I bianchi dell’Etna, un piccolo resoconto

Ci sono momenti, piuttosto inconsueti, in cui un’ annosa rivalità, resta sull’uscio.

Succede quando Catania gioca in trasferta  schierando 11 bianchi dell’Etna, protagonisti assoluti  del piacevolissimo incontro organizzato il 26 marzo presso l’Enoteca Letteraria Vinodivino di Palermo.

11 occasioni per approfondire la conoscenza con un territorio unico, dove storiche aziende locali e produttori neonati  tra cui Benanti, Calabretta, Graci, Calcagno, Biondi e  Cornelissen , per citarne alcuni, lavorano per creare vini che spesso, raggiungono l’eccellenza.

Va detto innanzi tutto che raramente un sommelier, ancorché neonato, ha modo di confrontarsi con la Minnella, vitigno autoctono dell’Etna.
Una varietà tutta da scoprire, che riluce nel mio bicchiere come fosse oro, come non ti aspetteresti da un 2003; una “purezza” targata Benanti.

Bianco ma non troppo,  il Munjebel9 2012 di Cornelissen, creato dall’assemblaggio di Carricante, Grecanico dorato e (strano ma vero!) Coda di Volpe, vinificato come i rossi, sorprendente nel colore e nella complessità olfattiva.

Si distingue invece per rotondità e morbidezza, il Carricante Chianta 2012 di Ciro Biondi, vino meno spigoloso dei precedenti grazie al passaggio in legno, ma altrettanto sorprendente per sapidità e colore.

Menzione a parte merita l’Etna bianco 2011 delle cantine  Graci, Carricante e Catarratto coniugati in un vino di grande piacevolezza segnato sul mio taccuino con un emblematico N.B.

E’ stato un incontro all’insegna della giovialità, lontano dai banchi d’assaggio e dalle schede tecniche, dove la sapidità ed i profumi del vulcano hanno fanno da padrone.

E forse per questo, complice il vino, che sull’uscio, una punta d’invidia si smorza in una laconica ammissione: questa volta, l’incontro Palermo-Catania si chiude sullo 0-1.

* Elisabetta Musso, sommelier AIS Palermo

 

I bianchi dell’Etna, le immagini. Una serata all’insegna del divertimento

 

2 thoughts on “I bianchi dell’Etna, un piccolo resoconto

  1. Massimiliano Montes

    Ti dirò… la mia impressione è che siano stati tutti vini da buoni a molto buoni, tranne un paio di delusioni (forse per scelte produttive dei produttori).
    Mi sentirei di segnalare anche il Carricante di Massimiliano Calabretta e quello di Giuseppe Scirto, molto buoni.
    La Minnella 2003 di Benanti è stata memorabile non fosse altro per la sorprendente freschezza e mineralità dopo 11 anni!

    Reply
  2. Francesco

    Al mio tavolo 7 persone su 7 hanno votato come miglior vino Minnella 2012 Calabretta

    Reply

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *