La multinazionale del settore caseario Lactalis, con sede a Laval, in Francia, tramite la sua controllata Croata Dukat, blocca l’acquisto di latte fresco da 180 fattorie a causa del riscontro di una sostanza tossica e cancerogena.
La Lactalis è nota per avere tentato una scalata del gruppo Parmalat, di cui detiene il 29% del pacchetto azionario, e per essere proprietaria dei marchi italiani Galbani, Vallelata, Invernizzi, Cademartori e Locatelli. Il gruppo francese è attivo inoltre in Italia con il marchio President.
La sostanza isolata nel latte è l’aflatossina. Le aflatossine sono altamente tossiche e sono ritenute tra le sostanze più cancerogene esistenti. Sembra che siano finite nel latte a causa di mangimi non appropriati con cui sono state nutrite le mucche da latte delle 180 fattorie.
Il presidente della Dukat, Alen Fontana, si scusa per quanto avvenuto, anche con i produttori del settore agroalimenare che subiranno perdite economiche. Non si sa ancora quanto di questo latte tossico e cancerogeno sia finito in circolazione e in quali prodotti.
Le aflatossine hanno dimostrato in studi scientifici un’elevata cancerogenicità e una tossicità acuta per il sistema immunitario. La presenza di aflatossine è descritta nelle granaglie di mais e in altri mangimi per uso animale.
Oltre che nel mais, e nel latte degli animali che se ne nutrono, le aflatossine sono state isolate anche in altri generi alimentari di largo consumo, come pistacchi, mandorle e altra frutta secca. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha stabilito dei limiti per la presenza di aflatossine nel latte e in altri alimenti, e quali debbano essere le modalità di controllo.
Bisogna precisare, però, che a differenza di altri contaminanti tossici, come metalli pesanti e pesticidi, per le aflatossine non esiste un limite certo al di sotto del quale non è dimostrabile un danno alla salute.
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