Non si può leggere… ogni anno la stessa storia: i punteggi fioccano più della neve a Natale.
Di quale vino si parla non ve lo dico neanche sotto tortura: se volete lo andate a leggere sui siti dei “giornalisti professionisti”, noi facciamo solo canzonette, si sa.
Non potrò mai far carriera nel giornale della sera, anche perché finirei in galera. Però posso aiutarvi in un’opera di parruccheria, strapparvi tutti i capelli quando un giornalista o un “critico” (ahi… altra parola, nuova crisi di pianto) danno gli ennesimi 100/100 a un vino.
Stiamo parlando ovviamente di uno Cheval Blanc del ’56… oops no, mi sbaglio, di un Conterno del ’71, anzi no…. di un classico e scontato Romanée-Conti del ’96.
Tanto non ve lo dico. Continuiamo a bere il vino buono e mandiamo a quel paese (lode a Ficarra e Picone) i “professionisti del settore” (definizione che ricorda tanto il mestiere più vecchio del mondo).
Non ci resta che piangere.
Lavori per un parrucchificio di la verità
@Francesco, nel caso sarei interessato 🙂
Massimiliano, nella mia vita degustativa, oltre 45 anni, ho dato il massimo (6 su 6, quindi potrebbe benissimo essere 10 su 10 oppure 100 su 100…) a un decina di vini sulle decine di migliaia che ho assaggiato e/o bevuto. In solitudine, però. Ritengo infatti che un vino per essere ben valutato vada annusato, guardato, bevuto, digerito, pisciato e discusso. Senza uno di questi momenti, la valutazione è soltanto parziale. Tra i vari momenti, last but not least, c’è anche la discussione. Non so a che vino tu ti riferisca e a dire la verità m’interessa poco. Uno fra tanti. Anche l’Es di Michele Fino (ottimo sicuramente, ma non stratosferico) è stato spalleggiato da alcuni come il miglior vino d’Italia, ma soltanto sommando e moltiplicando e poi frazionando i risultati dei punteggi di un certo numero di guide, cioè facendo della pura e semplice matematica, che con la valutazione di un vino c’entra come i cavoli a merenda. Senza discussione anch’io assegnerò 10.000 / 10.000 al prossimo vino che comprerò da LIDL. Tiè!
ogni tanto montes si sveglia e scalcia, bene 🙂
…la degustazione ė l’espressione qualitativa di un insieme di sensazioni. 100/100 ė la perfezione, può
l’opera umana raggiungere un simile livello? O quell’espressione ė solo l ‘enfasi, imbarazzante, di un non professionista?
@Moreno Rossin, L’opera “vino”, simbiosi di terra, sole e genio del vignaiolo, può. Su oltre 20.000 e non li conto più da cinque anni, ne ho trovate una decina di opere del genere
… mi sono dimenticato di dirti che le valutazioni, i punteggi, sono una questione completamente soggettiva. Conosco chi darebbe 0/100 a un premier cru classé e 100/100 al suo rosso d’oltrepo busciante in damigiana. E non ti nascondo che con i risotti ai fegatini probabilmente lo farei anch’io.
@Mario Crosta, viceversa il nostro amico “Moreno Rossin” ci contatta dalle campagne vicino Montefalco… zona Bea, con un dispositivo mobile e una sim Tim. Dovrei bannarvi tutt’e due, che ne pensi?
@Massimiliano Montes, magari metto online il numero di cellulare da cui si connette…. vediamo di chi si tratta? 😉