Oppure siamo di fronte a una guerra commerciale tra produttori di tappi?
Jamie Goode pubblica sul suo blog la ricerca di Alison Eisermann-Ctercteko, Masters of Wine che scrive per l’Australian Wine and Viticulture Journal. Da tale ricerca sembra emergere che un terzo dei tappi a vite esaminati è danneggiato o è applicato scorrettamente, e che l’8.2% dei vini esaminati presenta dopo 10 settimane segni fisici e chimici di ossidazione.
Successivamente sempre lo stesso Jamie Goode pubblica una propria analisi dei dati grezzi concludendo che soltanto i tappi a vite gravemente danneggiati determinerebbero alterazioni ossidative precoci del vino, e che la MW Alison Eisermann-Ctercteko si sbaglia.
La nostra impressione è che dai dati emerge chiaramente che una parte dei vini chiusi con tappo a vite presenta segni precoci di ossidazione, questo è innegabile. L’entità del danno è da approfondire con ulteriori studi.
Un apprezzamento va comunque alla Masters of Wine Alison Eisermann-Ctercteko, che per effettuare questo studio ha acquistato 600 bottiglie di vino direttamente dalla distribuzione finale. Al di la dei pregiudizi e delle guerre commerciali tra industria del sughero e dello screwcap (il tappo a vite), i risultati delle tappature a vite vanno seguiti ed esaminati nel tempo, per verificare sul campo la loro reale efficacia.
MW dissertation claims that screwcaps cause more wine damage than cork
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