Le analisi di VinNatur. Ragioniamoci su

Il 9 giugno, come ogni anno, VinNatur ha pubblicato un anteprima delle analisi eseguite sui vini degli associati.

“Non vogliamo essere considerati i gendarmi del vino naturale, ma solamente tutelare il consumatore ed aiutare quei produttori che in momenti difficili durante la stagione vegetativa, si sentono ancora insicuri e ricorrono a prodotti chimici di sintesi”. Questa la posizione di Angiolino Maule, presidente di VinNatur.

Su un totale di 140 campioni analizzati 132 sono risultati completamente esenti da ogni tipo di pesticida, mentre i restanti 8 presentano residui di pesticidi. Tre aziende sono state estromesse dall’associazione con la possibilità di rientrarvi nel 2016 dopo aver sottoposto i vini a nuove analisi.

Il comportamento di VinNatur è cauto e condivisibile. Mira a recuperare l’agricoltore in difficoltà e non a criminalizzarlo.

Personalmente trovo interessante anche un’altro dato: i vini di VinNatur hanno tutti un contenuto di anidride solforosa totale inferiore a 60 mg/l e 56 di questi hanno un contenuto inferiore a 10 mg/l. Questo è un dato importantissimo e di tutto rispetto.

Come al solito le polemiche dei “colpevolisti” si scatenano, e c’è chi chiede a Maule perché non pubblica i nomi delle aziende risultate positive alle analisi.

Angiolino si schernisce adducendo due motivazioni: la possibilità di una querela per diffamazione da parte di aziende nominate, la volontà di tutelare comunque il lavoro di artigiani che non devono essere colpevolizzati ma aiutati.

Il primo motivo è sinceramente debole. Facciamo un esempio: se si pubblica il nome di un politico condannato per corruzione non si commette alcun reato, perché il fatto è vero.

Se viceversa si chiama “corrotto” qualcuno che non ha mai neanche subito procedimenti penali per corruzione, si rischia di beccarsi un querelone per diffamazione o peggio calunnia.

Nella fattispecie il fatto è vero, le analisi esistono e sono positive, per cui un’eventuale pubblicazione dei nomi non costituirebbe diffamazione.

La seconda motivazione è invece forte. Molto forte. Additare alla pubblica gogna un artigiano, un agricoltore, a meno di gravissime mancanze, è secondo me controproducente.

Il lavoro va comunque rispettato e aiutato, e lo stesso agricoltore se ben instradato potrebbe rientrare in futuro tra i virtuosi dei naturali. Il killeraggio mediatico è in ogni caso una strada da evitare.

Ringraziamo Maule e VinNatur per la serietà dei comportamenti e per il grande lavoro che sta facendo.

 

http://www.vinnatur.org/i-risultati-delle-analisi-2014-sui-pesticidi

 

23 thoughts on “Le analisi di VinNatur. Ragioniamoci su

  1. Lorenzo

    Splendido, finalmente un pò di trasparenza che, lasciatevelo dire, in questo mondo del vino serve come l’acqua nel deserto. Spero che Vinnatur pubblichi al più presto l’approfondimento promesso nell’articolo.

    Mi permetto però di proporre una riflessione/cosiglio a Vinnatur:

    Vinnatur dovrebbe dichiarare che protocollo adotta per l’effettuazione dei test, dire semplicemente la parola “pesticidi” è troppo generalista e rischia di non coprire tutte le molecole dannose che si usano in cantina.
    Inoltre in questi casi specifici anche le tempistiche d’analisi sono fondamentali. Alcune molecole non sono rilevabili dopo alcuni giorni/settimane/mesi dal trattamento sistemico.
    Aggiungo poi che ogni controllo ha dei livelli di tolleranza, quindi bisogna necessariamente pubblicare le modalità ed il protocollo.
    Una cosa è avere una molecola rilevata sotto la percentuale “X” ed una cosa è invece averla “sotto i livelli di rilevabilità”.

    al 99% useranno (e lo spero per loro e per noi) lo stesso protocollo OIV applicato nelle analisi del Biologico o del Biodinamico Demeter. Cosa che li porta, di fatto, ad essere adiacenti alla norma sull’agricoltura biologica (ed a questo punto mi chiedo: a che serve Vinnatur sotto questo punto di vista? basterebbe richiedere che tutti i produttori siano in agricoltura bio)
    Faccio altresì notare a tutti, che qui parliamo esclusivamente di “pesticidi”, quindi cose che riguardano soprattutto le azioni “in vigna”. Manca tutta la parte della “cantina”.

