Il Beaujolais Nouveau di Marie & Mathieu Lapierre

Lo so. Lo so. Vi state chiedendo il perché della mia lunga assenza… e so anche cosa state pensando. Vabbé dai, ve lo dico lo stesso: sono entrato nel convento degli alcolisti arcinoti e ho fatto tre mesi di astemia  totale.

Ci voleva un evento speciale per convincermi a venire fuori  dall‘eremo: Fornovo? No, troppo naturista, Congresso dell’AIS? Gli squali non sono mai piaciuti. Merano Wine Festival? La Lombardia è troppo lontana…

Invece un’occasione veramente ghiotta è arrivata con la presentazione del Beaujolais Nouveau 2013. Avete letto bene, miei cari, dopo che Angelino Alfano – idolo delle sinistre – è stato sdoganato, anche il Beaujolais Nouveau è diventato la nuova icona dei naturalisti. Naturalmente stiamo parlando di un Beaujolais Nouveau particolare.

Vi ricordate del famosissimo produttore naturale di Morgon – il leggendario Côte du Py, il Marcel Lapierre? Ebbene questo  Beaujolais si richiama ai suoi insegnamenti e viene vinificato da Marie sua moglie e dall’erede Mathieu a Château Cambon, proprietà acquisita nel 1995 e gestita secondo gli stessi principi naturali.

Marie & Mathieu Lapierre

Marie & Mathieu Lapierre

Allora com’è sto Beaujolais Nouveau naturale? Beh… è buono: il gamay signoreggia (tannini vellutati e poco incisivi) ma la componente fruttata è soave e misurata, il bouquet olfattivo è fine e discreto (piccoli frutti rossi e qualche nota di selvaggina), non ci sono tracce di frutti tropicali e l’alcol contenuto (11 gradi per un’annata fresca come questa) agevola una beva da terreno drenante. Insomma la bottiglia in due è andata via un battibaleno, accompagnando degnamente un piatto di formaggi e sono potuto tornare a casa in bici senza rischiare la vita.

La festa di presentazione era stata organizzata da Vivien e Baptiste dell’enoteca Titulus a Bruxelles che hanno aperto una botte arrivata direttamente da Château Cambon. Insomma: evviva Marcel Lapierre, evviva il gamay evviva il Beaujolais Nouveau…
e adesso…  lapidatemi…

 

Domaine Marcel et Mathieu Lapierre
Rue du Pré Jourdan, 69910 Villié-Morgon, Francia ‎
Tel. +33 4 74 04 23 89
info@marcel-lapierre.com
http://www.marcel-lapierre.com

 

17 thoughts on “Il Beaujolais Nouveau di Marie & Mathieu Lapierre

    1. Mario Crosta

      @Massimiliano Montes, con i vini buoni non provare nemmeno a fare le battutine. Se Armando dice che è buono, è buono e basta. Questi fanno dei novelli veri, mica bufale come gran parte di quelli italiani, che possono mischiarci dentro il 40% di vino normale dell’anno precedente…
      Un’altra cosa: mi era venuto un colpo! Solo dopo le prime parole “Lo so. Lo so. Vi state chiedendo il perché della mia lunga assenza…” ho visto la firma. Speravo tanto in chi sai tu.

      Reply
      1. Massimiliano Montes

        @Mario Crosta, A3C è il mio vate. Ho fiducia cieca in lui.
        Negli italiani fino al 60% di altro vino!!!!!!!!

        Reply
        1. Mario Crosta

          @Massimiliano Montes, 60? Sessantaaaaa???? Allora ero rimasto indietro (al 40, che è già fuori da ogni capacità intellettiva). Allora cosa ci scrivono a fare Novello? Che scrivano Fondi di Magazzino corretti con una minima parte di vino a macerazione carbonica, che è molto più chiaro! Quelli che fanno i veri Novelli, come lo sono i Beaujolais come questo, che non ne rimarrà invenduta una bottiglia neanche per Natale, sono penalizzati da una “legge” (chiamiamola così, ma è una presa per il c..o) che favorisce le buggerature.
          @Armando 3C, da oggi Armando 4C con lode, parlacene ancora. Come lo fanno, come lo vinificano, cosa danno da mangiare al cane da guardia, quante galline hanno nel pollaio, insomma tutti i particolari che puoi, tanto per capire bene chi sono questi eroi. Io ho smesso di bere novelli da anni, ma se c’è gente che li fa in quel modo bisogna avviare subito il processo di beatificazione. Ti ritengo colpevole se farai ancora degli articoli così corti e con scarsità d’informazioni, occhio che c’è la ghigliottina…

      1. denny Baldin

        ma porc… ma allora c’era una comitiva di italiani? E siete passati ad assaggiare al ristorante all’angolo? L’orologe du nord? Abbiamo seccato piu’ di 150 bottiglie di Bojo’ Bio Nature Noveau.
        P.S.
        non c’erano garofani, semmai proscutti e salami peraltro buonissimi

        Reply
        1. denny Baldin

          forse perche’ puo’ apparire e sparire ma quando sparisce l’ultima cosa che si vede e’ il suo grigno?

        2. Mario Crosta

          @denny Baldin, ecco, invece nel caso dell’Armando del Cheshire il grigno(lino) è la prima, non l’ultima, cosa che gli sparisce (in pancia…) e state attenti anche alle altre buone bottiglie…

  1. Nic Marsél

    Ben tornato A3C. Ma fossi in te, a brussél mi berrei ben altro che il beaujolais. Anzi adesso mi fermo al supermercato, compro una Chimay tappo blu e me la bevo calda, a canna. Con quei ricordi tostati di caffè …alla tua salute 🙂

    Reply

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *