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Giovanni Scarfone: un contadino intellettuale

Faro Bonavita, nell’omonima contrada messinese, è l’azienda emergente che desta più interesse nel panorama vinicolo siciliano.

Storica proprietà della famiglia Scarfone, è gestita con appassionata intemperanza da Giovanni, giovane agronomo votato alla filosofia del naturale. Un vino “consapevole”, lo chiama, senza additivi enologici.
Conversare con lui significa trascorrere piacevolmente del tempo, apprezzando la sua capacità di analisi della società tutta, prima ancora che del mondo del vino e dell’agricoltura.
Passeggiando tra le vigne ti racconta la storia dei contadini della sua provincia, di come erano sfruttati. Ti disegna un quadro dove il grande proprietario terriero preferisce ridurre al minimo i costi della manodopera, anche a discapito della qualità, e l’imprenditore del settore vinicolo compra uve a basso costo (e ad alte rese) producendo bottiglie anche di fama, senza neanche un ettaro di terra.

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Panorama dei vigneti

I vigneti di Giovanni sono tra i migliori che ho visitato. Filari curatissimi, diserbo manuale con piccola vegetazione rasa tra le piante, viti in ottimo stato di salute nonostante l’assenza di prodotti chimici di sintesi.
Il paesaggio è mozzafiato: la collina di Bonavita si trova proprio sullo stretto di Messina, ti consente di vedere la vicina Calabria e il mare del canale a destra, il Tirreno con le isole Eolie a sinistra. Viene da pensare che piante che crescono in cotanta bellezza non possono che produrre vino buono.

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Vigne

 

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Vigne: un particolare

 

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Un particolare

 

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Nerello Mascalese

 

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Filari

 

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Un melograno tra le viti

E il Faro Bonavita è buono si, proprio tanto. Il 2006 è il primo anno di produzione, e sono felice di essere tra i fortunati che hanno bevuto tutte le annate di questo vino.
Prodotto in prevalenza con Nerello Mascalese, con una quota di Nocera e Nerello Mantellato, è la dimostrazione delle grandi potenzialità di questo vitigno, che se ben coltivato nel giusto ambiente è capace di dare grandi vini.
Dritto, nervoso, potente. Questi sono i primi aggettivi che ti vengono in mente per questo Faro.
Il millesimo 2010 è quello che, forse, esprime maggiore complessità. Rosso rubino intenso, è ancora giovane, scalpitante, indomito. Al naso si presenta serio e composto, senza quegli eccessi aromatici tipici di tanti vini dell’Italia meridionale. Il palato è intensamente tannico, ma di un tannino levigato, mai eccessivamente astringente, ruvido o fastidioso. In bocca sembra espandersi, ti regala intense note di mora, prugna, ribes. La retrolfazione ti suggerisce una florealità di violette, lilium e ibisco, subito seguita da lampone e amarena. La persistenza è lunga, e si stempera in un ricordo nostalgico: ti impone di bere un altro sorso.
Ricorda un Barolo. E questo fa pensare alla grande versatilità del Nerello Mascalese, che riesce a produrre vini sottili ed eleganti come un Pinot Noir, specialmente sui versanti settentrionali dell’Etna, ma anche rossi potenti e complessi come un barolo.

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In cantina

 

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Giovanni Scarfone

La sera, a cena con Giovanni, abbiamo sorseggiato un 2006 proveniente dalla sua riserva personale. La soddisfazione è stata grande, questo vino rivela notevoli potenzialità di invecchiamento. Sei anni di affinamento gli hanno conferito eleganza e raffinatezza. È cresciuto bene, acquisendo un profilo aromatico assolutamente degno di nota. La bottiglia va via in un lampo.
La Sicilia si rivela una terra dalle potenzialità enormi. Ci sono vini prodotti da piccoli artigiani che raggiungono vette fino a qualche anno fa inimmaginabili, all’altezza delle migliori produzioni italiane.

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Faro 2006

 

azienda agricola Bonavita
vignaioli in Faro Superiore
C/da Corso – Faro Superiore
98158 MESSINA
tel. +39 090.2932106 / +39 090.389271
cell. 347.1754683
e-mail bonavitafaro@gmail.com

http://www.bonavitafaro.it

22 thoughts on “Giovanni Scarfone: un contadino intellettuale

  1. Francesco Spadafora

    Ma in questo blog scrivo solo io ?
    È chiaro che sono tra le vigne più belle che hai visto , sono pochine :))
    Grande rispetto per Giovanni , per suo padre ,sua madre e sua moglie , non so se è un intellettuale , ma se intellettuale vuol dire essere delle belle persone , allora è un intellettuale .
    I suoi vini sono l’espressione del posto , eleganti e profondi e , certamente ,il vigneto gode di una vista mozzafiato che vale la pena vedere .
    Il 2010 ancora non lo ho assaggiato , ma ne ho qualche cartone a casa :))

