Pinot Noir o Chardonnay? E il Pinot Meunier dove lo mettiamo? Quale assemblaggio sia meglio per uno champagne è fonte di continuo dibattito tra gli appassionati delle bollicine. E che ne pensate di un Cabernet Sauvignon spumantizzato, per di più da vinificazione naturale?
Oggi vi proponiamo un inusuale confronto tra due Rosé, il Fleury de Saignée, champagne biodinamico prodotto dalla famiglia Fleury in Côte des Bars interamente da uve Pinot Noir, ed un particolare Mas de Daumas Gassac Rosé prodotto ad Aniane dal talentuoso Aimée Guibert con uve 90% Cabernet Sauvignon e 10% Petit Manseng.
Chi ha visto il film documentario “Mondovino” non può non ricordare Aimée Guibert che cammina tra i filari dicendo: “il vino è morto, il vino è morto!”.
L’invettiva del buon Aimée era rivolta all’industria del vino ed alle multinazionali che controllano la produzione e la distribuzione degli alcolici, colpevoli di una vinificazione piatta e standardizzata, priva di territorialità, volta soltanto alla conquista di un mercato spesso adescato da dolcezze e fruttuosità non naturali.
Il Mas de Daumas Gassac Rosé non si può fregiare della denominazione di “champagne” perché prodotto al di fuori della AOC (l’equivalente francese della nostra Doc) e non con metodo classico, ma è sicuramente meritevole di attenzione proprio per l’atipicità di uno spumante da uve non usualmente utilizzate per vini frizzanti.
Fermentato spontaneamente con lieviti indigeni, è spumantizzato in maniera insolita, all’interno di un contenitore in acciaio a tenuta così da ritenere tutti i gas di fermentazione. Non ha aggiunta di liqueur d’expédition (o dosaggio che dir si voglia).
La bottiglia è a bassa pressione, con un contenuto di anidride carbonica inferiore rispetto ai tradizionali champagne. Per molti versi assomiglia ad un “Cremant”, champagne caratterizzato da bassa pressione ed aromi varietali in primo piano.
Gentilmente versato in un calice ampio mostra un perlage fine, non eccessivo, ma persistente. Il colore è rosato intenso, come ci si aspetterebbe da un uva ricca di antociani (le sostanze “coloranti” presenti nella buccia) come il Cabernet Sauvignon. Gli aromi di frutto aprono l’olfazione, aromi intensi di mirtillo e fragola fresca, seguiti da un ricordo pirazinico di ortaggi appena accennato. Il finale ricorda una buona “Indian Tonic”, leggermente amaricante e gradevolissimo. Ha una buona persistenza e tende a “fondersi” abilmente con i sapori dei cibi.
Anche il Fleury marca le differenze. Prodotto da una famiglia che da quattro generazioni vinifica in Côte des Bar, la zona più meridionale della Champagne, storicamente dedita alla biodinamica, è sicuramente uno champagne diverso, con un “gout de maison” che si allontana da stucchevolezze eccessive che riducono il piacere della bevuta.
Saignée è la prima spremitura del Pinot Noir, una sorta di mosto fiore appena colorato. Anche questo è un Pas dosé (dosaggio zero).
Ha una buona pressione ed un contenuto gassoso medio per uno champagne. Nel calice genera un perlage persistente ma non grossolano. Il colore è rosa più tenue del precedente: le uve Pinot Noir infatti hanno un contenuto di antociani inferiore al Cabernet Sauvignon e questa differenza cromatica tra i due vini era prevedibile.
L’apertura del Fleury Rosé de Saignée è tutta dedicata ai lieviti. Accostando il calice al naso l’aroma dei lieviti utilizzati per la rifermentazione in bottiglia è intenso, con gradazioni che vanno dal lievito di birra al pane appena sfornato. Questo corredo aromatico è destinato però a svanire presto, e dopo pochi minuti lascia il passo ad aromi fruttati agrumati sempre più intensi. Il lampone è il piccolo frutto più riconoscibile, ma certamente l’aroma che si rivela dominante col trascorrere del tempo è quello di pompelmo.
Pompelmo rosa, forse per suggestione dal colore del calice, sempre più intenso e caratteristico. La chiusura è tutta per l’agrume, con una retrolfazione delicatamente amarognola ed un finale piacevole e persistente.
Il Fleury Rosé de Saignée è più delicato ed equilibrato del Mas de Daumas Gassac, piacevolissimo da bere. Richiede abbinamenti meno arditi e meno invadenti, è perfetto per antipasti di pesce, ma buonissimo anche da solo.
Questa confronto si smarca dalla tradizione e mette da parte lo Chardonnay come uvaggio preferenziale per le bollicine. Fleury Rosé de Saignée e Mas de Daumas Gassac Rosé sono un esempio di come il Pinot Noir in purezza ed un “atipico” Cabernet Sauvignon possano rivaleggiare, e forse anche primeggiare, con le tradizionali cuvée.
Mas de Daumas Gassac
Haute vallée du Gassac
34150 Aniane, France
Tel. 04 67 57 88 45 – Fax 04 67 57 41 03
prives@daumas-gassac.com
www.daumas-gassac.comChampagne Fleury
43 Grande Rue
10250 Courteron, France
Tel. +33 325 382028
Fax +33 325 382465
champagne@champagne-fleury.fr
www.champagne-fleury.fr


seteeeeeeeeee
Ricordi…? 😉
Perbacco!
E’ l’unica esclamazione che mi salta in mente 😉