Questi sono i vini georgiani che verranno serviti alla degustazione di venerdì 18 gennaio.
Tsitska Tsolikouri 2010 di Ramaz Nikoladze.
Presidio Slow-Food, le poche bottiglie che produce (spesso meno di 1000 per annata) provengono da un approccio alla terra profondamente rispettoso e “naturalmente naturale”; fermenta e affina in tre qvevri (i tipici orci in argilla georgiani) completamente interrati nel suo chur marani (un giardino in cui gli orci interrati riposano all’ombra delle piante).
Vino bianco secco a moderata macerazione prodotto nella zona di Nakhshirgele, Imereti. Tsitska 70%, Tsolikouri 30%.
Vinificazione in qvevri completamente interrati, secondo il metodo ‘imereto’, col 10% delle bucce, dalle quali il vino viene separato dopo 5 mesi circa, per essere posto in un altro qvevri (sempre interrato) con successivo affinamento cha va dai 6 ai 10 mesi prima dell’imbottigliamento.
Chinuri 2011 di Pheasant’s Tears.
Viticoltore: Gela Patalishvili e John Wurdeman. Produzione complessiva aziendale di circa 50.000 bottiglie. Zona di produzione: Sighnaghi, Kakheti
Il Chinuri è vinificato con il metodo Kakheto tradizionale, ha una macerazione di media durata insieme alle bucce e parte dei raspi. Durante la fermentazione alcoolica, che dura di solito circa 10 giorni, il qvevri rimane totalmente aperto per “immergere” più volte al giorno il “cappello” di vinacce, favorendo l’estrazione dei polifenoli e degli altri composti contenuti nelle bucce, nei vinaccioli e nei peduncoli. Grazie all’interramento dell’anfora si riesce a mantenere la temperatura di fermentazione ad un livello relativamente basso, intorno ai 20°C, senz’alcun bisogno di interventi speciali. Dopo la fine della fermentazione le fecce solide dell’uva si depositano sul fondo e solo allora si possono colmare i qvevri attraverso l’orifizio dell’imboccatura, dove poi si appoggia appena il coperchio, in modo che durante la fermentazione malolattica l’eccesso di anidride carbonica possa ancora evaporare. Quando cessa ogni attività dei lieviti e dei batteri (di solito dopo la metà di dicembre) l’anfora viene ermeticamente chiusa. Il coperchio viene sigillato con l’argilla o con la cera e seppellito sotto uno strato di terra o di sabbia, per assicurare un isolamento termico migliore.
Rkatsiteli 2010 di Pheasant’s Tears.
Prodotto con il metodo Kakheto tradizionale ma a lunga macerazione. Quando cessa ogni attività dei lieviti e dei batteri l’anfora viene ermeticamente chiusa e il coperchio sigillato con argilla o cera e seppellito sotto uno strato di terra o di sabbia per sei mesi.
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Ristorante La Scuderia
Viale del Fante 9, 90146 Palermo
Tel. 091 520323
dimaria@lascuderiapalermo.it
http://www.lascuderiapalermo.it



t’invido vecchio compare sei riuscito a frare un cosa bellissima .. pccato, ma non son potuto venire qui c’è tanta neve ae sabato devo andare a Parigi… che delusione… tienimene da parte una boccia…Georgia on my mind
@A3C,
Parigi che delusione? Facciamo cambio!
Però dopo venerdì sera… ci tengo tanto e spero che ci divertiremo molto 🙂