Le vigne biodinamiche da almeno 7 anni hanno suoli più ricchi di nutrienti e azoto

Uno studio dell’Università di Montpellier, Francia, mostra come i terreni coltivati in biodinamica siano più ricchi di quelli convenzionali. La ricchezza biologica e in nutrienti aumenta negli anni.

Lo studio pubblicato su Applied Soil Ecology, è stato condotto su vigne convenzionali in confronto con vigne certificate biologiche e gestite in biodinamica in conversione da 7, 11 e 17 anni.

I risultati mostrano come subito dopo la conversione da convenzionale a biologico l’azoto nel terreno e gli altri nutrienti hanno un repentino decremento, dovuto all’esaurimento dell’eccesso di nutrienti creato dalla fertilizzazione sintetica usata con le pratiche colturali convenzionali.

Non appena la comunità microbica del suolo inizia a produrre autonomamente i nutrienti, incrementando il numero delle cellule e il loro metabolismo, aumenta progressivamente la concentrazione di azoto e minerali.
L’aumento della crescita microbica nel terreno incrementa la qualità globale dei suoli.

Le differenze più significative sono state riscontrate tra vigne biodinamiche da 17 anni, quelle di più vecchia conversione, e le vigne convenzionali.

Le vigne biodinamiche hanno una maggiore concentrazione di composti azotati, carbonio organico totale (+32%), fosforo (+65%), potassio (+81%), biomassa microbica (+34%), nematodi (+79%), “Plant-feeder” (+187%).

I risultati suggeriscono che la manipolazione chimica, tramite fertilizzazione ed agrofarmaci, impoverisce strutturalmente le vigne che quindi necessitano sempre più di sostentamento artificiale.

Di contro il potenziamento del microbiota mediante metodi colturali biodinamici e biologici incrementa la ricchezza naturale dei terreni, sia dal punto di vista biochimico (nutrienti e minerali) che microbiologico.

 

Organic viticulture and soil quality: A long-term study in Southern France
http://www.academicwino.com/2012/02/organic-viticulture-practices-lead-to.html

 

28 thoughts on “Le vigne biodinamiche da almeno 7 anni hanno suoli più ricchi di nutrienti e azoto

  1. gianpaolo

    forse mi sfugge qualcosa, ma dov’è che si parla di biodinamica nello studio che hai linkato? Io vedo solo “organically grown” che significa “biologico”.

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    1. Massimiliano Montes

      @gianpaolo, non ti sfugge nulla 😉 Sono vigne certificate biologiche ma condotte in biodinamica non certificata.
      Quello linkato a piè pagina non è l’articolo originale perché la casa editrice mette a disposizione solo un abstract, da cui si evince poco.

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  2. gianpaolo

    li trovo interessanti, ma li avrei trovati addirittura rivoluzionari se si fosse trattato di comparazione tra biodinamica e biologico. Al momento attuale, e allo stato delle mie conoscenze, non esiste nessuno studio peer reviewed che affermi che ci sono delle differenze significative tra i due sistemi.

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  3. gianpaolo

    ma sopratutto grazie per avermi fatto scoprire quel blog the acedemic wine, molto utile per me.

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  4. Lorenzo

    @Massimiliano lo studio è interessantissimo, soprattutto perchè, finalmente, inizia ad esserci un nesso diretto tra il biologico e la “vita” nel terreno che è funzionale alla vite.

    D’altronde la vite è un essere vivente, quindi si comporta nella sua fisiologia in maniera molto simile all’uomo, se prendiamo un individuo e lo trattiamo fin da piccolo con degli antibiotici, lo “disabuiteremo” alle risposte immunitarie, idem succede alla vite. (sto ovviamente generalizzando).

    Quindi io auspico che ci siano sempre più studi a riprova di questo che, soprattutt, creino consapevolezza non tanto nei produttori, quanto in chi leggifera… che crei gli strumenti fiscali e normativi per fare in modo che non si creino squilibri di mercato.
    Il problema vero è l’attuazione dell’agricoltura biologica vera su larga scala, ha dei costi spropositati ed è applicabile solo su aziende che hanno una redditività alta uva/bottiglia.
    Ovviamente non intendo il piccolo produttore da 5-6ha ma quello che ne ha 100 e più.

    Non a caso… che io sappia, di big name che fanno biologico certificato sono pochi… e non penso che sia un discorso legato semplicemente all’etica, quanto, piuttosto ad un modello di business.

    Che tu sappia in italia di grandi nomi chi c’è ?

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    1. Alberto

      @Lorenzo,

      Guarda che grandi cantine ce ne sono in Sicilia per esempio c’é Firriato che da anni ha più di 350ha tutti in biologico e produce vini biologici oppure c’é una tenuta in Puglia che é di proprietá Antinori solo che ora non mi viene il nome…

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        1. Lorenzo

          @Mario Crosta,
          penso che @Alberto si riferisse a Tormaresca, però vedendo dal sito non si capisce la loro posizione a riguardo… idem Cecchi mi pare di capire che le uve bio siano solo una selezione e non la totalità.

