La famiglia Calabretta è una delle famiglie storiche del territorio etneo, tra le prime ad avere imbottigliato in proprio. Massimiliano, inoltre, produce alcuni tra i vini più buoni del vulcano.
Massimiliano, come è andata infine l’annata 2013 che tanto ha fatto discutere?
La nostra azienda possiede vigne sul versante nord dell’Etna, quindi limiterò la mia risposta a queste zone e ai miei vigneti. Complessivamente è stata un annata piovosa e poco soleggiata, che non ha favorito la maturazione delle uve. Nonostante il ritardo della vendemmia rispetto ad altri anni l’uva in pianta non maturava e non incrementava la concentrazione zuccherina, che in fase di fermentazione è quella che da il tenore alcolico.
Quando hai vendemmiato?
In base all’altitudine e all’esposizione del vigneto dai primi di ottobre fino a fine ottobre.
Che gradazione aveva l’uva vendemmiata nei tuoi vigneti?
Come ti dicevo nonostante il ritardo, a causa del freddo e dello scarso soleggiamento l’uva non ha raggiunto un grado di maturazione ottimale. Dalle vigne da cui faccio i rossi ho avuto un grado Babo delle uve (che indica la concentrazione zuccherina, n.d.r.) tra 19 e 21, in base all’esposizione e all’altitudine. Per le uve bianche non ha superato i 17-18° Babo.
Tradotto in gradi alcolici?
Tradotto in gradi alcolici significa che nel 2013 avremo vini rossi di 12,5° alcolici, massimo 13,5° per i vigneti più fortunati. I bianchi sono a 11° alcolici circa.
Ho trovato sugli scaffali di un’enoteca un rosso dell’Etna 2013 del versante nord a 14,5°. Come è possibile?
Boh, non lo so. Forse ottenuto mediante un forte diradamento dell’uva sulla pianta e rese molto basse.
Un’anticipazione sulla 2014?
Ancora è presto per esprimersi, però dopo un periodo di iniziale ritardo il caldo di agosto ha accelerato la maturazione delle uve. A settembre ti saprò fornire dati più certi.
Sarebbe interessante sentire altri produttori della zona per avere un confronto su questo argomento.
@Davide Marrale, più che altro vedremo come è andata sul versante sud.
“Forse ottenuto mediante un forte diradamento dell’uva sulla pianta e rese molto basse” o forse ottenuto additivando mosto concentrato? 😉
@Claudio, legalmente fattibile
@Claudio Morini,
oppure forse basta un bravo agronomo che sa gestire l’annata?
Sai, non esiste solo il diradamento dei grappoli, esiste la potatura, la defogliazione.
Al nord, dove i problemi di maturazione ce li hanno da centinaia di anni, sono cose normali.
Qualsiasi produttore di barolo, di recioto o di amarone sa di cosa parlo.
@Alberto,
intendevo la potatura dei grappoli, non della pianta.
@Alberto, dubito che nel 2013 un Barolo naturale faccia 14,5% 😉
Già nelle annate buone Rinaldi (per fare un esempio) fa 13-13,5
E’ facile fare ironia. Provate voi a fare e a vendere vino soprattutto a vendere!
La gente non capirebbe perché un vino e di soli 12 gradi. Direbbe che è un vinello.
Non si usa mosto concentrato, vorrei correggere. Si usa mcr mosto concentrato rettificato trasparente inodore insapore. Praticamente acqua e zucchero che non rovina il vino ma alza solo il grado alcolico.
@Maurizio, con un gioco di parole tutto italico si fa passare MCR( se concentri un mosto,togli acqua e lo rettifichi hai sostanzialmente dello zucchero fruttosio) come qualcosa di diverso dalla chaptalisation ovvero l’aggiunta di zucchero …che in Italia e’ formalmente vietata ( tranne che nella liquore de tirage o simile) ma detto ciò non si capisce per quale ragione il vino si debba vendere con l’equazione : volume alcolometrico = qualità .Questa demenzialita nel corso di tre lustri,complici gli operatori di settore, ha snaturato la tipicità di alcuni vini e cosa più importante ha certificato ” la non naturalità” di certi vini che non esprimono più l’annata ma garantiscono il loro essere sempre uguali a se stessi. Non per tirare acqua al mulino del vino vero o vinificato ( appunto) al naturale ma con candore certe considerazioni castrano definitivamente l’interesse per i vini “rettificati” da parte dell’appassionato che apprezza proprio il poter percepire le differenze( non i difetti) di una annata o un terreno piuttosto che una vinificazione( naturale tradizionale) più o meno diversa.
