Vini Veri e Teobaldo Cappellano

Leggere queste parole di Baldo Cappellano fa venire i brividi. Non solo per il ricordo vivo delle sue idee, ma anche per la loro attualità.

Sul manifesto del Consorzio Vini Veri è possibile leggere questa dichiarazione di Capellano, co-fondatore del Consorzio, insieme alle motivazioni della “ribellione”, come la definisce lui, che conducono alla sua nascita:

“Non siamo biologici, anche se la nostra regola impone condizioni di vigna e di cantina ancora più severe di quelle delle varie “certificazioni”. Non siamo biodinamici, anche se molti di noi sono vicini alla filosofia di Steiner. Non lo siamo perché sappiamo che purtroppo le regole possono essere cavalcate dalle mode, non lo siamo perché sappiamo che nulla è più facile che imporre regole per poi violarle. Le grandi ricchezze così nascono. Vivere sull’ingenuità degli altri è facile, lo hanno fatto anche con noi quando ci dicevano che certe compromissioni con la chimica dell’industria portava a risultati “veloci” e non ad un impoverimenti della terra e delle nostre menti. Non eravamo più capaci di farci sorprendere dalla Natura, non eravamo più capaci di crescere nel “sapere” perché questo ci veniva offerto, semplificato a loro uso, in un pacchetto preconfezionato con indicate le dosi e le modalità d’uso”.

Leggere che “vivere sull’ingenuità degli altri è facile” e che “lo hanno fatto anche con noi quando ci dicevano che certe compromissioni con la chimica dell’industria portava a risultati “veloci” fa sorridere e arrabbiare allo stesso tempo.
Leggere delle differenze tra un vino prodotto con il massimo rispetto, un vino naturale, ed un vino presunto biologico, con quattro anni di anticipo sulla legge che regolamenta (male) la produzione di vini biologici fa solo arrabbiare.

Abbiamo già affrontato il tema della lacunosità e della inutilità della normativa europea sul vino biologico, ma non smetteremo mai di ripeterci. Teobaldo Cappellano aveva già immaginato e previsto quello che sta accadendo oggi, e questo non può che indurci a maggiore riflessione e a un atteggiamento ancora più deciso.
Il mercato dei produttori seriali-industriali cerca di confondere le acque, mediante giornalisti compiacenti che inducono volontariamente in errore il lettore parlando di vini biologici e naturali facendo di tutta l’erba un fascio. Biologico uguale naturale? Il lettore non avvezzo a cogliere le differenze recepisce questo messaggio grossolano e generalista. Che serve solo a non far capire cosa è un vino naturale, e a sdoganare il vino biologico magari insieme a un vino presunto “libero”.

http://www.viniveri.net/il-manifesto

http://gustodivino.it/home-gusto-vino/vino-naturale-biodinamico-o-biologico/massimiliano-montes/971/

 

4 thoughts on “Vini Veri e Teobaldo Cappellano

  1. Davide Marrale

    La naturalità dei vini di Augusto Cappellano la pregusti quando ti ritrovi sull’uscio della sua dimora. La sua accoglienza è quanto di più naturale ci sia, percepisci subito che la sua ospitalità non è circostanziata, è come ritrovarsi a casa di un vecchio e caro amico che non aspetta altro che farti sentire il frutto del suo lavoro. Che peccato non aver conosciuto di persona il compianto Teobaldo.
    P.S.
    Nella mia cantina non mancherà mai il vino di Cappellano, compreso il suo splendido Barolo chinato.

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  2. Pierfrancesco Fumagalli

    Bevo il vino di Cappellano da almeno trent’anni. Ho conosciuto personalmente Teobaldo ed ora conosco il figlio. Nessuno mai è riuscito ad eguagliare il loro Barolo chinato. Ma tutti i loro vini sono delle emozioni uniche. Mi ricordo le belle e sagge discussioni da Teobaldo e Bartolo Mascarello, un altro grande.

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