Odio chi beve champagne o spumanti secchi con i dolci.
Si dice che le festività natalizie inducano depressione. E comprendo bene perché.
Il rito del panettone con flute di champagne o spumante indurrebbe depressione anche al più schizzato dei cocainomani!
L’uva passa, l’impasto aromatico e dolce del panettone, la frutta candita, stanno al brut come il sale al caffè.
L’Italia è ricca di vini il cui miglior decesso sarebbe inevitabilmente col panettone, vini naturali e no. Penso al Moscato di Bera (naturale) o al Moscato d’Autunno di Saracco (convenzionale ma buono). Ma anche vini fermi: il Recioto di Gambellara di Maule o il Passito di Ferrandes, la Malvasia di Paola Lantieri.
Se proprio volete bere francese, esistono tantissimi champagne con buon residuo zuccherino. Tutto, ma il brut no.
Col brut fatevi l’aperitivo, l’antipasto, anche tutto il pasto se volete… ma non il dolce.
Mi raccomando. Siamo nelle vostre mani: evitiamo la depressione natalizia.
Se tolgo il brut col panettone ai miei mi cacciano da casa, come si fa?
@Pamela Messina, scappa con il brut e lasciagli il panettone…
@Pamela, o scappa con il panettone e lasciagli il brut 😉
Oppure lascia panettone e brut e scappa con Pamela…
Scherzi a parte è impossibile non essere d’accordo sulla impossibilità dell’abbinamento del dolce col brut; la mia (modesta) opinione è che questo accostamento si comprenda non su un piano gustativo, ma su un piano emotivo. Sia il panettone, o il pandoro, per la loro opulenza, che il brut per la brillantezza sono evocativi della festa, dell’abbondanza e del lusso.
Per questo si aprono insieme: come simboli, e non come alimenti. Secondo me, naturalmente.
ciao, PO
@Giorgio PO, Primo Oratore è un piacere leggerti qui. Seguendo il tuo consiglio faremo il nostro inno all’opulenza… tenendo ben separati panettone e brut!
L’amica Pamela la lasciamo a Silvio Rossi.