    Reply
    1. Massimiliano Montes

      @Francesco Spadafora,
      Cresceremo 😉
      Nel fine settimana abbiamo fatto 1500 contatti certificati google analitycs 🙂
      Mica poco per un newborn

      Reply
    2. giovanni scarfone

      @Francesco Spadafora,
      Principe, il 2010 lo hai assaggiato al fogher e hai detto pure pubblicamente che era buono!! vero massimiliano?
      per quanto riguarda “l’intellettuale” non lo sono di certo, nè per estrazione sociale, nè per cultura propria, ho solo dei modesti studi “agricoli” alle spalle. Ma continuo a rivendicare il termine che più amo, quello di CONTADINO, trasmesso da mio padre e da mio nonno, che per la terra hanno avuto sempre un rispetto indissolubile che ho ammirato e che mi ha portato a sceglierla per il mio futuro.
      per l’amore che mi lega in maniera sanguigna alla terra, e per la speranza-illusione che un giorno l’agricoltura, quella rispettosa delle tradizioni, possa essere davvero la base culturale per ognuno di noi.
      grazie massimiliano per le belle parole.

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      1. Francesco

        @giovanni scarfone,

        Hai ragione Giovanni , si ,ero fuso , e non ricordavo . Si , molto buono !
        Te l’ho già detto , sei una bella persona , o intellettuale o contadino o altro a me va bene tutto .
        Organizzati con moglie e figlia così ci vediamo !!!

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    3. Nicola

      @Francesco Spadafora,
      Laureato a Bologna, torna a Faro per fare il contadino, conosce bene la storia della sua terra, fa il vino usando il ben dell’intelletto… più intellettuale di così.
      Spadafora sei un po’ acido, ma d’altro canto il buon vino lo è 🙂

      Reply
  2. Francesco

    Ma non volevo esserlo affatto e mi dispiace se ho dato questa impressione .
    Volevo solo dire che poco mi importa cosa si è , ma come si è , e Giovanni è un amico bravo e fa le cosa fatte bene ,a prescindere .
    Tutto qua !!!
    Ci manca ora che mi ” sciarrio ” con Giovanni !!!

    Reply
    1. giovanni scarfone

      @Francesco, secondo me sono intellettuali tutti quei produttori che conoscono la loro terra, la lavorano e cercano di rispettarla e di valorizzarla al meglio. per questo quando parlo con Francesco lo appello “Principe Contadino”, perchè ho avuto modo di vederlo in giacca (la cravatta mi sembra che non la usi :)) ma l’ho visto anche in tenuta da campagnolo e ho avuto modo di parlare con lui di dinamiche commerciali, ma anche di sovescio, peronospora, fermentazioni etc…
      @Nicola, ti posso assicurare che non è affatto acido :)),non potrebbe esserlo visto il posto meraviglioso in cui si sveglia tutte le mattine. grazie per il tuo commento.

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    2. Nicola

      @Francesco,
      Ma io adoro il nerbo acido nei vini. Non voleva essere un’offesa 🙂

      Reply
  3. Armando

    Assaggiato in una piccola verticale a Roma.
    Il 2010 legnoso e resinoso, sembra chippato (Scarfone che ne pensi 😉 ?)
    Il 2009 sicuramente migliore del 2010.
    Il 2006 il migliore in assoluto.
    Mi sa che la vicinanza con Spadafora ti rovina. Non lasciarti incantare, lui fa solo vini legnosi, tu potresti fare molto meglio. E’ il lucignolo della situazione.

    P.S. Come fai a campare con 3.000 bottiglie? Non è che compri uva dai vicini 😉 ?

    Reply
    1. Massimiliano Montes

      @Armando,
      Quì siamo libertari, però, tanto per precisione, perché non firmi anche col tuo cognome?
      Tanto per non indurre in equivoci i lettori 😉

