2014: olio E.V.O. assente per malattia

Giro come ogni volta tra i corridoi de “La Terra Trema” in cerca di Olio Extra Vergine d’Oliva per la mia scorpacciata annuale (olio, se puoi, dei paesi tuoi) ma qui non si trova nulla.

I produttori ci sarebbero anche ma il grande assente è proprio lui: l’olio, e non certo per un’amnesia collettiva. La realtà è che nel 2014 in Toscana, Umbria, Marche e Lazio non se n’è quasi prodotto.

Incredibile. Chiedo a destra e a manca: è sempre l’olio che manca. Niente. Scorgo qualche bottiglia su un banchetto lontano, ne gusto un sorso, buono, ma accidenti, è dell’anno scorso. Alcuni mi dicono di aver rinunciato a raccogliere per limitare il danno economico, tanto non ne valeva la pena. Altri a frangere ci hanno pure provato con pessimi risultati qualitativi e comunque acidità fuori controllo. Altri ancora dicono che con tutta probabilità lo useranno come combustibile per l’inverno.

C’è chi allarga le braccia sconsolato in segno di resa dopo una lotta impari. Si parla tanto della tremenda annata 2014 per il vino ma i vignaioli concordano sul fatto che tutto sommato qualcosa di buono lo si è portato a casa.

Rese ridotte, acidità spiccate, poco alcol, poco corpo ma il prodotto c’è e chissà che lungo la strada non ci riservi anche qualche gradita sorpresa. Per l’olio no. E’ un disastro forse senza precedenti.

La mosca olearia, la tignola e la lebbra dell’oliva si sono portate via raccolti interi. Mai sentito niente del genere. Un bravo produttore mi avverte: “Guai se l’inverno alle porte dovesse essere mite come il suo predecessore, significherebbe un’altra annata sventurata. Quando troverai in giro olio del 2014 pensa a quello che hai visto qui oggi e a quello che ti hanno riferito questi contadini. Acquista solo da chi conosci (se ce l’ha fatta) altrimenti scegli quello dell’anno scorso”.

Passo in rassegna i recenti scandali, penso alle sofisticazioni scoperte a più riprese dalla GDF. Nel 2013 l’Italia è stato il secondo paese produttore e contemporaneamente il primo importatore mondiale d’olio d’oliva. Un dato sconcertante per un’annata promossa a pieni voti.

Le vignette satanoleiche del NYT sono per voi un esempio di cattivo giornalismo? Resta il sospetto che una bella fetta di extra vergine sia espressione lampante di genio italico. Non oso immaginare di qui a poco con quale lubrificante verrà oliato il nostro caro e libero mercato. E se il mercato galleggia e la scorta scarseggia, eccezioni e smentite son più che gradite.

 

16 thoughts on “2014: olio E.V.O. assente per malattia

    1. Nic Marsél

      @A3C, tutte le fortune a loro : a noi la nebbia e a loro ulivi sani, a loro Maresco a noi Belluscone 🙂

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  1. La Terra Trema

    Si, quella dell’olio quest’anno è stata una vera e propria tragedia. la preoccupazione, il terrore è prorio che possa succedere anche l’anno prossimo..se l’inverno sarà mite…parlando si diceva delle passate edizioni de “La terra trema”, sempre fine novembre-primi di dicembre. sempre freddissime, neve (2 volte)…l’anno scorso e quest’anno in salone in molti eravamo in maglietta maniche corte…la situazione è seria…

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  2. tiziana

    Olivicoltori dal 1988, 1300 piante di olivo, produzione olio 2014 zero, la soddisfazione di molti clienti che alla Tera Trema sono venuti a cercarci per l’olio. Quest’anno molti apriranno gli occhi sull’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA,: è un bene primario che vogliamo pagare a prezzi ridicoli. Ma se avessimo dato Rogor (veleno) a cadenza regolare o quando si apprestava ogni attacco di mosca avremmo salvato qualcosa che avremmo potuto vendere a caro prezzo ma avremmo ucciso non solo la mosca olearea – dacus oleae ma anche tutti gli altri insetti e un pò lo avremmo anche ingerito.
    No non ci siamo stati correttezza e coerenza comportano sacrifici da parte di tutti.

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    1. Nic Marsél

      @tiziana, Trovo il tuo contributo molto importante e significativo. grazie tiziana.

