Oggi parliamo di scie chimiche

Secondo i complottisti le scie chimiche sono irrorazioni tossiche nell’atmosfera (chem-trails), secondo gli ortodossi semplici scie di condensazione di vapore acqueo (con-trails). Io sto coi complottisti.

Sono giunto a questa conclusione dopo una manifestazione di vini naturali (o veri che dir si voglia). Una truccatissima donzella del mondo della comunicazione enoica si avvicina proprio mentre sto per portare al naso un calice di chenin blanc di Puzelat.

Il mio compagno di bevute strabuzza gli occhi (è un tipo rozzo a cui piacciono le donne non proprio acqua e sapone) e mi dice: “Guarda chi c’è… avviciniamoci!”.

Lo chenin blanc scalpita, Puzelat dalla Loira si agita, e le mie narici cominciano a sentire un insopportabile tanfo…. La donzella si avvicina con passo deciso, e nonostante non apra bocca (forse per non rovinare il rossetto), ad ogni passo che i tacchi a spillo schioccano sul pavimento si sente “egoist, egoist, egoist”.
Che sarà mai questo odore? Quale essenza o profumo con improbabili nomi narcisisti?

Un velato desiderio di Plasil mi acchiappa, e rispondo al compagno di bevute: “No, per piacere andiamo”.

In quel preciso momento ho capito che non si trattava di semplici scie di condensazione di vapore acqueo, ma di irrorazioni tossiche nell’atmosfera che solo una mente criminale poteva concepire nel mezzo di una degustazione. Sicuramente un complotto.

Di seguito alcune esalazioni frutto di scie chimiche capaci di alterare profondamente l’aroma del vino.

scie-chimiche-orbitali

Scie chimiche orbitali

 

sentore%20di%20kerosene

Sentore di kerosene

 

ancora%20kerosene%20_sar%C3%A0%20un%20vecchio%20Riesling

Ancora kerosene, sarà un vecchio Riesling

 

brettanomyces 1

brettanomyces 1

 

brettanomyces 2

brettanomyces 2

 

quel qualcosa di delicato

quel non so che di delicato

 

scie-chimiche-dopo-una-degustazione

scie chimiche dopo una degustazione

 

scie-chimiche-quelle-vere

quelle vere

 

scie-chimiche-quelle-vere

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scie-chimiche-quelle-vere

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scie-chimiche-quelle-vere

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21 thoughts on “Oggi parliamo di scie chimiche

  1. graziano

    Questa volta batti sul chiodo giusto molte volte ci si trova in situazioni imbarazzanti ma? tu che sei cosi schietto e diretto nello scrivere perché non glielo hai fatto notare?? PS. gli organizzatori poi che non hanno il coraggio di dettare delle regole; se non fosse passata la legge del fumo qualcuno lo farebbe anche in degustazioni in cantina, UNA NOTA giusto qualche giorno fa ho visto un video dove alcuni produttori di birra degustavano e visionavano i prodotti per produrla con tanto di sigaretta accesa in mano.

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    1. Massimiliano Montes Post author

      @graziano, schietto si… ma anche diplomatico. Con la tizia in questione non correva già buon sangue, non potevo inasprire i rapporti. Però è vero: che cavolo vai a fare a una manifestazione di vino truccata come una escort e profumata come un negozio Limoni?
      Hai ragione sul fumo, se non fosse vietato qualche stupido fumerebbe anche durante le degustazioni.

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      1. Mario Crosta

        @Massimiliano Montes, il meteorismo non è una scia, ma un fenomeno intestinale. Chi più, chi meno, scagli la prima pietra chi ne è esente. Quello che dà molto più fastidio nelle degustazioni, nei concorsi, nelle esposizioni (cioè tutto quello da cui ho scelto di allontanarmi fin dal 2005) sono le temperature ambientali, le temperature di servizio, i profumi delle capigliature e dei deodoranti, i banchetti vicino alle toilettes. Questo per quanto riguarda l’analisi olfattiva. Per quanto riguarda quella visiva, ci sono troppe Veronica Maya in queste manifestazioni, sia nel pubblico che fra le PR e lì posso dirti che anche un cieco riacquista la vista e che i colori del vino e le trasparenze (del vino come del resto) diventano tutti strabilianti, da punteggi stratosferici e forse è proprio per questo che le valutazioni visive sono relegate soltanto a un 5/100 del giudizio complessivo.

