A Natale Giunta, cuoco noto più per le sue performance televisive che per il suo curriculum, avevano chiesto di “mettersi a posto”.
Natale gestisce un servizio di ristorazione e catering in una delle zone più suggestive di Palermo, la località balneare di Mondello.
Quattro tizi, Antonino Ciresi, Maurizio Lucchese, Alfredo Perricone e Giuseppe Battaglia, si sono presentati a lui chiedendogli amichevolmente di “mettersi a posto” ovvero di pagare la “protezione” della cosca mafiosa locale.
Natale, balbettando, ha spiegato loro che in un’epoca di crisi come questa lui i soldi non li aveva, e che quindi non poteva pagare.
Da quel giorno sono cominciate le intimidazioni: un biglietto con su scritto “mettiti a posto ‘un fare u sbirru picchì ti finisci mali”, seguito da danneggiamenti del locale e poi da una tanica di benzina veniva collocata all’esterno dell’attività commerciale.
Coraggiosamente lo Chef denunciava tutto ai carabinieri. Gli “amici” che offrivano protezione sono finiti in manette per estorsione aggravata.
Direi che il curriculum di Natale Giunta ha fatto un balzo in avanti, e anche la mia considerazione su di lui. Oggi Natale ha bisogno di sentire che le persone oneste sono con lui.
Si ringrazia per la foto Mike Palazzotto
Sottoscrivo in pieno.
“I permessi si chiedono allo Stato non alla mafia”.
Fantastico.
Oggi, le pietanze di Natale Giunta, avranno un ingrediente in più: il “CORAGGIO”!
Che sia di monito a noi tutti.
Basta ipocrisie : noi il vino a Natale Giunta glielo diamo !!!
@Francesco Spadafora, bravo!
D’ora in poi Giunta solo vini naturali!
Pxxx Txxx e Dxxx agli altri 😉
“commento moderato: non possiamo farci querelare, grazie”