      Reply
  4. giovanni scarfone

    buongiorno Sig. Armando. il primo punto che mi preme chiarire è proprio quello che riguarda la mia situazione economica. ho 32 anni, e quando 8 anni fa ho deciso di tornare in sicilia iniziando tutto da zero, con l’impagabile sostegno dei miei genitori, sapevo già che la mia vita non sarebbe stata semplice e comoda. ad oggi non percepisco uno stipendio dalla mia attività, ma lo stesso per 330 giorni l’anno sono in campagna (mio padre è lì 364 giorni, si riposa solo il 1° Maggio, è uno sporco comunista!!), ma sa, quando uno è appassionato, veramente appassionato di quello che fa, ci metta anche un po’ di follia, spera sempre che le cose migliorino, e questa è la mia speranza e quella della mia famiglia.
    E poi pensi un po’, nel 2010 ne ho prodotte 5000 di bottiglie. diventerò milionario secondo lei? io mi sento già uno sporco industriale a fare questi numeri da 2 ettari 😉
    Uva dai vicini… che bella parola “i vicini” peccato non averne, tutto attorno a me è abbandonato.anzi direi che tutte le campagne di messina sono abbandonate. ci fossero vecchi contadini con vecchie vigne, farei la gara a comprare le loro uve!
    il secondo punto: i chips non li ho neanche mai visti di persona, tanto meno nella mia cantina, ma credo sia tempo perso sostenere il contrario di quello che pensa lei. però magari li proverò nelle prossime annate, mi dicono sia autorizzati, no?
    mi fa tanto piacere che il 2006 le sia piaciuto tanto, era la mia prima annata, forse l’inesperienza mi ha fatto fare un grande vino 😉
    terzo punto: spadafora non influenza me come immagino non influenza le altre aziende che distribuisce, ha 90 ettari di sole vigne da gestire, pensi un po’ se ha tempo per uno sfigato come me.
    unico appunto al suo commento: pensa che sia carino ed educato appellare una persona “lucignolo”? io sarei pinocchio a questo punto?! effettivamente la natura mi ha dotato di un lungo naso.
    Cari saluti.

    Reply
  5. Pietro Caravello

    Ciao Giovanni e ciao Francesco,
    ho letto diverse fesserie su chip, influenze e addirittura chi accenna ad acquisto di uva da terzi, nonchè dubbi su come faccia a campare con così poche bottoglie prodotte.
    Lasciamo stare che ognuno con la propria lingua può sentire ciò che vuole, ma dico sull’ aspetto economico con quale diritto si parla?
    Lasciamo stare che conosco Giovanni, la sua terra e le SUE vigne, ma penso di conoscere ancora meglio il suo vino, come si fa a dare sentenze senza sapere?
    Sarebbe meglio che prima di parlare il vino si studiasse, o comunque prima di dare sentenze con il bicchiere in mano a chilomentri di distanza…. andare anche a vedere, chissà magari imparare qualcosa !!!

    Reply
  6. Francesco

    Massimilano mi dice che la polemica è il pane di un blog , ma a me non piace molto .
    Qualora un vino fosse legnoso ,di per se , non significa nulla : potrebbe essere un legno integrato ma ovviamente evidente , ma essere un buon vino , potrebbe essere un vino la cui struttura non regge il legno , potrebbe essere un legno non nuovo ed il vino ha bisogno di aria prima di essere assaggiato ,perché sa un po di chiuso ,insomma ,io inviterei sempre ,come dice Caravello , prima di parlare ,di guardare ,capire e fare giri in cantina e commentarli con chi li fa .
    Dopo di che ,nessun produttore serio ,può pensare che il suo vino sia buono in assoluto e se ,veramente pensa , che io sia in grado di influenzare un altro produttore ,mi attribuisce un potere che non ho .
    L’annata che mi piace di più tra le tre è proprio il 2010 ,perché va interpretato in prospettiva ,ma capisco essere solo prerogativa dei produttori che conoscono i dettagli di ogni annata

    Reply
    1. giovanni scarfone

      @Francesco,
      chi mi conosce sa che sono lontano anni luce dall’idea che il mio vino sia buono in assoluto. sono sempre molto auto-critico e accetto sempre le critiche da chi ne sa più di me. non accetto invece quando si fanno illusioni sulla serietà di un produttore e sulle sue condizioni economiche. indebitarsi, come sto facendo io, per comprare un trattore, una vasca per fermentare, una pigiodiraspatrice, penso sia più dignitoso che indebitarsi come fanno tanti giovani e non, per comprare (magari in “comode” rate da 96 mesi!!) la macchinona per fare i fighi.
      ma questo non è sempre rispettato da chi scrive di vino e sul vino. sono d’accordo con te quando dici che ti piace poco la polemica. piace ancora meno a me ed è per questo che scrivo sempre meno sui blog, luoghi tanto importanti per il mondo del vino, quanto sempre più spesso frequentati da persone polemiche per partito preso.

