Parlare di certificazione biodinamica fa venire l’orticaria a molte persone.
Non esiste una certificazione di legge in tal senso, ma solo certificazioni a pagamento di società private. Tali certificazioni non hanno alcun valore legale.
La società privata più diffusa e conosciuta è Demeter, una multinazionale delle certificazioni presente in 24 paesi nel mondo.
Tra gli appassionati di vino, soprattutto di vino naturale, l’orticaria è scatenata, oltre che dal metodo, anche dai protocolli di vinificazione.
I protocolli biodinamici infatti consentono di utilizzare quasi tutti gli additivi e i coadiuvanti di cantina purché biodinamici o in alternativa biologici, o come ultima possibilità anche commerciali purché non-OGM.
E’ consentito perfino lo zuccheraggio, oltre che l’inoculo di lieviti selezionati commerciali.
I protocolli Demeter consentono di aumentare il contenuto alcoolico del vino fino a un massimo di 1,5% in volume con zucchero Demeter o concentrato di succo d’uva, l’aggiunta di nutrimento azotato per lieviti, l’inoculo di batteri acidolattici per innescare la reazione malolattica.
L’aggiunta di elevate quantità di anidride solforosa: 140 mg/l per vini bianchi con meno di 5g/l zucchero, 110 mg/l per vini rossi con meno di 5g/l zucchero e fino a 360 mg/l per i vini dolci.
E’ consentita la stabilizzazione tartarica, la chiarificazione con bentonite, la regolazione dell’acidità con bicarbonato di potassio, carbonato di calcio e acido tartarico.
Certo, qualcuno mi dirà che lo zuccheraggio del vino con zucchero biodinamico è meno dannoso per la salute. E magari qualcun’altro ci crederà.
Protocollo di vinificazione biodinamica Demeter
ESISTE una regolamentazione per scrivere un capolavoro? o per vincere Wimbledon? se hai notizie scrivimi
@A3C, infatti non c’è alcun bisogno di pagare Demeter 😉
http://tinyurl.com/pvr8wct
Gli dia un occhiata Sig. Montes, e poi magari aggiusti un po’ i contenuti. Grazie mille!! 😉
@Patrick Uccelli, Scorrendo rapidamente il materiale contenuto nel link ho notato con piacere che le maglie sono state parecchio ristrette. Tuttavia c’è poco da vantarsi che tali modifiche siano entrate in vigore soltanto ad agosto del 2013. E tutto il vino prodotto fino ad allora? Comunque meglio tardi che mai. Infine l’esclusiva del marchio demeter per la certificazione biodinamica meriterebbe un discorso a parte.
@Nic Marsél, è un discorso lungo e difficile da affrontare tra le righe di un commento.
Le commissioni lavorano, tanto anche, le parti in causa sono molte e sono da ascoltare tutte, sempre. I frutti che ne nascono non sono sempre i migliori, è vero, ma la certezza che deve accompagnarci è che tutto è migliorabile.
Molti criticano gli standard, spesso a sproposito. Io invito tutti a partecipare alla costruzione, al suo miglioramento, invece di esternare una spesso sterile ed inutile critica dall’esterno. Ovviamente non è il suo caso, s’intende.
@Nic Marsél, “l’esclusiva del marchio demeter per la certificazione biodinamica meriterebbe un discorso a parte.”
Un giorno magari accenniamo la triarticolazione sociale. Poi forse capirà il contesto nel quale a suo tempo gli agricoltori biodinamici hanno separato in tre parti quelle relative alla spiritualità/formazione (associazione per l’agricoltura biodinamica), la parte giuridica (Demeter, il nostro marchio) e la parte economica (le nostre aziende).
C’è un motivo ed un pensiero dietro. Con più calma un giorno magari ci ragioniamo.
@Patrick, hai ragione, ho indicato i precedenti protocolli del 2009. Però… Dò atto che è sparito lo zuccheraggio (che in Italia era comunque vietato). Ma sempre sugli stessi protocolli da te linkati leggo che è consentito l’uso di solforosa nelle seguenti misure:
Vini con <2g/l zucchero:
Bianco e Rosato SO2 90 mg/l
Rosso SO2 70mg/l
+ 20% in particolari condizioni ambientali e climatiche
Vini con ≥2g/l fino a 9 g/l di zucchero:
Bianco e Rosato SO2 110 mg/l
Rosso mg/l SO2 110 mg/l
+ 20% in particolari condizioni ambientali e climatiche
E' un miglioramento, ma siamo ancora lontani.
Inoltre:
– E’ consentito l’uso di bentonite
– E’ consentita la correzione dell’acidità con acido tartarico
E poi viene suggerita la fermentazione con lieviti indigeni, ma si legge testualmente: "Per questo si intende la fermentazione spontanea senza inoculo o la partenza della fermentazione attraverso utilizzo di pied de cuvè da uve aziendali".
Il che non esclude l'uso di pied de cuve inoculati.
Direi che c'è stato un miglioramento, ma siamo ancora lontani dagli standard delle associazioni naturali, per esempio VinNatur.
Credo, e sono sempre più convinto, che l'unica soluzione possibile sia quella di obbligare i produttori ad indicare in etichetta tutti gli additivi e i coadiuvanti realmente usati per quel vino e tutti i processi produttivi. Mi sembra il minimo visto che il vino è un alimento.
@Massimiliano Montes,
Certo, coglie nel sengo. Tutto si può migliorare! Sono d’accordo!
Patrick mi dici la tua opinione sui lieviti indigeni? Davvero non capisco le linee guida, sembra che vogliano lasciare una scappatoia, una via d’uscita.