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    2. caturen

      @tiziana, ben per voi che avete i soldi che potete campare anche senza l’olio. Io però non mi posso permettere di non produrre olio. E la mia produzione è molto limitata: non posseggo di certo 1300 olivi!!! Già l’anno scorso una grandinata tremenda ha dimezzato la produzione e il rispettivo “guadagno”. Quest’anno io mi sono permesso di perdere il vino dato che era praticamente impossibile produrre qualcosa di bevibile. E poi il vino me lo bevo io, praticamente non lo vendo. L’olio invece sono “costretto” a produrlo perchè mi serve assolutamente.

      “Ma se avessimo dato Rogor (veleno) a cadenza regolare o quando si apprestava ogni attacco di mosca avremmo salvato qualcosa”
      1 se aveste dato dimetoato nei tempi e modi GIUSTi avreste praticamente salvato quasi tutto
      2 ricordo che esistono pure i trattamenti contro la mosca anche in ambito bio. Solo che con l’andamento stagionale di quest’anno erano praticamente inefficaci. Chi dice che produce olio senza fare trattamenti (bio o non bio) è da prendere con le molle. (per non dire di peggio)

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      1. tiziana

        @caturen,
        carissimo/a io non posseggo proprio niente tanto meno i 1300 olivi e poi questo brutto termine POSSEDERE (la nostra casa e terreno sono in affitto). I proprietari si susseguono ma la terra rimane sempre li per questo dobbiamo averne cura. il contadino è un mestiere di grossa responsabilità deve lasciare una terra che dia da mangiare a quelli che vengono dopo di noi.
        se avessi dato dimetolato avrei ucciso le api che impollineranno i miei olivi a primavera
        se avessi dato dimetolato avrei mangiato olio avvelenato si è vero che tal veleno è idrosolubile ma è anche liposolubile ed avrei aumentato le possibilità di avere un tumore
        la certificazione bio (ma non il biologico) ormai è una barzellatte ci sono prodotti autorizzati nel bio come lo Spintor fly che però uccide anche gli altri insetti.
        quest’anno ci sono persone che hanno passato l’estate lontani dalla loro casa perchè immersa tra i vigneti e in pratica a causa dei continui trattamenti vivevano immersi nel veleno.
        di solito nella nostra zona Lamporecchio PT fino ad ora bastava un solo trattamento a fine Agosto o primi di Aprile a calce e (poco)rame per difendersi dalla mosca ma cosa sarebbe stato se tutti gli olivicoltori avessero dato Rogor quanti insetti impollinatori sarebbero morti quante api già quest’anno abbiamo avuto solo il 30% della produzione di miele
        oggi occorre ripensare a un modello di sviluppo che salvaguardi non il raccolto ma la possibilità di produrre cibo.

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        1. Massimiliano Montes

          @Tiziana sei grande 🙂 Intervieni più spesso, per piacere…

        2. caturen

          @tiziana,
          “la nostra casa e terreno sono in affitto”
          con cosa pagate l’affitto? Che io sappia i soldi non scendono dal cielo come la pioggia (che quest’anno è stata veramente abbondante)
          “il contadino è un mestiere di grossa responsabilità deve lasciare una terra che dia da mangiare a quelli che vengono dopo di noi”
          assolutamente d’accordo. Però io la terra la devo lavorare perchè mi dia da mangiare. Perchè non viviamo come adamo ed eva nel giardino dell’eden. Gli alberi NON mi danno i frutti se io non li curo. Gli attrezzi per farlo non me li regala nessuno e come ripeto non ho i soldi di papa o di chi altro da spendere. Io sono nato e continuo a vivere della terra. Non ho idea se pure tu sia nata sulla terra e se continuerai a vivere di questo. Mi auguro di si. In bocca al lupo.

        3. corrado dottori

          @caturen, conosco Tiziana da anni e posso umilmente darti un consiglio: vai a trovarla, parlaci, acquista il loro olio quando ne produrranno nuovamente. Forse ti ricrederai sul “bio” e sull’unico modo che abbiamo di coltivare il nostro pianeta senza distruggerlo. Che poi quest’anno – almeno nelle Marche – anche i convenzionali hanno prodotto poco/niente e male. Sono un agricoltore marchigiano che quest’anno non ha raccolto una sola oliva. E no, non sono ricco.

  3. caturen

    Vorrei sgomberare il campo da una cosa: io non sono contro il bio di qulsiasi desinenza esso sia. Io sono contro la “moda” del bio e di quelli che dicono “io voglio mangiare naturale e non faccio trattamenti” perchè è una pura panzana. O perlomeno nella stragrande maggioranza dei casi. Come pure ha detto Tiziana negli anni scorsi ha dovuto fare il trattamento con calce e rame (di cui per la verità io non ero a conoscenza) altrimenti la mosca gli massacrava gli olivi. Sempre di trattamento si tratta. Fortunata lei che sta in quel posto che gli basta quello. Purtroppo io io invece sto in collina che si affaccia su pesaro (si, sono un tuo corregionale) e col cavolo che mi basta fare quello.