    Per quello che concerne le motivazio in di pubblicazione delle aziende, mi duole sottolineare che Angiolino ha addotto un motivo fondamentale: una querela per diffamazione ci starebbe… ed anche molto bene.
    Vinnatur non è una norma, ergo non c’è un protocollo di controllo. Conseguenza: pubblicarle sarebbe diffamazione. Una cosa è l’etica, una cosa è l’ordinamento giuridico.

    Ora capite perchè una NORMA, una LEGGE o come la volete chiamare voi è fondamentale in questo mondo ?
    Perchè adesso, quelli che hanno beccato… semplicemente li cacceranno da Vinnatur… si… però il consumatore, di fatto, non sarà mai tutelato.

    Provate a vedere cosa succede ad un produttore biologico certificato cosa succede se gli beccano un anti botritico nel vino… sai le accuse di frode che partono!!!!

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    1. Massimiliano Montes Post author

      @Lorenzo, il consumatore è tutelato. Basta acquistare i vini degli associati VinNatur 😉
      (l’elenco è sul sito)

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      1. Lorenzo

        @Massimiliano Montes,

        non mi va di entrare in polemica, ma prova a chiederlo ad un americano, un danese, un tedesco o ad un danese (popoli molti attenti a queste cose) se si fiderebbero di un’associazione…

        Una cosa del genere può succedere solo in Italia…

        Reply
    2. Nic Marsél

      @Lorenzo, sono d’accordo sulla trasparenza del protocollo (in particolare sulla modalità di prelievo dei campioni di vino). A maggior ragione se l’associazione utilizza (giustamente essendone motivo di vanto) i risultati, come formidabile strumento di marketing. Avevo inteso che VinNatur si stesse preparando al prelievo di materiale fogliare direttamente in vigna quale ulteriore oggetto di analisi (difficilmente confutabile), ma evidentemente i tempi non sono ancora maturi. Volendo proprio ricavare i nomi degli allontanati basterebbe incrociare i dati con la lista degli associati dell’anno precedente…

      Reply
      1. Lorenzo

        @Nic Marsél,
        ma guarda che basterebbe che queste associazioni (generalizzo sennò Massimiliano pensa che io sia contro Vinnatur quando è il contrario) ponessero come requisito MINIMO per gli associati, che essi siano produttori biologici.

        In questo modo si integrano al sistema di controllo della norma biologico.

        il Demeter, per certificare Biodinamico, ha fatto proprio questa singergia, pretende che ci sia il requisito minimo dell’agricoltura biologica.

        Le associazioni, poi, avrebbero modo di fare i loro controlli con protocolli molto più stringenti, ma almeno ne guadagnerebbero, secondo me, molto in credibilità.

        Capite che dico ?

        P.S. per Massimiliano, lo capisci o no che io sono A FAVORE di queste tematiche e non contro ?

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        1. Massimiliano Montes

          @Lorenzo, sono felice che tu sia a favore. Ma sei stato tu a polemizzare dicendo che in alcune zone il biologico non si può fare. Pazienza, vorrà dire che non faranno agricoltura biologica. E bada bene che sto parlando di bio, non di naturale o di vinnatur.
          Apprezzerei più un produttore che essendo in condizioni climatiche sfavorevoli rinuncia apertamente alla coltivazione biologica, magari riproponendosi delle buone pratiche agricolturali per lasciare la minore quantità possibile di residui nel prodotto finito, rispetto a coloro che fanno carte false pur di vendere il loro prodotto come biologico.

    1. Lorenzo

      @emilio,
      aveva ragione, ci sono alcune zone del nord dove fare il biologico è praticamente impossibile.
      Generalizzerò, ma umidità e pioggia sono veicolo di peronospera, odio e botrite…

      Gli do pienamente ragione.
      Pensate in zone come lo champagne che combinano!

      E’ per questo motivo che le lobby dei produttori vogliono fare normative di biologico certificato che siano “zonali”, perchè ci sono posti in europa dove la botrite c’è e punto. Ergo se vuoi fare il vino devi sparare quantomeno un pò di sistemico preventivo.

