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Tutto esaurito per il Nero d’Avola Blind Tasting

Partecipazione ben superiore alle aspettative per la nostra degustazione a bottiglie coperte.

Il pubblico ha affollato la sala dell’Enoteca Letteraria Vinodivino, assiepandosi anche sugli sgabelli, forse attratti dalla novità di questo inusuale confronto. Appassionati e professionisti del vino hanno seguito con attenzione questa comparazione alla cieca tra nero d’Avola naturali e convenzionali.

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Nero d’Avola blind tasting

 

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I vini scelti e la sequenza di servizio sono stati tenuti rigorosamente nascosti anche ai gestori dell’enoteca. Abbiamo fatto compilare ai partecipanti una semplice scheda su cui poter esprimere un giudizio di piacevolezza: nulla di tecnico, semplice divertimento.

Questa degustazione non ha pretese di giudizi tecnici o di graduatorie in voti, a volte affette da interferenze di natura commerciale. E’ servita a far assaggiare diverse espressioni di vino, cercando anche di educare il gusto, e a fornirci un’indicazione sugli orientamenti e le preferenze del pubblico.

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Scheda

Sono stati serviti dapprima i cinque vini naturali, e poi i cinque convenzionali.
Tra questi ultimi c’era un quasi intruso, ovvero un nero d’Avola acquistato al supermercato in offerta a 1,60 euro.

La sequenza è stata la seguente:

1. Ishak 2010 Porta del Vento
2. Respiro 2012 Valdibella
3. Nero d’Avola 2011 Bosco Falconeria
4. Siccagno 2010 Occhipinti
5. Terra delle Sirene 2008 Zenner
6. La Cacciatora nero d’Avola 2012 (GdO in offerta)
7. Milleunanotte 2010 Donnafugata
8. Nero d’Avola 2011 Cantine Barbera
9. Zisola Noto rosso 2011
10. Sherazade 2011 Donnafugata

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I vini proposti

 

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I naturali

 

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I convenzionali

Il pubblico era composto grosso modo da tre fasce di consumatori: professionisti e sommelier AIS, appasionati bevitori abituali, curiosi bevitori occasionali.

Tra i professionisti e i sommelier AIS i nero d’Avola naturali hanno riscosso i successi più grandi, con punte di eccellenza nel Terra delle Sirene 2008 e nel Siccagno 2010.
Gli appassionati bevitori abituali hanno gradito prevalentemente i nero d’Avola naturali, con qualche indulgenza verso alcuni convenzionali.
I bevitori occasionali, per converso, hanno gradito di più i vini convenzionali. Proprio in questa fascia c’è stato il gradimento più alto verso il vino acquistato in offerta al supermercato. Lo stesso vino invece è stato pesantemente stroncato da professionisti ed appassionati.

I professionisti e gli appassionati sono stati capaci di riconoscere olfattivamente assemblaggi “atipici”, spesso non dichiarati dal produttore, con Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah, in quasi tutti i convenzionali e in un naturale.

La serata è stata lunga e divertente, e le bottiglie scoperte sono state accolte come dive tra scatti di flash e commenti. Una bella esperienza sicuramente da ripetere.

http://gustodivino.it/home-gusto-vino/nero-davola-blind-tasting/massimiliano-montes/6063

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5 thoughts on “Tutto esaurito per il Nero d’Avola Blind Tasting

  1. Emiliano

    Bellissima esperienza, organizzazione generosa che ha prodotto un evento di rara godibilità.
    Apprezzata anche la pioggia, esaltava il contrasto tra l’ostilità dell’ambiente esterno, e il calore dell’evento 🙂

    Peccato che il giorno dopo ci si trovi a parlare prima dell’acqua che dei vini.
    Ottimo evento, da ripetere, in un locale che abbia già imparato a prevenire le cadute di stile più ovvie, così il giorno dopo parliamo del vino prima che dell’acqua.

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  2. Isaia Panduri

    Mi chiedo perché non siano stati pubblicati i risultati di gradimento. Sarebbe stato ben interessante sapere qual è stato il vino giudicato più gradevole dai “tasters”. Così viene il dubbio che qualche blasonato sia stato considerato con poche stelle (c’era una scheda di valutazione, nelle foto. Non è stata usata?) o magari con le stesse stelle del vino da supermercato e per questo si sia preferito non pubblicare i risultati.
    Peccato.

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    1. Massimiliano Montes

      @Isaia Panduri, è così. Ma non lo faccio per paura, semplicemente perché queste occasioni non devono trasformarsi in una gogna mediatica per il perdente.
      Hai ragione tu, il vino più costoso in batteria è stato mediamente trattato come quello da supermercato. Entrambi ovviamente convenzionali.
      Di contro mi fa immensamente piacere vedere il successo che hanno avuto i naturali, soprattutto tra i sommelier e i bevitori abituali. Vini che una certa critica “prezzolata” definisce difficili.

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