Fare la spesa col contatore geiger

Se le mappe di diffusione dei radionuclidi rilasciati in seguito all’incidente nucleare di Fukushima dicono il vero, e non c’è motivo di dubitare, ci ridurremo a fare la spesa controllando gli acquisti con un contatore geiger.

Il National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) ha rilasciato delle mappe di diffusione dei radionuclidi negli oceani quasi catastrofiche, e il rilascio di materiale radioattivo non sembra destinato a cessare. E’ di questi giorni la notizia di ulteriori sversamenti incontrollati di acqua contaminata, e si paventa il rischio dell’esplosione di una piscina di contenimento.

Mappa Noaa

Nonostante i messaggi rassicuranti delle autorità, rilevamenti indipendenti confermano che persino la capitale del Giappone, Tokio, è inquinata come le zone adiacenti la centrale di Chernobyl esplosa il 26 aprile 1986.
Seconde queste rilevazioni fatte da Iori Mochizuki, un ingegnere civile giapponese, pubblicate sul suo blog Fukushima Diary, al centro del parco Mizumoto di Tokio la radioattività sarebbe pari a 1.5 milioni di Bq/m2. Tale dose è uguale a quella delle zone di Chernobyl interdette alla popolazione civile.
Eppure dalle foto si vedono i bambini che giocano in riva al laghetto.

L’Institute for Environment and Sustainability (IES), uno dei sette Istituti di ricerca dello European Commission’s Joint Research Centre, ha calcolato modelli di dispersione atmosferica della radioattività di Fukushima che interesserebbero tutto l’emisfero settentrionale incluso il territorio europeo.

Intanto per difenderci, pur senza avere un contatore geiger, potremmo cominciare ad evitare l’acquisto di pesce confezionato, tonno compreso, che proviene dalle zone più contaminate secondo le mappe Noaa.

zone fao

Zone FAO (cliccare per ingrandire)

La zona di confezionamento appare per legge con una sigla che contraddistingue le zone di provenienza del pescato FAO. La sigla è composta dall’acronimo FAO seguito da due numeri che identificano la regione di provenienza. Qui sopra vedete una mappa delle aree FAO.

Bisogna semplicemente confrontare la mappa Noaa dell’immagine superiore con le zone FAO corrispondenti.

 

http://fukushima-diary.com/2012/02/tokyo-is-contaminated-as-the-worst-place-in-chernobyl

 

8 thoughts on “Fare la spesa col contatore geiger

  1. Nic Marsél

    Bravo Massimiliano. Pensare che ci sono ancora politici italiani (o presunti tali) che sostengono paradossalmente che l’incidente di Fukushima dimostrerebbe quanto il nucleare sia sicuro. Praticamente non sarebbe successo niente.

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    1. Mario Crosta

      @Nic Marsél, per non parlare di mobili fatti con il legname radioattivo proveniente dalle foreste della Bielorussia e dell’Ucraina, tanto basta un bel logo dal nome esotico e un prezzo decente negli iper-iper. Quando ho rifiutato di fare da intermediario per un amico sardo che voleva importare legno a basso costo dai paesi limitrofi, ho rinunciato a facili guadagni, spiegandogli l’arcano. Speriamo che non si sia rivolto a qualcun altro con una coscienza diversa dalla mia.

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  2. Manfred Caruso

    Scusate, ma l’articolo riporta molte inesattezze e bufale.
    La mappa del NOAA è una simulazione delle onde di marea dello tsunami del2011; da quando la radioattività si misura in cm?
    La storia delle zone di pesca FAO è altrettanto approssimativa.
    http://www.altroconsumo.it/alimentazione/sicurezza-alimentare/news/tonno-radioattivo-e-un-altra-bufala
    http://it.m.wikipedia.org/wiki/Terremoto_e_maremoto_del_T%C5%8Dhoku_del_2011
    Un paio di verifiche vi avrebbero evitato l’imbarazzo della figuraccia.

    Saluti

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    1. Massimiliano Montes

      @Manfred Caruso, hai ragione. Per errore era stata caricata l’immagine errata, adesso vedi quella corretta.
      So che le indicazioni ufficiali non sono quelle di interrompere il consumo del pesce proveniente da quelle aree, però io non lo consumerei. D’altro canto anche le indicazioni ufficiali del governo giapponese sono state smentite dalle misurazioni effettuate dall’Ing. Mochizuki.
      In ogni caso sono dati reali incontestabili, nessuna figuraccia. Conoscevo già abbondantemente le smentite ufficiali di questi dati.

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  3. Manfred Caruso

    @Massimiliano, nonostante quello che affermo, ti do ragione. Il governo e la Tepco hanno gestito l’emergenza e le operazioni post-incidente, in modo dilettantesco, per poi coprire e minimizzare l’entità dei danni. Credo sia dovuto a fattori culturali dei Giapponesi.
    La contaminazione del suolo e delle falde sono ben più pericolose di quella del mare, dato che la grande quantità di acqua marina agisce come “diluente”, rendendo di fatto nulla la contaminazione già a pochi km dalla Daiichi NPP.
    Tanto per fare un paragone, con tutti i test nucleari in mare del passato, la fauna marina nei pressi dei siti dei test, non risulta radioattiva o con alterazioni genetiche.
    Sicuramente non mi farei una insalata con le verdure della zona di alienazione, e mi preoccuperei solo del mercurio presente in un sushi mangiato a Tokyo. 🙂

    Ciao

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    1. Massimiliano Montes

      @Manfred, al netto di sensazionalismi che non mi appartengono il disastro di Fukushima Dai-ichi è una immane catastrofe ambientale. I test nucleari in acqua libera a Bikini (per la verità molto pochi perché la maggior parte furono in pozzi sotterranei) non hanno lasciato un elevata quantità di scorie radioattive in mare per la loro “concentrazione nel tempo”. Singole esplosioni della durata di poche frazioni di secondo. Dalla centrale Tepco invece c’è un continuo sversamento di elevate quantità di radionuclidi a decadimento millenario, e si prevede anche peggio.
      Il pianeta Terra, per quanto grande, è un sistema chiuso. Non dimentichiamo che i test in aria libera americani hanno di fatto raddoppiato il fondo naturale di radioattività.

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  4. Maurizio (progettista di contatori geiger)

    Credo che non bisogna esagerare con gli allarmismi, anche se nella nostra stessa italia le situazioni a rischio non mancano certamente, anzi spesso sono stranamente poco evidenziate dai grandi media. Il Piemonte ad esempio è ormai una vera pattumiera radioattiva. A denunciarlo è Pro Natura, attraverso la sede di Torino: in base all’ultimo Annuario dei dati ambientali dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra). Viene messo in guardia sui rischi corsi da una regione che, da sola, ospita oltre il 96% dei rifiuti radioattivi italiani. Comunque se volete saperne di piu sulla natura della radioattivita, con cenni di fisica nucleare, e sul contatore geiger visitate il mio blog: http://www.contatoregeiger.org

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