P.s. I fantastici riesling tedeschi con predicato ( in Germania i vini non di “qualità ” possono essere zuccherati) spesso sono sotto gli 11* se non i 10* e si vendono molto bene ed a prezzi impegnativi
… In coda a ciò che ho letto mi viene voglia di fare ironia ,sostenere che acqua e zucchero non rovinano un vino e’ vero perché non rovinerebbe nessuna bevanda che sua fanta o un latte e menta. Sfortunatamente chi scrive ciò omette l’effetto principale di “un po’ di acqua e zucchero” aggiunta in vinificazione ovvero l’innalzamento del volume alcolometrico o volgarmente del grado alcolico,il quale cambia molto le sensazioni gustolfattive. Chi degusta e conosce il vino sa molto bene che l’alcol fa parte delle morbidezza di un vino, può essere armonico o al contrario rompere un equilibrio ,lo si può avvertire già al naso ( di solito non e’ un bene) ,può in bocca celare altri deficit in un vino non perfetto…e’ lunga e forse noiosa la questione ma sostenere che l’innalzamento alcolico in un vino in modo ARTIFICIALE e’ ininfluente (nel bene o nel male) sulla qualità finale e’ una falsità evidente.
@Eretico Enoico( Giuseppe ), concordo pienamente con le tue dotte dissertazioni 😉
E mi permetterei di aggiungere due cose:
– Solo come esempio l’Echezeaux Grand Cru di A.F. Gros che ho recensito qualche giorno fa ha solo il 13% in volume di alcol (arrotondato per eccesso perché in realtà è 12,8).
– L’annata 2012 sull’Etna è stata molto calda e soleggiata, con una maturazione delle uve piena e anticipata. All’inizio tutti erano contenti: uve sane, alte gradazioni alcoliche. Oggi quei vini sono poco bevibili. Pesanti e con un’alcolicità estremamente fastidiosa.
A seguito di questo articolo sarebbe stato interessante leggere un’ intervista al produttore di questo vino
@Franco, questa è già una piccola intervista. Se ne vuoi una più dettagliata si può fare…
Ma secondo voi noi siamo degli incompetenti? Io lavoro per un’azienda che produce milioni di bottiglie e prima di commercializzare un prodotto va a nostro panel tasting. Noi abbiamo un panel tasting con cui proviamo assemblaggi tenore alcolico e affinamenti. Quando esce è solo perchè piace a noi e al nostro panel tasting. Noi siamo professionisti seri non dilettanti allo sbaraglio come voi.
@Maurizio, anche la coca-cola vende milioni di lattine, e Mc Donalds milioni di panini. Noi però ci occupiamo di un altro tipo di vino.
Senza nulla togliere alle aziende da milioni di bottiglie, per carità. Anzi potresti dirci apertamente per quale azienda lavori, ne saremmo tutti ben lieti.
@Maurizio, assolutamente nessun giudizio sull’opersto di professionisti competenti ne dubbio alcuno sui volumi di vendita ed i gusti dei consumatori. Le due filosofie o meglio sistemi di vinificazione sono diversi e non di poco e questo e’ un fatto incontestabile. Nessuno sostiene di essere migliore ma il gusto del consumatore e’ stato orientato negli anni a ricoscere un tipo di vino ed aspettarsi che sia così ,il vino lo bevevano con gioia anche negli anni 70 a prescindere dal grado alcolico.Maurizio lei sostiene ,non ne dubito, di essere un professionista e personalmente trovo surreale che lei dichiari che aumentare il grado alcolico e’ ininfluente sul vino ( dovrei dire prodotto finale) ed al tempo stesso applichi metodi (legali ) artificiosi a tal fine. Trovo ancora più surreale che si facciano dei panel tasting in fase di “orientamento ” per così dire del vino ( prodotto finale) atti a verificare il gradimento del consumatore campione, lei senza volere certifica le incolmabili differenze tra il mio concetto di vino e quello “modernamente buono,perfetto,mirato e convenzionale”. Sante’