Dalla denuncia degli estortori mafiosi alla denuncia della Capitaneria di Porto di Palermo: tre domande a Natale Giunta

Lo chef palermitano, assurto alle cronache per avere recentemente denunciato tentativi di estorsione mafiosa, ha subito il sequestro di una partita di pesce dalla Capitaneria di Porto di Palermo.

Gli inquirenti gli contestano di non avere espressamente scritto nel menu che il gamberone di Mazara era abbattuto e decongelato. Giunta si difende dicendo che il congelamento a bordo è una pratica normale per i pescherecci di Mazara del Vallo e che la legge impedisce di servire pesce crudo che non sia stato preventivamente congelato.
Abbiamo fatto tre domande a Natale Giunta.

Natale, prima la denuncia degli estortori e ora la Capitaneria di Porto. Un bel salto! Cosa è successo?
E’ successo che a mio parere sono stato vittima di un’ingiustizia e di un abuso da parte della Capitaneria.

Per quale motivo ti è stato sequestrato il pesce e che cosa ti viene contestato?
Il sequestro è avvenuto per tentativo di frode in commercio, perché manca la segnalazione sul menu dell’abbattimento e del congelamento del gambero. Bisogna precisare però che il congelamento è un obbligo di legge per poter servire il pesce crudo. Chiunque serva nei propri locali pesce crudo deve precedentemente congelarlo per almeno 24 ore, come profilassi per le infestazioni da parassiti, Anisakis in testa.
Quindi io non ho fatto ne più ne meno di quello che prescrive la legge e che onestamente bisogna fare. La Capitaneria mi ha contestato che avrei dovuto segnalare con un asterisco il precedente congelamento del pesce.

Per quali motivi hai presentato denuncia verso la Capitaneria di Porto?
Col mio avvocato abbiamo deciso di presentare querela per abuso d’ufficio e violazione sulle norme del sequestro di beni alimentari. Il pesce è stato sequestrato in contenitori non adatti e in condizioni non idonee a preservarne le caratteristiche per ulteriori accertamenti. Questi sequestri dovrebbero essere fatti da personale della Asp con metodiche idonee, e non da personale tecnicamente non preparato come quello della Capitaneria.

 

9 thoughts on “Dalla denuncia degli estortori mafiosi alla denuncia della Capitaneria di Porto di Palermo: tre domande a Natale Giunta

  1. Nic Marsél

    Non sono un avvocato ma pare proprio un abuso d’ufficio. Da consumatore sarei molto più preoccupato se esistessero esercizi che servono pesce crudo che non abbia subito le canoniche 24 di congelamento. L’asterisco sul menù è semplicemente anacronistico.

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  2. Mario Crosta

    “il congelamento è un obbligo di legge per poter servire il pesce CRUDO. Chiunque serva nei propri locali pesce CRUDO deve precedentemente congelarlo per almeno 24 ore, come profilassi per le infestazioni da parassiti, Anisakis in testa”. Parole di Natale Giunta
    Ne deriva che chi serve in tavola il gamberone di Mazara CRUDO, che è stato congelato, deve darne informazione al cliente, come prescrive la legge, che non fa differenza tra crudo e cotto nel prescrivere l’asterisco che richiama ad una nota a piè pagina del menu con la dovuta spiegazione.
    Sarà interessante sapere come finirà la causa, perciò faccio tanti auguri a Natale Giunta, anche perché si trova a fare lo chef sotto la minaccia della mafia e questa iniziativa della capitaneria lo mette tra l’incudine ed il martello, invece di dargli una mano come si deve, senza pignoleggiare. Ci faccia sapere.
    Altra cosa è il parere di Cereda sull’asterisco come anacronistico, legittimo ed interessante, ma che mi sembra in contrasto con quanto lui stesso in altri post vorrebbe che venga scritto nelle etichette dei vini in modo che il cliente sia più informato di quali sostanze contengano. Il cliente va informato sempre meglio sia per quello che beve che per quello che mangia, no? Una nota a piè pagina mi sembra che vada appunto in questa direzione. Potrei sbagliarmi e mi piacerebbe che Cereda sviluppasse meglio il suo pensiero. Grazie in anticipo.

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    1. Nic Marsél

      @Mario Crosta, hai assolutamente ragione Mario. Più che anacronistico l’asterisco per il pesce crudo.è indicazione fuorviante perchè il cliente sarebbe portato a pensare che il locale non sia in grado di fornire materia fresca mentre è la legge che lo vieta. Quindi l’informativa va ripensata.