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      2. graziano

        @Massimiliano Montes, diplomazia, , ma di cosa stiamo parlando ?? di compromessi forse

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        1. graziano

          @Massimiliano Montes, me ne guardo da avercela co te ma l’ho scritto prima e lo ripeto ma gli organizzatori dove sono quando scrivono le regole???:-I ma anche loro vanno con le molle prima di scrivere, perché il dio presente è sempre quello.

  2. Massimiliano Montes Post author

    La foto in bianco e nero rappresenta un corso AIS degli anni ’50 dove si insegnavano i difetti del vino

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  3. Eretico Enoico

    Massimiliano dal numero delle foto pubblicate intuisco che la tua inc… era ad un livello quasi incontrollabile.La mia compagna prima di una cena con bottiglia da godere viene tartassata dal mio procedimento di decantazione antiprofumo e quando scopro che due tavoli più in la sta cenando un cocoquette di profumo inizio a schiumare come un cane rabbioso.
    Detto ciò da professionista del settore, con oltre 24 anni di volo e dopo aver sentito ogni boiata a riguardo ,posso affermare che non esiste altro che una scia di vapore e gas di scarico da combustione di cherosene A1 jet …l’unica chimica presente in quel vapore acqueo.

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  4. Arianna

    Ma non parlate solo dei profumi di noi donne!.! Fai bene a fere vedere le ascelle puzzose dei maschi che fanno cagare!.! :-p

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    1. Massimiliano Montes Post author

      @Arianna, noterai che per rispetto nei confronti del gentil sesso e per par condicio ho inserito anche foto di ascelle fumanti….. altro aroma che delizia le degustazioni collettive 😉

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      1. Mario Crosta

        @Massimiliano Montes, non capisco infatti Arianna, che ne fa una questione di sesso, come se a quello gentile appartenesse l’appannaggio della vasca da bagno o del piatto della doccia, il che non è assolutamente vero. Chi puzza, puzza, sia maschio che femmina. Il vero problema sono i profumi che si usano per coprire le puzze, davvero eccessivi e predominanti in una degustazione. O vogliamo dire che i vini d’alto bordo, industriali ma griffati, sono i più premiati perché i vip e le vip che affollano i locali di degustazione sono tutti firmati chanel, kenzo o trussardi, mentre quelli naturali, poverini, sanno di patta e di ascella dei produttori, troppo contadini? Andiamo, Arianna, su, non metterla sul piano della differenza dei sessi, sennò ci addentriamo in un discorso troppo lungo che porta chissà dove.

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  5. Mario Crosta

    Una volta dissi ad Angelo Gaja, poi glielo scrissi anche in modo più dettagliato, che si vedeva che nei suoi vini ricercava gli odori e i sapori della donna che amava. Per questo la sua ricerca della perfezione era evidente e non finirà mai, perché gli odori e i sapori di una donna sono di una complessità e di un fascino infiniti. Non so se ho reso l’idea. Tutti gli odori e i sapori che un uomo può trovare in tutta la sua donna. Tutti, di tutte le part al naso e al palatoi. Si è messo a ridere in un modo che sa soltanto lui, divertito e divertente, oserei dire eclatante. Diciamo che era un bel sì? Di quelli talmente sorpresi, ma talmente sinceri, cui non era abituato da anni? Chi è che ha una faccia tosta tale da dire e scrivere a un produttore di vino, per giunta di quelli più in vista, una cosa del genere, come se niente fosse? Crosta faccia tosta. Certo che la donna ideale, quando ci appare in sogno, non ci appare lavata nel latte d’asina né avvolta in una nuvola di Chanel numero 5. Certo che la donna ideale ha tutti gli odori e i sapori del suo corpo a tutte le ore, dopo la doccia o prima della doccia nessuno ci fa nemmeno più caso. Naturale significa naturale. Con il vino è la stessa cosa, almeno per me. Chi la pensa in modo diverso lo scriva pure, mi demolisca. Non sopporterei odori e sapori estranei, quello sì, ma nemmeno bere un Romanée-Conti ghiacciato o uno Champagne a temperatura ambiente.