      Reply
  2. emilio

    Scusate le dichiarazioni di Angiolino:
    A differenza degli altri anni le sostanze individuate nei campioni non sono insetticidi ma composti chimici anti peronospera e anti botrite. “I produttori che fanno vino naturale possono benissimo evitare questi prodotti, perché per questo tipo di problematiche esistono trattamenti alternativi – sottolinea Maule – La ricerca ha fatto passi avanti, ci ha dato e ci sta dando soluzioni. Pensiamo ai contributi della fisica quantistica. E quello che mi rammarica è dovere impiegare i fondi per le analisi quando, se tutti fossimo rigorosi e corretti, potremmo investirli, appunto, nella ricerca”. Maule, che in questi giorni ha dovuto fare

    Reply
    1. Lorenzo

      @emilio,

      contro peronospora bastano zolfo e rame. E questo è il massimo che la tecnologia ci ha fornito fino ad oggi che non sia un trattamento chimico e sistemico. E sfido chiunque a contraddirmi.

      I problemi sono due:

      1) è un preventivo, non un curativo, ergo se hai una pressione peronosporica in vigneto perdi mezzo raccolto, non c’è trattamento “bio” che tenga
      2) va via con un pò d’acqua, quindi se piove, devi tornare a fare il trattamento immediatamente (ovvero aumento dei costi esponenziale)
      3) se hai un’infezione che ha già preso i grappoli, devi sparare trattamenti chimici che ammazzano le spore.

      Vorrei sapere da Angiolino quali sono questi fantomatici trattamenti efficaci.

      La verità è un’altra, che per fare il bio vero ci vuole innanzitutto il clima e delle condizioni pedoclimatiche votate…
      La seconda cosa è che il produttore deve essere pronto a vedere il suo raccolto andare in fumo in annate sbagliate. Ovvero se m’arrivano due mesi di pioggia e caldo, mi becco i grappoli ammazzati dalla peronospera e rimango lì a guardare in silenzio. Piangendo.

      … e qui, non c’è Vinnatur che tenga.
      Quando leggo queste cose, da biochimico genetista, mi viene da sorridere ti giuro, qualsiasi agronomo conosce delle molecole per trattamenti sistemici a veloce decadimento (ovvero non rilevabili dopo pochi giorni).

      Per questo è importante la fogliolina del BIO od il Demeter (che comunque richiede il bio certificato), perchè c’è un’organizzazione di persone preparate per fare questo: controlli seri.
      Vinnatur, con tutto il bene che gli voglio, sono solo un’associazione… e a meno di prova contraria, rimangono tali con la scarsa efficacia che un’analisi sul vino in bottiglia può fare.

      Ce la vogliamo dire tutta o vogliamo continuare a coprirci naso ed occhi ?

      Reply
      1. Massimiliano Montes Post author

        @Lorenzo, se ti trovi in una situazione ambientale per cui non puoi coltivare in biologico non lo fai, punto e basta.
        Non è obbligatorio essere certificati bio, ne tantomeno è obbligatorio essere iscritti a un associazione di vino naturale. Non lo ha prescritto il dottore che bisogna associarsi a vinnatur.
        Fai altro, e non rompi le balle a chi invece riesce a fare bio e naturale.

        Reply
        1. emilio

          @Massimiliano Montes, ma su questo blog Alessandro Maule scrisse che la maggior parte degli anni non sanno che pesci pigliare con la botrite, e che secondo loro non vi è un prodotto efficace al 100%. Ci sarebbe semmai da discutere sul criterio di selezione e di ammissione in Vinnatur. Io vedo aziende convenzionali non certificate, aziende bio certificate e non, aziende biodinamiche certificate e non. Ma soprattutto, anche senza far nomi, perchè non dichiarano se le aziende beccate con dei residui sono certificate bio o biodinamiche? sarebbe un dato interessante. Perchè non dicono le regioni in cui maggiormente si riscontrano aziende con vini contenenti residui di pesticidi?

      2. Massimiliano Montes Post author

        @Lorenzo, Scusa ma se tu non riesci a correre veloce come Usain Bolt mica lo puoi obbligare a rallentare, perché tu non ce la fai a stargli dietro… sono caxxi tuoi

        Reply
      1. emilio

        @Massimiliano Montes, sono stato un anno in Vinnatur, ne sono uscito quando ho constatato che il prelievo dei campioni da inviare alle analisi era una farsa (come ho avuto già modo di descrivere) e soprattutto per la totale assenza di democrazia interna.