      Reply
      1. Massimiliano Montes

        @giovanni scarfone,
        che il tuo vino sia buono te lo dico io, se ti basta… Non è semplicemente buono, ma molto buono!
        L’unica critica che posso fare al sedicente Armando è di non firmarsi con nome e cognome. Poi per il resto le opinioni sono libere, ci mancherebbe. L’unico limite è che non siano offensive.
        Ognuno deve sentirsi libero di esprimere tutte le opinioni che vuole, e di accettare le conseguenti critiche. Altrimenti si rischia un’informazione compiacente. Saremmo su porta a porta, e io non ci tengo a farmi spuntare le verruche come bruno vespa 🙂

        Reply
  7. Nic Marsél

    Durante le feste abbiamo aperto una bottiglia di Rosato 2009. L’avevo in cantina da qualche edizione addietro di Agazzano (a proposito, che fatica riuscire a “strapparne” una boccia a Giovanni quel giorno!) e mi è capitata tra le mani un po’ per caso scandagliando gli scaffali. Il vetro non colorato lasciava intravedere un cerasuolo ramato che mi ha fatto temere un’ossidazione già piuttosto avanzata. Aperto d’urgenza, si è rivelato perfetto. Una meraviglia. Lo assaggi e non sai come comportarti. L’istinto ti spingerebbe a tracannarlo in modo animale. La testa invece, passato qualche minuto, suggerisce di sorseggiarlo all’infinito perchè parrebbe un peccato non coglier tutte quelle sfumature olfattive e gustative responsabili di scatenare un tripudio di endorfine. Si percepisce una certa morbidezza (forse un pizzico di residuo zuccherino?) che contrariamente a quanto si potrebbe pensare, rende il tutto estremamente gentile e complesso allo stesso tempo : femminile forse,. Ha reso memorabile una pizza con straccetti di tonno fresco, aglio, timo e capperi di pantelleria. Buonissimo. Complimenti.

    Reply
    1. Massimiliano Montes Post author

      @Nic Marsél,
      Sei fortunato, ne ha fatte pochissime bottiglie!
      Buono, buono veramente… e naturale 🙂
      Chissà cosa ne penserebbe la Lauro

      Reply
      1. Mario Crosta

        @Massimiliano Montes, forse un giorno ti convincerai che è sempre meglio fregarsene di cosa pensa qualcun altro dei tuoi gusti. I gusti sono strettamente personali e cambiano nella stessa persona con il correre degli anni. A me non piacciono alcuni vini che sono invece podiati ed osannati da altri, mentre piacciono altri vini che le signore impiumate si vergognerebbero perfino di nominare, visto che costano meno di due euro al litro alla pompa (nella tanica). Non sei ancora un amico (in Sardegna si dice che per diventarlo bisognerebbe prima mangiare un sacco di pane e sale insieme…), ma ti stimo quel che basta per consigliarti di strafottertene dell’opinione dei pennivendoli che imperversano, con ragioni ed interessi diversi, sul blog o in televisione. Vivresti meglio e renderesti un servizio molto piu’ utile ai lettori del tuo blog. Sono altri che cercano sensazionalismo, che sbattono i mostri in prima pagina. Quando bevo un vino io penso sempre, ma dico sempre, a quello che l’ha fatto. Che si e’ svegliato quasi sempre all’alba, quando chi l’ha invece criticato normalmente va a dormire, tutti i santi giorni anche i sabati e le domeniche e i ponti (perche’ quando gli altri, comodita’ loro, fanno i ponti lui fa le gallerie), Natale, Capodanno e tutte le feste comandate per andare in vigna a controllare, a faticare, a zappare, a evitare danni dopo i nubifragi e le grandinate. Che mentre gli altri si fanno i lifting dall’estetista e le creme e le lampade solari e si permettono di giudicare il suo lavoro, lui va col freddo, la nebbuia ed il vento gelido a lavorare, anche con la febbre, imbottito di antibiotici se necessario. Questi vignaioli meritano un rispetto che lorsignori, quelli abituati alle luci della ribalta e che di quelle luci vivono e si menano pure vanto, non gli daranno mai, facendo parte integrante di quella casta di parassiti che si erge pure a giudice del lavoro degli altri. Senz’altra competenza che la bella vita, le porte aperte agli eccessi di ogni genere, tanto a pagare e’ sempre Pantalone.
        Fallo anche tu, Massimiliano. Manda pure a cagare quella massa di gente che si e’ messa a scrivere sui blog perche’ non ha un cazz’altro da fare o perche’ ha solo da guadagnarci, lucrando sulle proprie opinioni. ne guadagnerai in serenita’ di giudizio ed in serenita’ nel senso piu’ largo della parola. Non ha senso misurarti con le cariatidi. Sei un uomo, no?

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