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        1. Mario Crosta

          Comunque ti riassumo la questione. Da una fotografia 500 x 250 pixel si può dire che i colori e la forma dell’erba e i segni della motozappa mettono in dubbio quanto scritto nel testo e cioè la biodinamicità della coltivazione di una vigna? Mi sono posto questa domanda dopo un commento firmato a un mio post su un vino dolce che è stato fatto dal Domaine Rousset Peyraguey, un commento che mi risulta scritto da parte di una produttrice che fa anch’essa vini dolci, quindi si può anche considerare concorrente. I casi sono due: o la signora aveva una lente d’ingrandimento attraverso il monitor del suo computer che le ha permesso di pontificare in materia senza tener conto dei filtri e delle riduzioni fotografiche che io ho adottato per adattare le foto al post, oppure ha scritto quel che ha scritto per sminuire il valore del concorrente o per mettere il proprio nome e cognome di produttrice “alternativa” fra i commenti al post, facendo in entrambe i casi, oggettivamente (senza accorgersene?) della concorrenza sleale. Sono stato costretto a chiedere a Massimiliano di cancellare completamente tutto quel post, in quanto sono pure stato accusato dalla signora in questione di presunzione, pur di non lasciare sul Web nemmeno una traccia dei suoi commenti insinuatori nei confronti di un produttore che fa vini dolci naturali, ma in Francia, mentre lei li fa alle Lipari. Proseguire sarebbe stata una pubblicità gratuita per la sua azienda. La signora in questione ha comunicato a Massimiliano di voler sporgere querela nei miei confronti per avere io descritto, a commento delle sue interpretazioni di una foto 500 x 250 pixel, i miei dubbi circa la correttezza delle sue interpretazioni visive (diciamo un po’ fantasiose), cosa che ho fatto in modo forse un po’ ironico. L’ironia scambiata per offesa o insulto (questi sì che sono reati passibili di querela) è l’ultima offesa alla libertà di espressione che mi sarei atteso su un blog dove dovrebbe imperare almeno la correttezza, almeno fra produttori. Preferisco di gran lunga l’autocensura. Sul blog non scriverò mai più, visto che Massimiliano ha pure strizzato l’occhiolino alla signora di cui sopra, senza il minimo di coraggio di scriverle che forse è lei che ha preso lucciole per lanterne. Anzi, senza forse: ha “innocentemente espresso un libero parere” (sic!) insinuando con le sue osservazioni da lontano, su una foto ridotta e filtrata, che il proprio concorrente non è proprio uno stinco di santo come io avrei voluto far credere, danneggiando lui nell’immagine e me nella credibilità. Questo suo modo di fare, secondo me, è riprovevole.

        2. Nic Marsél

          @Mario Crosta, per il momento dico solo che non se ne puo’ più di produttori che minacciano di querelare (o querelano) i blogger per futili motivi. La cosa ulteriormente dissonante è che si tratta di produttori naturali che querelano chi scrive e promuove (per sola passione e a spese proprie) i vini naturali.

        3. Nic Marsél

          @Mario Crosta, te lo immagini un Pirlo qualsiasi che querela ogni lunedì mattina tutte le testate giornalistiche sportive per un 5,5 in pagella lesivo della sua immagine?

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