Educatamente saluto. Buonasera, mi presento… e aspetto.
Non mi sento a disagio. Non siamo molti ma già è piacevole. Sono accolta da sorrisi e forse anche da un pizzico di curiosità.
Parlo, rispondo… provo una sensazione che sa quasi di déjà-vu, di già vissuto, di familiare. Sono “nuova” eppure sono immediatamente la benvenuta ed è come se facessi parte di questo da sempre.
Iniziamo a degustare: ‘89, ‘91, ‘94, 2000… sa di frutta no, mi correggo di fiori, sento una nota mentolata, persistente, bilanciato, erbaceo, metallico, e si continua. Uno sfoggio meramente intellettualistico lo definirebbero alcuni, questa analisi sensoriale finalizzata a tracciare il profilo di un vino (in realtà qualsiasi cosa sia commestibile può essere degustata).
Io non credo si tratti di questo. Se sei un appassionato di calcio non discuti di corner, triplette, assist, fair play, pressing, etc., etc. ed anche con una certa enfasi? Beh, io ti parlo di acidità, tannini, sentori, ossidazione, bilanciamento….ogni campo col suo linguaggio.
Il fatto stesso che un qualcosa produca profitto non significa che non possa essere oggetto di slancio, esaltazione, ecco che il vino è passione. Di certo implica una buona dose di conoscenza, ma senza passione non si sentirebbe la necessità di andare talmente a fondo nelle sensazioni che suscita. Nettare degli Dei che ci rende così desiderosi di comunicazione, così vicini.
Stasera ho sentito che la felicità può essere racchiusa in quel non detto che è espresso dal “Cin Cin”. Concordo.
Ho respirato la convivialità, la ho toccata con mano ed invito anche voi. Mettete il silenzioso agli smartphone. Sedetevi ad un tavolo, stappate una bottiglia scelta con cura e parlate; di voi, di cinema, di arte, di politica, di musica, di vita. Perché come scrisse Pindaro “Il vino eleva l’anima e i pensieri, e le inquietudini si allontanano dal cuore dell’uomo”.


Arguta, decisa, caratteriale: tu sei una Croatina in purezza.
Che bella descrizione di quel pomeriggio. Senza enfasi, essenziale, puntuale. Hai descritto bene un mondo al quale, probabilmente ti sei avvicinata da poco, ma che, ne sono certo, approccerai sempre più di frequente con l’arguzia e la curiosità che ti connotano.
Al temine dell’articolo mi sono quasi commosso (non ti prendo in giro) e mi sono sentito orgoglioso di poter dire “C’ero anch’io”. Scusa per il tu, ma noi “vecchietti” con i capelli brizzolati, (credo) ce lo possiamo permettere.