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      1. Mario Crosta

        @Nic Marsél, sono pienamente d’accordo con te. Nell’azione legale di Natale Giunta speriamo che in aula emerga appunto questa necessità di revisione dell’informativa, che è un chiarimento dovuto ma va espresso nei termini giusti, distinguendo tra pesce surgelato e pesce congelato per abbattimento a termini di legge (ma fresco). L’informativa così com’è, invece, ha indotto la capitaneria a un proprio puntiglio d’interpretazione che sicuramente andrà definito in sede giudiziaria se è stato abuso di potere oppure no, ma che intanto ha evidentemente danneggiato il buon nome del locale oltre che il suo bilancio. Sono solidale con Natale Giunta in questa sua battaglia per una chiarezza necessaria, da te auspicata, che ritengo utile a tutta la ristorazione nazionale di pesce.

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  3. Luigi

    Massima solidarietà allo chef Giunta. I gamberoni saranno già nelle case delle famiglie degli ufficiali della capitaneria… Giunta ha fatto benissimo a presentare l’esposto, chi sbaglia deve pagare!

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    1. Massimiliano Montes Post author

      Sig. Luigi (lusmecca@hotmail.com 151.63.75.54) lei questa cosa non la può dire. A meno di non avere le prove. Il sequestro è sempre disposto da un magistrato, e il pesce costituisce una prova. Da qui deriva che deve essere correttamente conservato. Secondo lei chi opera il sequestro su disposizione di un giudice poi si mangia il pesce???

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      1. Mario Crosta

        @Massimiliano Montes, quello che dici è verissimo, ma posso anche confessarti che 22 anni fa ho pranzato con amici a base di cinghiale abbattuto da cacciatori di frodo e regolarmente confiscato sul campo non ti dico da chi, secondo la legge e senz’alcun bisogno di un mandato del magistrato. Il caso era evidentemente diverso, si trattava di un’azione di repressione della caccia di frodo condotta di sorpresa e di notte, tanto che il magistrato è stato informato subito la mattina seguente e gli è stato chiesto che cosa fare del “corpo del reato” confiscato sul fatto, visto che il tribunale non possedeva celle frigorifere per animali e che al cacciatore di frodo era stata comminata semplicemente un’ammenda, regolarmente pagata, perciò non si è proceduto per via giudiziaria, quindi il magistrato non aveva bisogno di “prove” di alcun genere perché il reato era già stato punito secondo la legge (che non so se nel frattempo sia cambiata). Mi risulta che un altro amico a cui sono stati confiscati dei funghi sia stato chiesto da parte dei CC se, visto che non si potevano conservare e una volta comminata l’ammenda non si sarebbe proceduto per via giudiziaria, se era d’accordo a fornirli alla cucina di una casa di riposo per anziani, cosa regolarmente avvenuta, nel 1980. Fai bene a redarguire, ma senza esagerare: non c’è soltanto il bianco o il nero, ma un’infinità di grigi in mezzo. Credo che il lettore non abbia avuto intenti denigratori e se così fosse lo pregherei di aggiustare meglio il suo linguaggio.

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        1. carmelo

          @Mario Crosta, salve
          ogni persona, in divisa o meno, risponde delle proprie azioni ma non per questo quello che lui rappresenta e tutto marcio.
          vorrei chiarire che quando si opera un sequestro di prodotto ittico (quindi facilmente deperibile) se penale viene richiesta al magistrato l’autorizzazione alla devoluzione in beneficienza, se amministrativo e la legge che ne da la possibilità.
          queste operazioni (donazione in beneficienza) comunque, vengono poste in essere solo dopo che personale dell’ASP (quindi personale tecnico specifico) ne abbia dichiarato la NON commerciabilità e l’IDONEITA’ al consumo umano.
          nessuna autorizzazione in tal senso viene richiesta al proprietario della merce oggetto di sequestro.
          se il prodotto ittico viene dichiarato dall’ASP non idoneo al consumo viene distrutto, se dichiarato commerciabile viene lasciato al proprietario.
          in ogni caso esistono atti comprovanti tutte le azioni intraprese che possono essere visionati dagli interessati.
          al sig. luigi direi di stare più attento a quello che scrive, le querele per diffamazione valgono anche per questo, trattandosi di un post pubblico.

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