Un video di Giulia Graglia.
Mi sono permesso di definire lo spumante di Aurelio ed Emilio Del Bono lo Champagne della Franciacorta, suscitando qualche sorriso ironico.
In effetti gli assemblaggi e la rifermentazione spontanea in bottiglia senza lieviti aggiunti richiamano alla memoria gli Champagne di un tempo, quelli “inventati” dal Don più famoso del mondo enoico (il Perignon ovviamente).
Pinot Meunier, Pinot Noir e Chardonnay nelle classiche combinazioni.
Bere i vini di Aurelio ed Emilio significa strappare definitivamente il velo di Maya che ci separa dal vino naturale.
Dom Pérignon (non Don Perignon), per la precisione. Giusto sottolinearne “gli assemblaggi e la rifermentazione spontanea in bottiglia senza lieviti aggiunti” che ne fanno il vino più digeribile che ci sia.
@Mario Crosta, questa volta sei tu che non cogli l’umorismo 😉
@Massimiliano Montes, infatti stavo cogliendo ben altro (antunna) nelle forre sopra la costa dell’Argentiera nella Nurra.
@Mario Crosta, kecculo…
Forse era meglio far parlare u n degustatore Onav….