Due vini eccellenti a una spanna dall’essere grandi, complice anche la pessima annata 2013.
Il Vigneto delle Oche Riserva 2008 di Fattoria San Lorenzo e il Terre Silvate 2013 di Corrado Dottori sono due eccellenti esempi di Verdicchio.
Sontuoso e nobile il primo, di elevata consistenza e aromi terziari complessi e raffinati.
Fresco e sottile il secondo, intenso ma ancora con tutte quelle note giovanili e scalpitanti che aspettano di essere domate dagli anni.
Avevamo già assaggiato il Terre Silvate 2012 in questa degustazione comparativa: Verdicchio mon amour: un confronto tra naturali e convenzionali.
Vino oggetto di polemiche, per non aver ricevuto la Doc Verdicchio dei Castelli di Jesi per una presunta non conformità. Forse in quest’ottica, in un ulteriore tentativo di assecondare le follie delle commissioni, Dottori ha usato una mano più interventista in cantina: questo 2013 in confronto al 2012 è più limpido e cristallino, come se avesse subito una maggiore filtrazione, e con una minore complessità aromatica.
Comunque non è servito a nulla perché ugualmente non ha ottenuto la Doc.
La pessima annata si percepisce dai maggiori sentori di anidride solforosa. Probabilmente le uve nel 2013 non erano in perfette condizioni e hanno richiesto una maggiore dose di solforosa.
Il Terre Silvate 2013 è in ogni caso un eccellente Verdicchio, dimostrazione che anche nel peggiore dei casi la filosofia naturale produce i migliori risultati.
Giallo paglierino, ci accoglie con sottili e raffinati aromi di scorza di pompelmo e fiori d’arancio, fiori di campo, ginestra, sottobosco.
Al palato ricorda il gambo dell’Acetosella (il fiore di campo con i sottili petali gialli) schiacciato tra i denti, è di buona acidità, affilato e lungo.
La retrolfazione ritorna sulla scorza del pompelmo e su affascinanti note di sambuco. Ha una lunga e piacevole persistenza.
Il Vigneto delle Oche Riserva 2008 di Fattoria San Lorenzo è anche lui a una spanna dall’essere un grande vino: l’unico difetto che riesco a trovargli, e che me lo rende eccessivamente stucchevole, è un lieve residuo zuccherino, che unito alla scarsa acidità lo appesantisce.
Per il resto è meraviglioso. Già dal colore, dorato cangiante, limpido.
Apre con chiare note di caramello e lavanda, per poi spostarsi nettamente su un idrocarburo che sarà la nota dominante di tutta la bottiglia.
Roteando lascia emergere una complessità di aromi, dal miele di castagno, all’ananas, ai fiori del tiglio. Anche in questo vino occhieggiano sottili note di sambuco, specialmente in retrolfazione.
Al palato è consistente, concentrato, con una lunghissima persistenza gustolfattiva. L’acidità non è il suo forte.
Due grandi interpretazioni di Verdicchio.
Fattoria San Lorenzo
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc
Riserva Vigneto delle Oche 2008
Marche
alcol 14,5%
La Distesa
Terre Silvate 2013
Verdicchio, Marche Igt
alcol 13,5%
http://vino.ladistesa.it


Ciao Massimiliano. Grazie per l’attenzione che mi dedichi. Voglio però fare una piccola precisazione su questo tuo passaggio:
“Forse in quest’ottica, in un ulteriore tentativo di assecondare le follie delle commissioni, Dottori ha usato una mano più interventista in cantina: questo 2013 in confronto al 2012 è più limpido e cristallino, come se avesse subito una maggiore filtrazione, e con una minore complessità aromatica.
Comunque non è servito a nulla perché ugualmente non ha ottenuto la Doc.
La pessima annata si percepisce dai maggiori sentori di anidride solforosa. Probabilmente le uve nel 2013 non erano in perfette condizioni e hanno richiesto una maggiore dose di solforosa.”
Semplicemente per dirti che la 2013 per me, ma credo che quasi tutti nei Castelli di jesi possano confermare, è una annata notevolmente superiore alla 2012 (troppo calda e siccitosa). Per quanto mi riguarda ho avuto uve sanissime e mosti molto più equilibrati tanto è vero che la solforosa è molto bassa (il campione analizzato in laboratorio per l’esportazione parla di 38 mg./lt. di totale)… Come giustamente scrivi è solo un vino che va aspettato per la sua grande acidità.
Ti assicuro, però, che le commissioni assaggio non influenzano il mio modo di vinificare, oramai ho declassato anche la riserva e non rivendicherò più la DOC, almeno finché non cambia qualcosa.
Un saluto e grazie ancora
Corrado
Ciao Corrado, dimentichi la frase più importante: “Il Terre Silvate 2013 è in ogni caso un eccellente Verdicchio”.
Sarà il mio gusto personale però il tuo è il verdicchio che in assoluto preferisco.
Detto questo mi sono innamorato del 2012, e tu sai che l’amore non sente ragioni… a me quel vino fa toccare il cielo con un dito 🙂
Sono entrambi ottimi vini e probabilmente soltanto il gusto personale te ne fa prediligere uno o l’altro.
La solforosa nel 2013 la sento di più. Sarà che deve aspettare. Comunque sempre di vino naturale si parla, per cui il contenuto è 1/4 – 1/5 di quello che si può trovare in un vino convenzionale.
Ti ringrazio per il tuo impegno (e per il tuo vino). E anche per l’interesse che nutri per noi.
@Massimiliano Montes, a me invece (oggi) piace di più il 2011 🙂 è al suo top