    “Che poi quest’anno – almeno nelle Marche – anche i convenzionali hanno prodotto poco/niente e male”

    e lo so proprio bene!!! Ma quello dipende dalla “incompetenza”: se uno non guarda cosa succede nei suoi terreni è colpo solo sua. Con questa annata maledetta quest’anno gli attacchi della mosca sono incominciati a METÀ LUGLIO cosa assolutamente inconcepibile in annate “normali”. Quindi, che tu operi in convenzionale o in bio, tu devi per forza fare i trattamenti da quel momento. Chi non ha raccolto le olive è solo perchè non li ha fatti. Gli operatori bio quest’anno sono stati impotenti perchè pioveva un giorni si e l’altro pure e quindio qualsiasi cosa facessero erano inefficaci.

    ps guarda che ci siamo incontrati il sabato a Fornovo ai vini di vignaioli 🙂 Sono quello che ti ha detto “disturbo?” quando eri indaffarato coi tuoi figlioli. Sono ritornato anche il giorno dopo , ma era era verso mezzogiorno e tu stavi pranzando. Peccato, un altro goccio di verdicchio me lo sarei gustato. Vorrà dire che prima o poi un salto in azienda lo faccio, così mi gusto gli eremi o il nur che sicuramente sono il genere di vino che preferisco 🙂
    ps tu hai la piscina, io no 🙂

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    1. corrado dottori

      @caturen, nel mediterraneo si fa olivicoltura da millenni, da prima che si usasse qualsivoglia prodotto chimico, rame compreso e l’olio non è mai mancato. Se c’è una pianta che rappresenta il rapporto quasi sacro fra uomo e ambiente nel nostro paese essa è l’ulivo più ancora del vino, così come l’olio EVO è – quando vero e autentico – il prodotto assolutamente più naturale dell’agricoltura “di trasformazione”… Non puoi prendere un’annata così assolutamente fuori media ed eccezionale – in negativo – per dire che in genere col bio non ci si campa e dare del figlio di papà a gente come Tiziana che, davvero, è proprio una toscanaccia super in gamba 🙂
      Piuttosto sarebbe da capire il perché di annate sempre più sballate e di virulenze sempre più aggressive di malattie e insetti. Io una mezza idea ce l’ho 🙂 Ma se noi agricoltori ci facciamo prendere dalla paura e dalla disperazione è finita davvero. Grazie della visita a Fornovo e a presto nelle Marche
      Corrado
      PS La piscina non ce l’ho perché son ricco ma perché è pertinenza dell’agriturismo che facendo 2 mutui ho ristrutturato.

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  4. caturen

    “Non puoi prendere un’annata così assolutamente fuori media ed eccezionale – in negativo – per dire che in genere col bio non ci si campa”
    Bisogna oramai mettersi nell’idea che avremo “annate eccezionali” una dopo l’altra. Ma ne riparliamo sorseggiando un tuo vino. Purtroppo di olio non ne hai prodotto 🙂
    Purtroppo Tiziana non so chi sia, ma se lo dici tu, non metto in dubbio che sia “una toscanaccia super in gamba”

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    1. tiziana

      @caturen, carissimo ti invito a visitare http://www.forrapruno.it cosi leggi chi siamo e da dove veniamo inoltre ti invito a confrontarti con olivicoltori che da anni coltivano l’olivo un grazie di cuore all’amico corrado dottori che ha capito come mi fanno innervosire quelli che ci danno di figli di papà. Non è il nostro caso CONTADINI PER SCELTA DI VITA BIOLOGICI DA SEMPRE AL DI LÀ DELLE CERTIFICAZIONI STIMOLATI E INCURIOSITI DALLA BIODINAMICA STIAMO STUDIANDO E SPERIMENTANDO COSE NUOVE ogniuno prende la strada che sceglie

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  5. caturen

    cara Tiziana purtroppo sei troppo “fuori mano” per poterti venire a trovare e mi dispiace.
    ” ti invito a confrontarti con olivicoltori che da anni coltivano l’olivo”
    vedi, ho più di 50 anni ed io sono nato in campagna e lì sono sempre rimasto al di la delle “mode” passeggere

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