8 thoughts on “Quando la storia del vino coincide con la storia di una famiglia: Beppe Rinaldi e il Barolo”
Massimiliano MontesPost author
Beppe Rinaldi è un mito. Alcune sue frasi tratte dal video:
– Se fossi veramente un’azienda agricola (con animali e stalle), i controlli sanitari mi farebbero chiudere…
– La vigna più grande la fermento in “una tina” che ha più di 100 anni, che era quella di mio nonno.
– Non ho necessità di usare lieviti selezionati, mai usati. Fermento tutto spontaneamente.
– Io credo in un Barolo difficile, in un Barolo che deve rimanere non facile…
@Mario, certo che sentire queste parole emoziona. Rinaldi è la dimostrazione che un vino fatto seriamente non è perdente sul mercato, anzi. Si può fare vino bene, senza alterazioni all’inseguimento di presunti mercati, e guadagnare abbastanza. Alla faccia dei convenzionalucoli perdenti
mi ha fatto ricordare mio nonno paterno lavorava viveva come fattore a Cameriano (NO)in una corte sopra stanze e fienile sotto stalla e cantina pollaio conigli porcile il pozzo e la vasca per lavare i panni peccato magari non avrei avuto problemi o magari peggio a era bellissimo
@graziano, bellissima zona in mezzo alle risaie, col profumo della terra che riempie le narici, vi si è appena trasferito un senatore in pensione che conosco da 45 anni, lasciando la fatal Novara per vivere davvero meglio…
@Mario Crosta, vero mi manca, anche il sanguinaccio risi e bisi i bruscitt, i canali e le risaie piene d’acqua i chiodini ma l’ultima volta che sono andato iniziava a cambiare velocemente, la vita corre. PS. Un presidente era della zona
@graziano, semmai un ladro che è riuscito a diventare presidente grazie alla strage di Capaci. Com’è che non hai citato la paniscia? Ma se la migliore paniscia del mondo si fa proprio tra Cameriano, Casalino e Borgo Vercelli!!!!
graziano
@Mario Crosta, hai ragione sia sulla paniscia che sull’elemento in discussione ma dovevo sondare il terreno dove camminavo 😀
Beppe Rinaldi è un mito. Alcune sue frasi tratte dal video:
– Se fossi veramente un’azienda agricola (con animali e stalle), i controlli sanitari mi farebbero chiudere…
– La vigna più grande la fermento in “una tina” che ha più di 100 anni, che era quella di mio nonno.
– Non ho necessità di usare lieviti selezionati, mai usati. Fermento tutto spontaneamente.
– Io credo in un Barolo difficile, in un Barolo che deve rimanere non facile…
Se a qualcuno poi avanzasse un po’ di tempo, vada a leggersi un articolo di più di 10 anni fa: http://www.enotime.it/zooms/d/il-barolo-di-giuseppe-rinaldi-visto-da-wojciech-bonkowski
@Mario, certo che sentire queste parole emoziona. Rinaldi è la dimostrazione che un vino fatto seriamente non è perdente sul mercato, anzi. Si può fare vino bene, senza alterazioni all’inseguimento di presunti mercati, e guadagnare abbastanza. Alla faccia dei convenzionalucoli perdenti
mi ha fatto ricordare mio nonno paterno lavorava viveva come fattore a Cameriano (NO)in una corte sopra stanze e fienile sotto stalla e cantina pollaio conigli porcile il pozzo e la vasca per lavare i panni peccato magari non avrei avuto problemi o magari peggio a era bellissimo
@graziano, bellissima zona in mezzo alle risaie, col profumo della terra che riempie le narici, vi si è appena trasferito un senatore in pensione che conosco da 45 anni, lasciando la fatal Novara per vivere davvero meglio…
@Mario Crosta, vero mi manca, anche il sanguinaccio risi e bisi i bruscitt, i canali e le risaie piene d’acqua i chiodini ma l’ultima volta che sono andato iniziava a cambiare velocemente, la vita corre. PS. Un presidente era della zona
@graziano, semmai un ladro che è riuscito a diventare presidente grazie alla strage di Capaci. Com’è che non hai citato la paniscia? Ma se la migliore paniscia del mondo si fa proprio tra Cameriano, Casalino e Borgo Vercelli!!!!
@Mario Crosta, hai ragione sia sulla paniscia che sull’elemento in discussione ma dovevo sondare il terreno dove camminavo 😀