          Firriato, non li assaggio da almeno 10 anni, però il numero è alto 350 ettari è un bel case study.

          @Massimiliano Montes: tu che sei l’araldo, che ne pensi riguardo ?

  5. Massimiliano Montes

    @gianpaolo, grazie a te per gli stimoli. Lo studio che vorresti tu sarebbe davvero rivoluzionario…
    @Lorenzo, in effetti sembra quasi una banalità dire che da terreni più equilibrati e più ricchi viene un vino migliore, non dovrebbe nemmeno esserci bisogno di dimostrarlo.
    Non credo però che si possa fare un paralleo con l’essere umano. Più che altro penso che l’uso/abuso della chimica in agricoltura ha devastato i terreni, e che oggi con il biologico e la biodinamica stiamo scoprendo che l’acqua è bagnata.

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    1. Lorenzo

      @Massimiliano Montes,
      sai, sono corsi e ricorsi storici, penso che il problema sia davvero di natura antropologica dovuta a due fattori:

      1) la gente andava via dalle campagne per la città, quindi, di fatto, molte tradizioni si sono perse
      2) l’ignoranza contadina nell’utilizzo degli strumenti tecnologici… c’è il diserbo.. è tanto comodo! E magari al posto di mezzo kg ne mettevano 100 di kg 🙂

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  6. carletto verita

    Si, ora ricordo. Una volta me lo regalarono. Il contenuto non mi interessò granché però conservai la bottiglia e il packaging, erano fatti veramente bene.

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    1. Alberto

      @carletto verita,
      Non penso che si stesse giudicando il contenuto della bottiglia ma da a me risulta che sia uno dei più grandi in Italia ad essere totalmente in regime biologico.

      Sono esempi che tutta L’Italia del vino dovrebbe prendere.

      Io sono di trapani e guarda che sono molto seri a riguardo…n guardati che le certificazioni di sostenibilità ambientali che hanno, sono fatti, non chiacchiere.
      Poi é anche una delle cantine più blasonate che abbiamo in Italia… Non capisco il commento di stizza.

      Non mi interessa difendere un produttore… Non capisco l’accanimento… Sei un produttore siciliano invidioso? Altrimenti avresti detto lo stesso di Tormaresca o Chieffi…

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      1. Massimiliano Montes Post author

        @Alberto, questo è un blog dedicato al vino naturale, è naturale che trovi commentatori orientati in tal senso.
        Non è una questione di Tormaresca o Chieffi o altre aziende. Abbiamo già detto ripetutamente che la certificazione biologica delle pratiche agricolturali non ha nulla a che vedere col vino naturale.
        In questo post Vino naturale, biodinamico o biologico entriamo nel merito della legislazione e delle differenze.
        In quest’altro L’abbinamento perfetto: proviamo ad abbinare il vino col giusto aroma di pasticceria descriviamo le aromatizzazioni artificiali del vino consentite per legge (ma è un tema che trattiamo in modo ricorrente).
        Tutte queste additivazioni le puoi fare in un vino da agricoltura biologica, che quindi di naturale non avrà più nulla.

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        1. Lorenzo

          @Massimiliano Montes,
          scusa se intervengo,
          tutte le additivazioni che un consumatore non saprà mai se il produttore naturale le ha usate o no.
          Intendi quelle ?

          Perchè, ti ripeto, ad oggi non c’è un esame di laboratorio in grado di dire se hai usato o meno i prodotti SURLI Natural, quindi stai facendo un paragone non calzante.
          Anche perchè non vedo perchè un produttore convenzionale debba usarle ed uno naturale no.

        2. Massimiliano Montes

          @Lorenzo, intanto è bene distinguere e sottolineare che chi usa questi prodotti non fa un vino naturale.
          Poi obblighiamo i vignaioli a indicare in etichetta tutti gli additivi e i coadiuvanti usati.
          Infine ti faccio vedere che gli esami per vedere chi bara li troviamo… iniziando con rm e miscele isomeriche (a parte che voglio vedere se comprano tutto in nero o nei registri annotano gli acquisti di prodotti enotecnici che sono comunque legali e detraibili).

        3. Lorenzo

          @Massimiliano,

          cerca di distinguere, se usi dell’antibotritico c’è la possibilità che ti becchino un residuo in bottiglia… ma come abbiamo già detto nei post precedenti, ed anche il grandissimo Maule riconosceva, c’è la necessità dei controlli anche in vigna e non in bottiglia.

          Se parliamo di alcuni additivi, il tuo discorso purtroppo, ahimè, non vale, in quanto, ad oggi, non si può vedere dalla bottiglia che lieviti hai utilizzato, quali tannini hai aggiunto e molte delle altre cose che hai citato.

          Non mi fraintendere, questo è un minus, non è un plus… però detto questo vino naturale, convenzionale e biologico, su questo tema, sono assolutamente sullo stesso piano.

          … poi tutti auspichiamo ad un vino più salubre.

