La grandezza di un uomo: Antonino Cannavacciuolo

Grande da tutti i punti di vista: grandi capacità ma soprattutto un grande cuore, con un immagine a metà tra un giocatore di rugby e il gigante buono di Carosello.

Seguire le gesta di Antonino Cannavacciuolo in Cucine da Incubo, l’ennesimo serial dedicato alla cucina prodotto da Fox, significa rimanere affascinati dalla sua emotività ed empatia verso i più deboli.

Giovanni Verga ideò un ciclo di romanzi che chiamò “I Vinti”, dedicato agli ultimi della nostra società, a quelli che cadono per strada e a cui nessuno tende la mano.

Capisco che è dura paragonare l’attività di Verga a quella di uno Chef stellato che lavora in un Resort di lusso.

Però gli occhi di Cannavacciuolo, le sue lacrime trattenute o appena accennate, il suo immedesimarsi nella vita di un giovane e sfortunato cuoco suo conterraneo, la compassione e il desiderio di aiutare che trapelano evidenti, lo collocano da una precisa parte della barricata: quella delle persone intelligenti e sensibili, che non dimenticano e non tradiscono le proprie origini, la parte di chi non lascia indietro nessuno.

Ciò che mi piace di Cucine da Incubo è proprio questo. Ristoranti e ristoratori ai quali chiunque, conoscendoli, consiglierebbe di fare altro nella vita (dall’equitazione all’agricoltura), gli ultimi insomma, vengono presi per mano e aiutati, trasformati.

Magari non saranno mai primi, però secondi o terzi forse si.

Altra cosa che mi piace di questa serie è il rapporto con i dipendenti. Nonostante vengano descritte figure “professionali” altamente improbabili se non assurde, a Cucine da Incubo non si licenzia nessuno.

A nessuno viene consigliato di fare altro o tornare a casa. Tutti riescono a migliorare e trovare la loro via, in una sorta di catarsi e risveglio collettivo delle migliori qualità. Tutti insieme si migliora e si raggiunge il risultato.

So che è una situazione quasi utopica, irreale. Però è bello pensare che ci sia qualcuno che fa televisione proponendo un’idea lontana da quella del tradizionale Chef-system fatto di arrivismo, presunzione e arroganza.

Addios Chef Cannavacciuolo, o meglio arrivederci!

Antonino-Cannavacciuolo_e-la-moglie-Cinzia

Antonino Cannavacciuolo e la moglie Cinzia

 

 

3 thoughts on “La grandezza di un uomo: Antonino Cannavacciuolo

  1. Annibale

    Anche io lo adoro, ma temo che un paio di puntate siano state, come dire, “create ad arte”. Cmq è davvero delizioso, e devo dire che molte delle ricette che esegue sono sorprendentemente facili da eseguire e danno risultati eccellenti.

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    1. Massimiliano Montes

      @Annibale, hai ragione, anch’io ho avuto quest’impressione.
      Però gli sguardi, gli occhi, tradiscono emozioni che vanno ben oltre la fiction.
      Per questo ho voluto scrivere sull’uomo più che sulla trasmissione.
      E poi un format basato sulla solidarietà invece che sulla presunzione mi piace… comunque 🙂

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      1. Annibale

        @Massimiliano Montes, Si, è davvero il gigante buono. come dice lui: “non si butta nulla”

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