Anne-Françoise Gros proviene da una famiglia di viticoltori dal 1830 in Côte de Nuits, la zona più settentrionale della Borgogna.
Quando nel 1988 Jean and Jeanine Gros decisero di andare in pensione suddivisero l’azienda di famiglia ai tre figli, Michel, Bernard and Anne-Françoise.
L’approccio dei tre nei confronti della vinificazione non è stato identico. Michel e Bernard hanno immediatamente dato un taglio modernista ai loro vini, anche con un abbondante uso di barrique nuove.
Anne-Françoise, almeno nelle sue fasi iniziali, ha avuto invece un approccio conservativo, più legato alla tradizione, e negli anni a venire influenzato dal nascente movimento biodinamico.
Essere conservatori in Borgogna oggi significa avere un atteggiamento decisamente progressista. Complice l’indolenza di alcuni produttori e le scorciatoie chimiche proposte dall’industria enotecnica, parte del vino borgognotto negli anni ha tradito il profilo aromatico ed il terroir originale orientandosi verso lidi più concentrati e vanigliati.
Il Pinot Noir, che è la varietà autoctona predominante della Côte de Nuits, è naturalmente caratterizzato da povertà di antociani, le molecole che conferiscono colore, insieme a una buona concentrazione di polifenoli tannici.
E’ un’uva che tende a dare vini trasparenti ma con una buona concentrazione di tannini. Quando non è vendemmiata in piena maturazione conserva una alta concentrazione di acido malico, che è all’origine delle notevoli sensazioni acide dei Pinot Noir tradizionali
La bontà dei vini prodotti in Borgogna era già stata sperimentata nel tardo medioevo dai monaci Benedettini, che da queste uve producevano il vino per la messa ma non solo.
Proprio a causa dell’elevata qualità del vino la viticoltura benedettina si orientò sempre più verso una produzione per uso alimentare con evidenti connotazioni edonistiche, che suscitarono le severe critiche dei più austeri vicini di casa Cistercensi.
I monaci benedettini furono i primi a capire quali terreni producevano i migliori vini, e le loro delimitazioni sono ancor oggi in larga parte sovrapponibili alle vigne Grand Cru e Premier Cru.
Questo Echezeaux Grand Cru 1998 di Anne-Françoise Gros richiama tutta la tradizione borgognotta. Il colore è rosso tendente al granato, trasparente all’unghia (ovvero la quota di vino più sottile quando si inclina il calice).
Accostando il calice al naso senza roteare, per percepire gli aromi di apertura, quelli più intensi, si nota subito l’equilibrio e l’eleganza del vino. Nonostante siano trascorsi sedici anni le sensazioni fruttate emergono sottili tra gli aromi terziari più austeri, in un gioco elegante e discreto.
Gli aromi di piccola frutta rossa, dal mirtillo al lampone al corbezzolo, si intrecciano con delicatezza a tenui note balsamiche, di ebano, sottobosco, torba, insieme ad una sottile florealità che ricorda i fiorellini bianchi di certe piante rampicanti o la passiflora.
Al palato l’equilibrio raggiunge la perfezione. Un residuo di acidità bilancia una tannicità setosa e velata, il vino è sottile ma allo stesso tempo complesso e cangiante. Si insinua, muta, e infine stabilizza un’immagine gustolfattiva simile a un quadro ad olio, vintage ma emozionante.
La retrolfzione richiama tutto il percorso aromatico, dall’apertura ad un finale che mantiene una lunga persistenza raffinata ed elegante.
Il vino emoziona perché a volte è simile ad una macchina del tempo, ti porta indietro, ti fa conoscere ciò che è stato, e ciò che i vignaioli non dovrebbero cambiare mai.
Domaine A.F. Gros
La Garelle – 21630 Pommard
Tél. 33 (0) 3 80 22 61 85
Fax. 33 (0) 3 80 24 03 16
af-gros@wanadoo.fr
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