tabacco, la ciliegia, le note balsamiche di eucalipto.
Al palato accade qualcosa di incredibile: prima ancora di riuscire a percepire le sensazioni tattili dei tannini e l’acidità, c’è un esplosione di gusto e di aromi in retrolfazione.
Il sorso diventa ampio, spesso, consistente. Senza alcun eccesso di concentrazione e di fruttuosità, le sensazioni in retrolfazione ti avvolgono e superano di gran lunga ciò che il naso poteva raccontare. Il vino sembra espandersi e voler comunicare la sua esuberante presenza: dalla prugna all’amarena alla ciliegia, con refoli di ritorno balsamici e di tabacco, sottobosco e ginestra.
Acidità e sensazioni tanniche sono perfettamente in equilibrio e il sorso accompagna una lunga e piacevole retrolfazione. E’ lui il vincitore della serata.
Il 2010 per converso ha un naso più ampio ed amichevole, attira l’attenzione, si presenta simpatico e piacevole, con note di ortaggio vagamente piraziniche. Il palato è invece decisamente inferiore, tradisce un po’ le aspettative suggerite da un naso così generoso. Certamente buono, ma senza grande stupore.
Il 2011 non è stato imbottigliato (vedete un vuoto nel circolo corrispondente) perché non ritenuto all’altezza, e venduto come sfuso.
Il 2012 è scarsamente valutabile. E’ un campione di botte che Marco ha voluto farci assaggiare in anteprima, ma che necessita ancora di un giusto periodo di affinamento. Se volessimo credere a ciò che in questo momento ci sussurra, dovremmo pensare ad un frutto più intenso rispetto alle altre annate, con sfumature e coloriture di caramella mou e frutta candita, forse complice il caldo eccessivo dell’annata. Aspettiamo prima di esprimere un giudizio.
Intanto grazie a Marco Sferlazzo per averci consentito quest’esperienza, e grazie a Paolo di Maria della Scuderia per l’ospitalità.
Leggi anche “Porta del vento: la magia di Marco Sferlazzo”
Az. Agr. Marco Sferlazzo
Contrada Valdibella – 90043 Camporeale
cell +39 335 6692875 – tel./fax +39 091 6116531
info@portadelvento.it
http://www.portadelvento.it





descrizioni intriganti..che suscitano grande curiosità, quasi quasi mi converto al rosso…bravi….
@A3C, a Natale ti faccio convertire io 😉
@Massimiliano Montes, bevuto un 2008 con un amico sommelier AIS che mi dice: “ma questo non è nero d’avola, questo è buono!”
@Nic Marsél, grande Mersél, questa te la rubo
@Nic Marsél, non a caso ho organizzato un nero d’avola blood tasting 😉
Ospiti del ristorante la Scuderia significa che avete scroccato la cena? Potrei fare recensioni anch’io?
@Alessandra M., abbiamo pagato circa 70 euro a persona. Cara Alessandra qui siamo persone serie.