        4. Massimiliano Montes Post author

          @Lorenzo, ho un amico che lavora nel settore pubblico, che ha una bellissima macchina di analisi mediante risonanza magnetica. Inoltre lui riesce anche ad analizzare le miscele isomeriche, e mi dice che quelle dei prodotti enotecnici sono diverse da quelle naturali dell’uva.
          Sai qual è la notizia? Che non gli fanno usare la macchina sul vino. Ufficialmente glielo hanno proibito. Si possono fare piccole sperimentazioni su prodotti agricoli e olio “previa autorizzazione scritta del produttore”. Questa è l’Italia.
          Permettimi di dire che ciò che tu dici è pericoloso e non condivisibile: poiché c’è chi trasgredisce allora la norma è inutile.
          Noi abbiamo tante norme, sia in ambito civile che penale. Se la tua idea passasse dovremmo abolire le leggi perché comunque c’é chi le trasgredisce?
          Aboliamo la legge sulla violenza perché comunque c’é chi violenta?
          Io non sono d’accordo. La norma ci deve essere, i trasgressori ci saranno sempre ma questo non è motivo valido perché una norma non si faccia.
          Iniziamo obbligando ad indicare in etichetta tutti gli additivi e i coadiuvanti, poi vediamo come trovare i trasgressori.

        5. Massimiliano Montes Post author

          @Lorenzo, inoltre proprio i lieviti selezionati li puoi beccare, con poca spesa. La fermentazione spontanea è mediata dagli apiculati, i lieviti selezionati invece sono saccaromiceti. Apiculati e saccaromiceti hanno metaboliti diversi, facili da trovare con semplici analisi.

        6. Lorenzo

          @Massimiliano Montes,

          Esistono tante cose, esiste anche un test genetico che ti dice che uvaggio hai usato per fare il vino, volendo anche i lieviti sai ? Lo sta sviluppando il CNR di Palermo
          Il problema è sempre lo stesso, è l’affidabilità e la riproducibilità di questi test.
          Un test non evoluto potrebbe darti falsi positivi come dei falsi negativi. Ti pare poco in un ambiente dove norme, tolleranze e livelli di rilevabilità sono fondamentali ?

          Per quello che concerne le leggi, io sono per farne una per il vino naturale, proprio per consacrarlo, quindi la penso esattamente al contrario di quello che hai detto, anche perchè, ti ripeto, se un produttore biologico/biodinamico certificato lo beccano con i residui in bottiglia… è reato penale…
          Se beccano uno di un’associazione con del residuo… com’è accaduto… che fanno… ? al massimo lo cacciano.
          Ti pare seria una cosa del genere ? La definiresti tutela del consumatore ?

          Sull’etichetta la pensiamo allo stessissimo modo, dovrebbero essere indicati tutti, per legge.

          Ad oggi, però, lo stato dell’arte è quello che ti ho riportato, non è possibile avere un test affidabile che ti dica, per esempio, se il vino i tannini se li è presi dalla botte o ce li hai aggiunti in polvere.

          Se il tuo amico può controvertire queste mie affermazioni, mettimici in contatto che andiamo insieme all’istituto Max Plank Institute, lo faccio diventare membro della Society, gli faccio brevettare il metodo e diventare ricco. Ok ? 🙂

        7. Lorenzo

          @Massimiliano Montes,

          L’unico test attualmente fattibile e che abbia un minimo di credibilità consta nell’analisi del mosto prima la fermentazione ed il vino dopo la fermentazione.
          Ed anche qui non avremmo completamente la certezza che lieviti non sono stati inoculati, puoi telefonare al CNR se non mi credi eh.

          Per quello che concerne l’analisi degli apiculati e dei saccaromiceti ti sbagli, i lieviti selezionati possono essere entrambi, poi i primi generalmente muoiono durante la fermentazione alcolica… quindi proprio sei fuori strada… ache perchè solo con gli apiculati ci fai davvero poco… se non una bella quantità di acido acetico 🙂

          Puoi fidarti di un povero piccolo e spaurito biologo genetista ? sai, stando alle mie carte dovrei capirne anche più di un enologo… però tranquillo, le mie sono solo carte, sicuramente voi che queste cose le leggete su internet le sapete meglio di me 😀

          Però guarda il lato positivo, io aspetto con ansia l’uscita di un test affidabile, sai quanti smetteranno di scrivere “fermentato spontaneamente bla bla”, non vedo l’ora, rimarranno solo i “veri”

  7. Eretico Enoico

    … Vino ottenuto da uve coltivate in modo biologico, biodinamico e vinificato al naturale…una vinificazione al naturale indica qualcosa che anche un astemio comprende,il resto sono chiacchiere alla CSI ,chiacchiere che non finiranno mai.

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    1. Massimiliano Montes Post author

      @Eretico Enoico, è vero. Il vino naturale si sente subito, al naso e al palato. Sarebbe meglio dire che il vino artificioso si sente subito e fa cagare……. 🙂

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