Dallo Château Caze al Soffocone il passo è breve

Torno in quel delizioso chalet di montagna dove un premuroso locandiere mi aveva fatto conoscere questo vino.

“Signor Rossi, pensavo a lei!”
Rimango sulla soglia con un sorriso tirato stampato in faccia: e ora che cosa vuole da me…
“So che le piacciono le cose strane e gliene ho procurate due. Sa, io la penso.”
Che fortuna, mi dissi.

“Per accompagnare la cena, e il dopocena, due che secondo me stanno bene insieme. Una è négrette” e aggiunge “la négrette è la più anziana delle due”.

Che cavolo mi avrà preparato! Ma per chi mi ha preso!
“Non sono molto costose” mi apostrofa con un sorrisino malizioso.

Entro nella sala da pranzo del piccolo Hotel, lentamente, con un velo di preoccupazione e di stupore.
Mi accomodo in poltrona e mi passa due bottiglie… Château Caze 2008 e Soffocone di Vincigliata 2010.

Tiro un respiro di sollievo, guardo le bottiglie, e penso: non sono della stessa annata. Però il confronto si può fare.

Mi precipito su internet e scopro che la négrette non è poi così anziana, ha solo 22 anni. La négrette è ovviamente il vitigno autoctono dello Château Caze, insieme a syrah e cabernet franc, proviene da vigneti di 22 anni della regione di Fronton, poco a nord di Tolosa in Francia.

Il Soffocone lo conosciamo tutti. O almeno spero.
E’ il famoso sangiovese di Bibi Graetz, azienda agricola Testamatta, bandito ufficialmente dagli Stati Uniti d’America.

Non si comprende se per l’immagine dell’etichetta, tutto sommato casta, o per il nome del vino che ha turbato i sonni di un ignoto funzionario italoamericano.

Insomma, tornare nel mio chalet di montagna preferito è sempre una sorpresa. Questa volta me la cavo con négrette e soffocone.

http://www.chateaucaze.com

http://www.bibigraetz.com/home_ita.php#prettyPhoto/0

 

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