L’abbinamento perfetto

Cosa fareste se vi servissero al tavolo questo vino? Ebbene, quello che ho fatto io è stato pensare all’abbinamento perfetto col Belsedere. Ovviamente il pecorino di cui ho parlato in questo post.

Dopo una giornata trascorsa sulla neve, il proprietario di un piccolo ma delizioso albergo di montagna, conoscendo la mia passione per il vino, mi mostra una bottiglia esposta tra le altre. Guardo bene, sgrano le pupille e non credo ai miei occhi!
“Sa, ho letto quella cosa sul pecorino, quello insomma, il Belsedere, e pensavo a lei. Credo di avere il vino giusto” mi dice. Come dargli torto, prendo la bottiglia, la rigiro tra le mani. Sembra vera, l’etichetta non pare contraffatta. È vecchia di almeno una decina di anni, anche se non riporta l’annata di vendemmia (non si sa mai, l’lCQ potrebbe sequestrarla).
Inutile dire che è impossibile capire il vitigno con cui è prodotta, come tanti vini della stessa categoria. Quello che ho apprezzato di questa bottiglia è la sincerità. Nella mia vita ho bevuto molti vini appartenenti alla stessa tipologia. I produttori però si ostinano a proporceli con etichette mirabolanti, bellissimi nomi di fantasia, a volte anche DOC o Superqualcosa.
Questo invece nella sua ammirevole semplicità e sincerità si propone per quello che è. Senza bugie. Senza fronzoli.

 

Leggi anche: Gradisce un Belsedere?

One thought on “L’abbinamento perfetto

  1. Pontifex Maximus

    Il mondo si focalizza subito se lo si guarda attraverso il fondo di una bottiglia. Tu hai finito la bottiglia e non hai avuto alcun effetto (Terry Pratchett – A Me le Guardie).

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