Incolta!
Cerea 8 aprile 2013. Incontro un amico produttore. Di solito una persona pulita e ben vestita.
Questa volta irriconoscibile! Barba non rasata da almeno quattro giorni, jeans sdruciti, vecchie scarpe da tennis e felpa rossa. Una ridicola brutta copia di un manifestante di Lotta Continua degli anni 70.
“Che cavolo hai combinato?” gli chiedo.
“Eh, sono occupato, devo parlare un attimo con questo signore, scusa”.
“Ma con quale signore? Non ti guarda neppure!”
“Silvio… Ma che vuoi da me?”
“Che mi spieghi perché sembri un terremotato?”
“Secondo alcuni di noi senza barba non sembri naturale. La gente viene qui con strane idee in testa, sono convinti di trovare la campagna. Quella vera. Se ti vedono ripulito chi ci crede? E poi è anche una questione ideologica, come dice il Dottore. Dobbiamo distinguerci dalla borghesia corrotta.”
Allibito lo guardo e penso solo: tu sei scemo. Come se mi avessero strappato un velo davanti agli occhi, mi giro intorno e vedo…
Il cappellano della vinocrazia, l’orso calabrese, il contadino intellettuale, lo yeti amerigano (il big foot?), il Dottore imitatore di Peppino Impastato. Un’epidemia di barbe!
E le femmine non sono da meno. L’esoterica che ti guarda attraverso gli occhiali con l’occhio furbetto e ti dice: “Questa sera non ho dove dormire, penso che starò in auto”.
Dormi in macchina? Lo so che ci hai l’albergo a quattro stelle! Conosco anche il numero di camera! Me lo ha detto chi te l’ha prenotato! Che cacchio reciti la commedia con me!
E se la colpa fosse solo nostra?
E se invece di pensare a recitare la parte del buon contadino questi vignaioli si limitassero a fare il vino… magari buono?
E se invece di parlare dei produttori e delle rustiche contadine precoci (e procaci), noi ci limitassimo a parlare dei vini… sperando che siano veramente buoni…?
P.S. L’amico produttore è diventato un ex amico. Non so perché.
P.P.S. Ogni riferimento a persone realmente esistenti è puramente casuale ;-).
Ogni commento che fa il nome di persone vere verrà censurato 😉
Troppi palcoscenici. Troppi libri. Troppa ideologia.
E il vino? Lo facciamo nei ritagli di tempo?
Mi pare la naturale prosecuzione dei produttori che negli anni ’90 scendevano dal trattore e per andare alle degustazioni o ai banchi d’assaggio si facevano il bagno con i sali per scrostarsi ben bene, si radevano a lucido, si ingellavano i capelli, si mettevano i jeans con le placche metalliche che portavano ben visibile il logo stracool, calzavano le Tod’s, indossavano le cinture di Cavalli sopra le camicie immacolate di Ralph Lauren, salivano in groppa ad una Audi sw quattro (in vigna senza la trazione integrale dove vai?) tirata a lucido, e mentre ti servivano due gocce di Barolo con la retro dell’importatore fiko di NYC esibivano con falsa noncuranza il Rolex d’oro, ma bianco, ché quello giallo fa cafone arricchito.
Siamo sicuri che sia cambiato qualcosa?
Upside down. Ci siamo capovolti!
Ma erano così ricchi i contadini degli anni ’90???
@Rossano Ferrazzano,
Io vestito così ho visto solo Gaja che predicava di essere un contadino vignaiolo a una platea di politicanti corretti 😉
@Silvio Rossi,
Gaja viaggia in rigoroso abito scuro cucito a mano e scarpe inglesi in vitello spazzolato 😉
anfatti, Gaja così tamarro non lo si è mai visto, e mai lo si vedrà, poco ma sicuro
la divisa dei Langa Boys era quella, chi c’era lo sa benissimo
e sì, i produttori di notorietà anche solo media negli anni ’80 e ’90 hanno fatto i soldi veri, in quattro e quattr’otto
in ogni caso a Barolo oggi si respira aria di benessere più che mai, basta scendere dalla macchina, viene su insieme alla nebbia dalle colline, insieme all’odore del mosto dalle cantine, insieme alle note di tajarin dalle porte dei ristoranti…
Silvio, chissà che tu non abbia ragione. Che poi i prezzi del vino (che gradisco assai) del tuo ex-amico-simil-manifestante-di-Lotta-Continua (se ho capito bene a chi ti riferisci in modo puramente casuale) non sono certo popolari. Però scusa ma secondo te la figura del contadino dovrebbe obbedire al copione stereotipato che lo vede ignorante, timido e naif così che lo si possa sfruttare al meglio? Poi sinceramente non capisco perchè il vignaiolo dovrebbe “limitarsi a fare il vino”. Io spero che, come ogni altro essere umano, abbia l’opportunità di “coltivare” qualsiasi ulteriore passione. E perchè non perdonare anche qualche vezzo o personalismo? Vogliamo sopprimere l’individualità? Pensi davvero che lo yeti amerigano (giusto per non fare nomi) si tenga il fastidio della barba tutto l’anno solo per far colpo su di te un weekend a Cerea? Finchè i peli non finiranno copiosi in bottiglia non vedo grossi effetti collaterali 😉 A Cerea ho bevuto vini buoni e parlato con produttori interessanti. Mi piacerebbe soltanto che i prezzi fossero più abbordabili, ma questo è (forse) un altro paio di maniche.
Allora il proprietario della Hatù si veste come Rocco Siffredi quando presenta al pubblico i profilattici?
Comunque si scherza, non si offenderà nessuno 😉
E i prezzi sono a volte troppo alti.
Anch’io pensavo si scherzasse pero’ alla fine leggo :”P.S. L’amico produttore è diventato un ex amico. Non so perché” …
Ah Nicche, l’abbiamo scritto insieme a quattro mani con l’amico puzzone! Niente divorzi!
Se te dico che se scherza…
Ma veramente i palcoscenici di cui si parla ultimamente sono più al femminile che al maschile 😉
Non rinfocoliamo le polemiche 😉
Ce ne siamo tenuti prudentemente fuori!
@Carlotta, mi sa che i palcoscenici femminili di cui parli sono le “contadine precoci e procaci” di Silvio Rossi
Ma chi è che ti dice i numeri di camera? 😛
Io ho sempre visto i contadini poveri levarsi il pane di bocca per comprare (o affittare per una sola settimana, se non bastavano i soldi) un vestito elegante completo al figlio che andava a presentare i prodotti dell’aziendina famigliare in città e a qualcuno ho pure prestato, da buon vicino di vigna, la cravatta, l’orologio d’oro svizzero Berthoud che mi ha regalato mio zio per la prima comunione e il fermacravatte in oro bianco che mi ha regalato il nonno tornando dal Messico. Mai visto un contadino povero, un lavoratore con le mani callose, vestito da poliziotto della narcotici in borghese. E sempre ben rasati, prima con la brillantina Linetti e poi con i gel che vanno più di moda. Per le donne è diverso. Sono bellissime anche senza niente, figurarsi se barattano la loro bellezza naturale con un poncho qualsiasi ricavato da una tovaglia dell’albergo con un paio di sforbiciate. Le zotiche son sempre zotiche anche con un tubino di Armani tempestato di diamanti e un tacco 15. Più naturali sono e più tirano (e lo sanno perfettamente), anche in ciabattine da spiaggia.
Racconto davvero singolare.