        Reply
    2. Massimiliano Montes Post author

      @emilio, diciamo che c’è in atto il tentativo da parte di certa comunicazione venduta (prezzolata da produttori industriali e da fondi pubblici regionali e nazionali) di boicottare le analisi di VinNatur esasperando i toni sull’espulsione dei produttori al fine di determinare reazioni sulla famiglia Maule.
      Non ci riusciranno. Si possono attaccare al tram.

      Reply
      1. Lorenzo

        @Massimiliano Montes,
        Cmq se volete che non intervengo più ditelo, però trovo molto fazioso che cancellate i miei commenti.

        Ora mi vuoi dire che è stato l’antispam come Edith ?

        Reply
        1. Massimiliano Montes Post author

          @Lorenzo, ci sono filtri antispam che devi rispettare. Sono automatici, in base alle parole che usi.

        2. Massimiliano Montes Post author

          @Lorenzo, il tuo numero IP (che tra l’altro è stranamente un IP statico) incappa nei filtri antispam anche perché è inserito in alcune blacklist.
          Se vai sul sito http://www.blacklistalert.org/ e inserisci il tuo IP (96.47.226.22) visualizzi le segnalazioni sulle blacklist di spam:

          Result for 96.47.226.22 in LHSBL Blocklists (Alphabetic order):

          0spam.fusionzero.com OK
          aspews.ext.sorbs.net OK
          b.barracudacentral.org OK
          bl.mailspike.net Listed!
          bl.spameatingmonkey.net OK
          bl.spamcop.net OK
          bl.spamcannibal.org OK
          bl.tiopan.com No Result (SERVFAIL)
          blackholes.five-ten-sg.com OK
          blackholes.intersil.net OK
          bogons.cymru.com OK
          cbl.abuseat.org Listed! See why
          combined.njabl.org No Result (SERVFAIL)
          db.wpbl.info OK
          dnsbl.ahbl.org No Result (REFUSED)
          dnsbl.inps.de OK
          dnsbl.justspam.org OK
          dnsbl.mags.net OK
          dnsbl.sorbs.net OK
          dnsbl.rangers.eu.org OK
          dnsbl-0.uceprotect.net OK
          dnsbl-1.uceprotect.net OK
          dnsbl-2.uceprotect.net OK
          dnsbl-3.uceprotect.net OK
          dyna.spamrats.com OK
          ip.v4bl.org OK
          ips.backscatterer.org OK
          ix.dnsbl.manitu.net OK
          l2.apews.org Listed! See why
          no-more-funn.moensted.dk OK
          noptr.spamrats.com OK
          psbl.surriel.com OK
          rbl.efnet.org OK
          spam.abuse.ch OK
          spam.dnsbl.anonmails.de OK
          spam.spamrats.com OK
          spamguard.leadmon.net OK
          t1.dnsbl.net.au OK
          tor.dan.me.uk Listed!
          tor.dnsbl.sectoor.de No Result (canonical name = torserver.tor.dnsbl.sectoor.de.)
          ubl.unsubscore.com OK
          virbl.dnsbl.bit.nl OK
          zen.spamhaus.org OK
          Result for 96.47.226.22 in LHSBL Whitelists (Alphabetic order):

          accredit.habeas.com NOT WHITELISTED
          iadb2.isipp.com NOT WHITELISTED
          ips.whitelisted.org NOT WHITELISTED Read about this way to exclude an IP from UCEPROTECT Level2/3
          list.dnswl.org NOT WHITELISTED
          wl.mailspike.net NOT WHITELISTED
          RHSBL-Test for 96.47.226.22’s PTR wannabe.torservers.net (Alphabetic order):

          abuse.rfc-ignorant.org OK
          bogusmx.rfc-ignorant.org OK
          dbl.spamhaus.org OK
          dsn.rfc-ignorant.org OK
          dynamic.rhs.mailpolice.com LISTED!
          l1.apews.org OK
          list.anonwhois.net OK
          multi.surbl.org OK
          multi.uribl.com OK
          postmaster.rfc-ignorant.org OK
          rddn.dnsbl.net.au OK
          rhsbl.ahbl.org OK
          rhsbl.sorbs.net OK
          webmail.rhs.mailpolice.com LISTED!

      2. emilio

        @Massimiliano Montes a me sembra vero il contrario: I Maule utilizzano la storia delle analisi per fare marketing. E fin qui ci sta per una struttura commerciale… e che poi mostrano chi sono quando vogliono elargire pillole di scienza parlando di fisica quantistica, corroboranti,ecc

        Reply
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