da Scorzonera e cannella.
È una ricetta semplice, gustosa, leggera e adatta a tutti i palati perché abbatte le “barriere gastronomiche”, vista l’assenza di prodotti di origine animale e l’essere totalmente gluten free.Ecco come realizzare i Noodles
Ingredienti (per 4 persone)
– 200 g. di spaghettini di riso
– 4 cipolotti freschi
– 4 zucchinette genovesi non troppo piccole
– 200 g. di pisellini surgelati
– 2 spicchi d’aglio
– 4 cucchiai di olio di semi d’arachidi o di sesamo
– un pizzico di coriandolo e uno di cumino in polvere
– sale e pepe
– salsa di soia (facoltativa).
Pulire le cipolle e ridurle a rondelle. Sbucciare gli spicchi d’aglio e tagliarli a metà. Nettare anche le zucchine e ridurle a cubetti piccoli.
Mettere tutti gli ingredienti in un wok o in una padella con i bordi alti, aggiungere l’olio e far cuocere coperto a fiamma moderata per circa 5 minuti quindi insaporire con sale, pepe e spezie.
Continuare la cottura, aumentando un po’ la fiamma, per altri 5 minuti circa o finché le verdure non risultino cotte ma ancora croccanti.
Nel frattempo portare ad ebollizione dell’acqua salata in una pentola. Spegnete e tuffatevi gli spaghetti di riso per due minuti. Scolarli e saltarli per 2-4 minuti nella padella con le verdure facendoli ben insaporire aggiungendo, se si vuole, un po’ di salsa di soia.
Impiattare a forma di “nido”, aiutandosi con una forchetta ed un cucchiaio (facendo come quando i bambini imparano ad arrotolare gli spaghetti, per essere più chiara), e porvi nel centro un po’ di condimento.

Ho un problema. Anche mio figlio (di quasi 17 anni, alto 1 metro e 90, 47 di piede) si è preso il wok della nonna, sta cercando un wok delle dimensioni e del metallo che vuole lui e mi sta proponendo ricette come questa. Il wok è diverso dalla padella. Consente di cucinare con temperature diverse, alte sul fondo e basse sulle pareti a pendenza capace di trattenere gli ingredienti. E’ una cucina diversa da quella cui siamo abituati,. Anche la ricetta è diversa dalle soliti abitudini. Che vino abbinarci? Mi manca la Saiola. Lo confesso. Perciò la butto là: Alto Adige Sudtirol Gewurztraminer di St. Michael – Eppan in matrimonio. Come amante, un Riesling Zöbinger Heiligenstein di Willi Bründlmayer
In onore al mio nome proporrei una bollicina 😉 un vino aromatico come il gewuztaminer mi preoccupa non poco con un piatto così delicato
@Luciano Ferrari, quali “bollicine”? Una per il matrimonio e una come amante: dài, spara!
@Mario Crosta, non si arrabbi, pensavo a una riserva Giulio Ferrari 🙂
@Luciano Ferrari, mica mi arrabbio! era un invito piuttosto esplicito. ma hai dimenticato l’amante. Suggerire un solo vino non è giusto. Può anche essere considerato spam. L’altra bollicina? Spara!
magari un bel Pigato??
@Mario Crosta, scusi il ritardo ma ho aspettato una notte di ponderata meditazione. Direi Salon Cuvee ‘S’ Le Mesnil Blanc de Blancs 1997. Faccia lei quale dei due è la moglie e quale l’amante, dipende dalle fortune della vita
@Luciano Ferrari, bene, cominciamo a parlare la stessa lingua. Ottime indicazioni anche le sue. I metodo classico sono i vini più eclettici che ci siano, si abbinano infatti a un maggior numero di ricette rispetto a tutti gli altri e in presenza di ricette come questa, che non è tradizionale di una delle nostre cucine regionali ma è elaborata (spaghettini di riso, salsa di soia, coriandolo…), sono una sicurezza in quanto ad abbinamento. I gusti, poi, sono tutti soggettivi e si tende a bere il vino che ci piace di più, piuttosto di quello che piace ad un altro. Ecco perché le indicazioni che suggerisco (e che ciascun altro suggerisce) sono sempre soggettive. Ci potrebbe essere anche quello che preferisce un rosso su un piatto del genere, oppure un rosato. L’importante è che il vino suggerito non sia proprio troppo distante dal principio di armonia, altrimenti non piaceranno né il piatto né il vino.
@Mario, però non ci hai detto quale vuoi come moglie 😉
@Massimiliano Montes, di bianchi tranquilli l’ho già specificato. E di metodo classico il Ferrari. Per consorte s’intende il vino dei paesi tuoi, il più vicino. Per amante s’intende il vino forestiero, il più lontano. Che poi in entrambi i casi la mia personale preferenza vada senz’altro all’amante piuttosto che alla consorte, non significa che sia un impenitente donnaiolo. Si tratta di vini, non di donne. Con i vini, ho tradito spesso, anche in questo caso lo farei. Ti assicuro che in quanto a donne, invece, non ho mai tradito e ormai ne ho 61, di anni. Fino a oggi, semmai è sempre stato il contrario. Largo ai giovani: non vedo l’ora di diventare nonno….
@Mario Crosta, col Salon come moglie è più facile non tradire… 😉