Meglio di quello che ci si attendeva, bottiglie perfette e senza alcun difetto di tappo o altro, vino da manuale.
Si narra che Aubert De Villaine, patron del Domaine de la Romanée-Conti, sia rimasto affascinato dall’Etna e dai suoi vini. In effetti i colori e la presentazione del Nerello Mascalese ricordano molto quelli di un Pinot Noir tradizionale.
Li accomuna la povertà di antociani, le molecole coloranti del vino, e il loro colore scarico e tendente al granato. Colore che inganna, perché invece il Nerello (ma anche il Pinot) sono vini di corpo e struttura. Il Nerello Mascalese è un vitigno con un elevato contenuto in tannini, e necessita in genere di qualche anno per levigare e smussare questa caratteristica.
Le bottiglie bevute in quest’occasione erano non solo formalmente perfette, ma di elevata bonta e qualità. Rappresentazione ideale della varietà e del territorio, tutte e quattro le annate si collocano, col conforto unanime di tutti i partecipanti, in uno spettro valutativo compreso tra 91 e 94 centesimi.
Nonna Concetta 2007
Incredibilmente gentile ed elegante. E’ un vino nobile e raffinato che si apre all’olfatto composto ma non ritroso. Come una sinfonia suggerisce aromi di ciliegia e amarena, un inusuale aneto, liquirizia, cuoio, pellame e sottobosco.
Al palato è vellutato, con tannini setosi e morbidi (anche questi inusuali per un Nerello Mascalese), di acidità sottile e lunga persistenza gustolfattiva.
Nonna Concetta 2008
Muta rispetto al 2007, diventando più selvatico, più minerale, più Etna. Accoglie con note di violetta, fieno, erba, per poi virare sulla classica amarena, prugna e ribes nero. Di buona acidità e mineralità.
Nonna Concetta 2009
Più esile, il 2009 è stata un’annata molto piovosa. Conserva però, seppur sottotono, tutte le note aromatiche distintive del vitigno e del territorio. Sottile, ha un’acidità smussa e levigata e una non elevata peristenza.
Nonna Concetta 2010
Scalpitante e selvatico. Una roboante esplosione di carattere e personalità non ancora domata dagli anni. Tra le quattro annate è quella dove più si sente l’influsso del legno.
Le suggestioni aromatiche sono orientate verso frutti più agri e terragni come il ginepro, seguito da note di violetta, prugna, amarena, cuoio. Ha la classica mineralità etnea, è di elevata acidità e lunga persistenza gustolfattiva. I vini di Calabretta sono vini da invecchiamento.
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