Se pensi che la chimica nel vino sia una cosa sbagliata, va da un’altra parte!

Su segnalazione della produttrice Marilena Barbera ho scoperto questa pagina dedicata al “winemaking” semi-professionale, o come diremmo nella nostra lingua madre, alla vinificazione.

Il sottotitolo del capitolo dedicato agli additivi chimici è chiaro ed esplicativo: “Se pensi che la chimica nel vino sia una cosa sbagliata, va da un’altra parte”.
E in effetti tra ironie, frizzi e lazzi, un tale Jack B. Keller, Jr. di Pleasenton, Texas, ci insegna, in spregio a qualsiasi puerile tentazione naturalistica, come si fa il vino.

Il suo è un vero percorso evolutivo, una sorta di fenomenologia dello spirito (dell’alcol), che inizia con un preludio per condurci passo dopo passo alla sana consapevolezza che la chimica è indispensabile per fare un buon vino.

Con una filosofia fatta di “poche ma buone” idee e un pragmatismo tutto americano, il buon Jack risolve i problemi che si presentano durante la vinificazione così come Alessandro Magno sciolse l’intricato nodo di Gordio: con la spada.
Nessuna speculazione scientifica o ricerca volta a comprendere i meccanismi biologici del “fare vino” nel tentativo di risolverli con abilità. Solo la forza bruta.

E’ illuminante in tal senso la sua soluzione alessandrina per la fermentazione: “If it is not moving, ferment it!”. Insomma, inocula inocula inocula! Lieviti selezionati e via!
Il capitolo dedicato agli additivi chimici è incredibilmente lungo, con un interminabile elenco di prodotti con annessa spiegazione e modalità d’uso. Ve ne cito solo alcuni:

– Rapidase Vino Super, enzima pectolitico, incrementa la quantità di succo estraibile e ne migliora la filtrabilità.
– Rapidase Ex-Color, altro enzima pectolitico, questa volta estrae più colore dall’uva.
– Quertanin, fissativo del colore, non si sa mai, dopo avere speso un sacco di soldi in Rapidase il colore poi se ne va.
– Tanin Plus, tannino solubile.
– Tannin natural, udite udite, il tannino “naturale” per i paranoici della naturalità.
– Super Kleer al Chitosano (?????)
– SuperFerment Yeast Nutrient and Energizer, questi americani, danno gli energizzanti anche ai lieviti… saranno lieviti muscolosi ed atletici, non come quelli mollaccioni europei.

E di seguito tutta una serie di sostanze chimiche che servono a modificare le caratteristiche chimico-fisiche del mosto-vino: acidità, consistenza, trasparenza, ovviamente colore, e aromi!

Ciò che mi stupisce è che il prodotto finale viene chiamato VINO.

http://winemaking.jackkeller.net/additives.asp
http://winemaking.jackkeller.net/index.asp

 

6 thoughts on “Se pensi che la chimica nel vino sia una cosa sbagliata, va da un’altra parte!

  1. sandro maselli

    ” If you have a problem with chemicals — your body is made up of chemicals — go somewhere else for advice”. Geniale. Oserei dire berlusconiano.

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    1. Massimiliano Montes Post author

      C’è un filo verde (o nero) che lega in tutto il mondo le persone con poche idee 🙂

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  2. Davide Marrale

    Idea, natura, spirito. Mutuando il pensiero Hegeliano in un contesto meno alto dell’arte filosofica, l’amico americano mostra di avere una certa idea dell’IDEA, della NATURA e soprattutto della sua sintesi: LO SPIRITO.

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    1. Marilena

      @Alessandro – VinNatur, non so se siano tutti ammessi in Italia.
      Certo ce n’è qualcuno che fa davvero rabbrividire… quando ho letto l’elenco, già qualche anno fa, non riuscivo a credere ai miei occhi.

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