Lo European Food Safety Authority (EFSA) aveva già presentato a luglio il progetto CAGs, ovvero i Gruppi di Stima Cumulativa (Cumulative Assessment Groups) per valutare pesticidi con tossicità simile.
L’obiettivo è quello di raggruppare i pesticidi che presentano un profilo di tossicità simile nei confronti di un organo o un sistema e valutarne la tossicità cumulativamente.
Anche se singolarmente i pesticidi non raggiungono le dosi massime previste per legge, l’assunzione cumulativa di due o più pesticidi, anche a norma, può determinare un danno d’organo.
Questo approccio, che può sembrare di banale buonsenso, viene in realtà sistematicamente disatteso dalle normative a tutela della salute dei consumatori. La presenza di due o più residui di pesticidi in un alimento viene valutata tenendo conto dei limiti di tossicità dei singoli pesticidi.
Le evidenze scientifiche invece ci dicono che il profilo di tossicità dei pesticidi è di tipo cumulativo, ovvero la contemporanea presenza di più sostanze determina tossicità anche a livelli inferiori rispetto ai limiti di legge. Negli esempi citati in calce al post alcuni studi documentano una tossicità cumulativa sia in vitro che in vivo.
Il protocollo messo a punto dall’EFSA sta studiando i rischi cumulativi a carico della tiroide e del sistema nervoso centrale, ed è in fase di pubblicazione la lista di pesticidi da tenere sotto controllo nell’Unione Europea. I passi successivi saranno quelli di modificare progressivamente le normative comunitarie, e conseguentemente dei singoli stati membri, relativamente alle dosi massime ammesse nel caso di riscontro contemporaneo di più pesticidi dello stesso gruppo.
Questo significa che se in un alimento vengono rilevati più residui di pesticidi contemporaneamente, non varrà più il limite massimo stabilito per il singolo pesticida ma il limite cumulativo per il gruppo di appartenenza.
http://www.efsa.europa.eu/en/press/news/130712.htm
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23547264
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21945941
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24055644
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22684846
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22754485
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22872056
Ottima iniziativa. Speriamo non rimanga solo uno studio. A leggere le linee guida sull’utilizzo dei fitofarmaci c’è da spaventarsi. Fossi un vignaiolo ci penserei un milione di volte prima di usarli. I primi a subirne le conseguenze sono proprio loro.