Fa male il latte o quello che c’è dentro?

I toni delle polemiche sulla salubrità del latte vaccino per uso umano sono sempre alti. Possibili danni alla salute sembrano emergere dagli studi epidemiologici, ma intanto le analisi dimostrano che nel latte per uso quotidiano sono presenti decine di sostanze potenzialmente tossiche.

Uno studio del 2011 di un’Università spagnola rivela la presenza di diverse sostanze somministrate alle mucche da latte e secrete nel latte munto. Tra queste Estrone, Estradiolo ed Etinilestradiolo (ormoni steroidei che stimolano la produzione lattea), diversi farmaci antinfiammatori, verosimilmente somministrati alle mucche per lenire i dolori alle mammelle, antibiotici ed antimalarici.

Quello degli antibiotici in veterinaria è un capitolo a parte. Uno studio pubblicato su “Veterinary Record” nel 2004 dimostra come i veterinari italiani usino sistematicamente elevate dosi di antibiotici negli allevamenti intensivi: cefalosporine, penicilline, chinolonici, anche quando documentatamente non efficaci nel prevenire o curare le infezioni mammarie. E’ un’abitudine, più che una necessità. Dura da estirpare, anche perché è meno costosa la profilassi antibiotica che una corretta igiene delle stalle e delle mungitrici.

Antibiotici nel latte (fonte: Veterinary Record 2004)

Secondo Vincenzo Bozzetti, direttore tecnico di “lattenews” e del periodico “Il Latte”, fino all’80% degli antibiotici somministrati agli animali finisce nel latte in commercio.

Sempre nel 2011 la società tedesca “Harles und Jentzsch” è stata indagata per avere venduto mangimi animali contenenti diossina, anche a produttori di latte. Nel 2008 l’associazione Peacelink riscontrava nel formaggio pugliese diossina nella misura di 4,28 picogrammi per grammo di grasso.
La diossina è un potente cancerogeno che il nostro organismo non riesce ad espellere e che si accumula progressivamente. Su denuncia di Peacelink la Asl di Taranto esaminava campioni di latte confermando la presenza di diossina oltre i limiti di legge.

Infine, c’é il caso del rBGH, il Posillac della Monsanto. Il BGH è l’ormone della crescita bovino. La Monsanto ne ha creato una versione ricombinante sintetica (rBGH) commercializzandolo con il nome di Posillac. Il Posillac promette un incremento fino al 20% della produzione di latte. L’uso di ormoni della crescita nelle mucche da latte è stato proibito in Europa ma continua ad essere legale in USA.

In conclusione sarà difficile capire se è il latte a nuocere alla nostra salute o tutte le sostanze note o meno note in esso disciolte.

 

It’s not all white: The cocktail of up to 20 chemicals in a glass of milk

Survey of the knowledge, attitudes and practice of Italian beef and dairy cattle veterinarians concerning the use of antibiotics.

Residui di antibiotici nel latte, di Vincenzo Bozzetti

 

8 thoughts on “Fa male il latte o quello che c’è dentro?

  1. Edith Di Salvo Post author

    @Mario Crosta, sei fonte di ispirazione 🙂 In realtà cerchiamo di pubblicare stralci di articoli scientifici tratti da riviste note e con elevato impact factor, per evitarci critiche.

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    1. Mario Crosta

      @Edith Di Salvo, se la stessa cosa la rovesci in enologia, staremmo freschi: sui vini naturali gli scritti scientifici tratti da riviste note e con elevato impact factor sono aghi in un pagliaio. E le critiche abbondano lo stesso, sulla bocca degli scemi. Quindi, per cortesia, accetta anche questi umili contributi e non temere critiche: Nic Marsèl è il nostro centravanti di sfondamento anche in campo avversario, da quel che leggo altrove e tirerà fuori le sue sciabolate anche in questo caso.
      Se dobbiamo comportarci in modo naturale, allora il latte dovremmo berlo, come tutti gli animali, soltanto durante lo svezzamento e non dovremmo berlo, come tutti gli animali, oltre questo periodo. Tra l’altro nessun animale beve latte non naturale nemmeno durante lo svezzamento, cosa che invece viene proposto a piene mani dall’industria conserviera. E qui, per me, si chiude il cerchio. Hai fatto benissimo a sollevare la questione. Ci mancava. Brava.

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  2. Nic Marsél

    Mah, se non ricordo male in Italia è previsto un periodo di sospensione per la mungitura delle vacche da latte sotto antibiotici e/o antinfiammatori. Inoltre credo gli ormoni siano vietati. Ho bevuto un litro di latte crudo al giorno per quarant’anni rifornendomi da una fattoria di amici di famiglia a poche centinaia di metri da casa. Poi ho smesso, all’improvviso, per mille ragioni (comunque non di salute) e mi sono dato al vino 🙂 Se oggi dovessi bere latte, credo che sceglierei esclusivamente quello biologico. Fosse per me gli allevamenti intensivi non esisterebbero.

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  3. Andrea

    Le vacche sono spesso soggette a mastiti, per cui gli antibiotici sono prassi ormai naturale. Il latte utilizzato a produrre Parmigiano Reggiano è soggetto a stretti controlli per cui non sono ammessi residui antibiotici. Per quello destinato al consumo probabilmente i controlli non sono così intensivi.
    E mi sovviene una domanda, non è l’esponenziale aumento delle intolleranze ai latticini sia dovuto proprio ai residui chimici?

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    1. Massimiliano Montes

      @Andrea, non so. Le resistenze agli antibiotici però sono sicuramente concausate dall’abuso in veterinaria. “Prassi ormai naturale” è un ossimoro 🙂

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